venerdì 5 aprile 2013

Chez moi #17: profumo di biscotti

Caro Diario,
 ma dov'è il sole?
 E' il secondo giorno che mi sveglio col grigio e tiro avanti fino a sera nel grigio. Questa casa ha bisogno dei raggi vivificanti del sole. Io ne ho bisogno. E pure il Baldo, che se piove non s'azzarda a metter fuori nemmeno il naso (pericolo d'allagamento giallo in agguato).
 Voglio il sole! Come d'incanto mi torneranno anche il sorriso, i riccioli distratti e il buon umore. Uffa.
 Dove sono finite le mie energie? A ramengo. Cerco di racimolare quelle poche (che ancora non emigrano in posti più caldi) e tento di portare un po' di dolcezza in questa giornata uggiosa, fredda, bagnata e bigia. Farò dei biscotti!
 L'entusiasmo sta già evaporando. Prima che scompaia del tutto, mi metto all'opera:
  1. taglio a pezzetti il burro e lo lascio ammorbidire; 
  2. trito le banane;
  3. le verso in una terrina assieme ai fiocchi d'avena, allo zucchero, al burro e alle uova, mescolando bene;
  4. aggiungo il lievito e continuo a mescolare;
  5. stendo l'impasto e lo tiro fino a ottenere una sfoglia di circa mezzo centimetro;
  6. taglio i biscotti con gli stampini, li dispongo sulla teglia e inforno (160°, 25').

Saranno pronti giusto giusto per il tè: mentre un profumo dolcissimo si diffonde per casa (finalmente, dopo pollo fritto e agnello alla griglia, qualcosa di soave), mi sento già meglio.


 Brutto tempo? Prrrrrrr!

(-263; detrminazione: così così; umore: grigio; obiettivo: cucinare; risultato: slurp!)

mercoledì 3 aprile 2013

Stasera lepre

Caro Diario,
 inizio un nuovo programma d'allenamento.
 Forse 'allenamento' è una parola un po' grande. Ma la sostanza è questa: niente più step (evviva), meno ginnastica a terra e non più tre giorni su sette. Ora la ginnastica è scivolata di martedì e giovedì, mentre lunedì, mercoledì e venerdì sono i giorni della passeggiata con Baldo.
 Un'ora di passeggiata con Baldo funziona meglio di tre ore di macchinari in palestra. Il Baldo è un cane dolcissimo, giocherellone e fiero, ma ha un piccolo problema: a quanto pare non è abituato ad avere a che fare con altri cani. Portarlo a spasso significa prevedere le mosse di ipotetici suoi simili e scoraggiarlo dal saltargli addosso. Seee.
 Si parte. Appena vede il guinzaglio, il Baldo va in visibilio. Ben dieci minuti per convincerlo a sedersi e farselo mettere. Numero di volte che controllo se collare e guinzaglio sono ben chiusi: cinque (non si sa mai, oltre alle strade, qui da noi ci sono i boschi, e nei boschi ci sono cervi e cinghiali - miodio). Convinco il marito appena rincasato a unirsi a noi, "Come una vera famiglia", gli dico. In realtà ho il terrore d'esser trascinata faccia a terra dall'adorabile quadrupede.
 Scendiamo in piazza, evitiamo i cancelli con cani, svoltiamo verso la strada delle case ristrutturate, rasentiamo il bosco, attraversiamo la zona industriale... Tutto senza intoppi - successo!
 Dopo la casa d'angolo col cane tignoso - che il Baldo snobba, troppo impegnato a snasare i messaggi lasciati da una cagnolina -, svoltiamo vicino a un campo. Il mio occhio allenato avvista un movimento fatale. Faccio giusto in tempo a lanciare un urlo, aggrapparmi al marito con le dita della mano libera e il Baldo parte in un salto fenomenale. "Una lepreeee! Porcaccia, sono dueeee!"
 Balzo in groppa al Baldo, ora in modalità caccia alla lepre - salta esattamente come loro, forse per confonderle -, e noto con orrore che quelle due non si muovono di un millimetro. Ma non scappano, di solito? Perché queste se ne stan ferme e mi guardano? Cos'hanno da guardare? Forse me, spettacolo spettacolare.
 Per fortuna il marito prende in mano la situazione, il guinzaglio e l'istinto da cacciatore canino. Quelle se ne vanno lemme lemme e noi possiamo finalmente calmarci e ritornare a casa.
 Lui, il bestio, soddisfatto si riposa. Io, stanchissima e con due occhiaie così profonde che potrei saltarci la corda, medito: due giorni per riprendermi e poi nuovo giro di pista. Aiuto.


