mercoledì 9 agosto 2017

La spensieratezza

Caro Diario,
  luglio finisce senza che me ne accorga.
  Questa estate mi pesa più che mai: zero vacanza, zero riposo, zero spensieratezza.

  In questi 40+ anni sono così poche volte spensierata, da ricordarmi con esattezza ogni singolo episodio. Non sono ricordi, sono pietre preziose e rare.

  O sono io o sono le circostanze o sono entrambe le cose, non so.
  So per certo che senza pensieri (voglio fare di più, voglio essere di più, voglio avere di più) e senza preoccupazioni (perché, quando, come, dove, che cosa, chi) non riesco a stare. 
  È la vita dell'adulto, immagino. Il senso di responsabilità più o meno volente; le regole della società - anche. Ché le regole sono una gran bella cosa: le comprendi, le accetti, le segui e vivi spensieratamente! Se le regole, però, sono matte, la testa si riempie di preoccupazioni, la dispensa di cioccolato e il girovita di ciccia.

  Dico, la spensieratezza...
  Sogno un futuro prossimo di giorni divisi equamente tra adultità (l'essenza dell'essere adulti) e spensieratezza, ore notturne escluse (ma solo perché dormo!).
  Un presente simile sarebbe un'utopia: nel presente devo 1) portare a termine la mia dose di lavoro, 2) obbligarmi a rimanere concentrata sul lavoro, 3) resistere alla tentazione di leggere un libro sdraiata sul divano.
  Ciaopep.

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venerdì 28 luglio 2017

Volontaria volente

Caro Diario,
  sto partecipando a una ricerca scientifica.

  Anzi, stiamo: io e il marito. Il Baldo osserva e controlla che la sua pappa sia sempre la stessa.
  Diciamo sì alla scienza per un motivo semplice: vogliamo ritrovare il benessere del corpo e della mente. E lo facciamo attraverso l'azione congiunta di osteopatia e bionutrizione: insieme, infatti, ci faranno raggiungere risultati più immediati e duraturi, perché sono complementari e si aiutano a vicenda.

sorrisoa365giorni-esperimenti-frullatore

  Tradotto: siamo a dieta per sette giorni, il quinto giorno inviamo un resoconto (come stiamo, come ci sentiamo, novità), riceviamo la dieta per la settimana successiva, il sesto giorno l'osteopata ci tratta.  E poi si ricomincia.

  Nuovo regime alimentare, nuovi accostamenti tra cibi, nuove ricette, nuove fatiche culinarie... Tutto ciò risuona nella mia testa. Glab.
  Nulla che non si possa controllare, mi ripeto. No, figurati.
  Tranne il tritatutto che non trita, il frullatore a immersione che non riemerge, il frigorifero che scoppia, i fornelli roventi come i lunghi pomeriggi.

  Tutto bene (la casa è ancora in piedi, la cucina soffre un po').
  Dura quattro settimane e poi saremo come nuovi. YEAH.

sorrisoa365giorni-muffin-farinadiceci

mercoledì 19 luglio 2017

Rinunce? No, grazie!

Caro Diario,
  non so rinunciare.

  Da anni, eoni, decenni (ebbene, sì, a 40+ posso dirlo) sono sicura di una cosa: io non rinuncio.
  Non rinuncio alla vita in città, non rinuncio agli studi all'estero, non rinuncio al mio primo amore-lavoro, non rinuncio a mille nuovi corsi interessanti.
  Io non so rinunciare: so scegliere.

  Scelgo di non fare tutte quelle cose perché, in fondo, non mi va di farle.
  Non rinuncio mai a nulla e mai potrò dare colpa al caso, ad alcuno, ad alcunché: scelgo sempre con conscienza di agire o non agire.

sorrisoa365giorni-scegliere

mercoledì 5 luglio 2017

Un mese di libri (moltiplicato due): maggio e giugno, che confusione!

Caro Diario,
  ben ritrovato. 
  Vorrei scriverti che in questi ultimi mesi mi arrampico sulla vetta più alta del mondo, mi tuffo negli abissi più profondi, conosco mondi lontani e parlo mille lingue. 
  In realtà lavoro. Qualcuno di mia non-conoscenza direbbe: "Banale".

  Lavoro troppo, per i miei gusti, e le mie letture ne risentono: confuse, senza un filo conduttore, sparpagliate e pure un poco arruncigliate.

sorrisoa365giorni-unmesedilibri-maggio-giugno

  Inizio con Una visita guidata e L'imbarazzo della scelta di Alan Bennett, autore che adoro. Scrive di quadri, del suo rapporto con l'arte e dei suoi preferiti. Con il solito umorismo sottile con cui descrive, altrove, la signora del furgone che viveva nel suo giardino. Fa venir voglia di guardarli dal vivo, quei quadri, e di fare un giro di contemplazione in una galleria.

  Invece vado In Asia con Tiziano Terzani. Laos, Cambogia, Vietnam, Cina, Corea, Filippine, Giappone, isola di Sakhalin, Birmania, Pakistan, India, Sri Lanka, Tibet. La fetta di storia di un continente: mi piace scoprire gli avvenimenti di un passato recente per paragonarli a ciò che accade oggi. Ci si dimentica in fretta che cosa eravamo.

  Ho bisogno di qualcosa di leggero, ma non troppo. Mi affido a La signora dei funerali di Madeleine Wickham (alias Sophie Kinsella). Mi piace, perché il lieto fine è una possibilità, una porta aperta sul cambiamento. In generale, una lettura che scorre tranquilla, senza i batticuori né i nervosismi tipici di sua "cugina" Becky Bloomwood.

  Due intervalli rassicuranti e molto gustosi di Agatha Christie - Addio, Miss Marple e La morte nel villaggio - prima e dopo un libro tosto e denso: Donna alla finestra di Catherine Dunne. Un'altra storia familiare