 (-264; determinazione: svettante; umore: allegro; obiettivo: allenamento; risultato: a balzelloni)

martedì 2 aprile 2013

Lavori in corso: lo studio

Caro Diario,
 quanto adoro progettare!
 Prima di organizzare uno spazio di casa, mi dedico a un luuungo lavoro preliminare:
  1. innanzitutto fisso intensamente quello spazio più volte al giorno per più giorni. Finché non me lo sogno di notte;
  2. poi cerco nel web e nelle riviste d'arredamento ogni spunto interessante e declinabile a casa nostra. E inizio a fantasticare;
  3. quindi prendo le misure e fo uno schizzo della stanza, come la vorrei. Con tanto di letterine e legenda;
  4. infine compilo una lista delle cose da fare (comprare, riutilizzare, costruire). A questo punto il marito storce il naso, mentre io mi frego le mani contenta!
 Ora che il mobile sottoscala è finito, si passa al prossimo progetto: lo studio.
 A casa nostra lo studio si trova in un angolino, tra il soggiorno, il bagno verde e le scale che portano di sopra (seguire le frecce). Ha un'unica portafinestra che dà a est sul giardino e al mattino s'illumina di una luce dorata. Per ora ospita mobili di ogni genere: due librerie gemelle (di cui una con il vano per la televisione), un vecchio scaffale di recupero (in coppia con una cassettiera nella mia cameretta da bambina), una mensola spessa e il glorioso tavolo antico della nonna. Dovrebbe essere il luogo in cui lavorare e produrre con gioia, ma in poco tempo diventa il magazzino di casa: così non funziona, è giunto il momento di riportare al suo originale scopo questo locale.
 E come per incanto, sono già alla terza fase: ta-dan!

 

  Ed ecco passo passo i lavori da fare:
- togliere libri e affini dalle librerie
- aggiungere un fondale alle librerie (colore scelto: nero, per dar profondità)
- tagliare e installare due scaffali estraibili per tastiera e stampante (nell'ex vano tivù della libreria)
- riorganizzare i cassetti
- aggiungere la mensola sopra lo scaffale
- spolverare e riorganizzare i libri
- appendere un po' di quadri
- rivestire le sedie della nonna
- procurare due poltrone comode per lavorare (per me e per il marito)

 In realtà quel che vorremmo realmente, mio caro Diario, è una grande libreria che si sviluppa su tutte e tre le pareti e a ponte sopra la portafinestra e i passaggi verso il bagno verde e il soggiorno. Sospiro. Prima o poi.

(-265; determinazione: buona; umore: soleggiato; obiettivo: progettare lo studio; risultato: ottenuto)

lunedì 1 aprile 2013

Diciottesima settimana

Caro Diario,
 c'è chi si pesa ogni mattina e chi si tasta - io mi tasto.
 Potrebbe esser troppo presto per cantar vittoria, ma non posso evitare di constatare tre cose: sento sotto i polpastrelli i muscoli delle gambe (non capitava da tanti mesi), il viso non assomiglia più a una luna piena, i fiancozzi son diventati fianchetti. Pare che il nuovo regime alimentare stia dando i suoi frutti.
 Spronata dalle recenti conquiste, passo l'intera mattina a rivedere il menu settimanale, incastrando dosi di cibi che fan bene con altre dosi di cibi che danno energia. E le dosi sono tante, abbondanti, da dieta all'ingrasso. Già che ci sono preparo una lista della spesa su misura, per non cogliermi impreparata sul più bello. Insomma, ci sto prendendo gusto.
 E sto prendendo gusto anche ad annunciarti che il Punto Della Situazione è - anche questa volta - positivo: seguo la dieta con foga, progetto lo studio (prossimamente su questi schermi), riesco a mettermi l'eyeliner (dopo tanto, tanto esercizio) e non smetto di cucinare. Molto contenta.
 Il mio Nuovo Piano D'Attacco è altrettanto SMART (specifico - misurabile - accessibile - realistico - legato al tempo):


(- 266; determinazione: alta; umore: roseo; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)
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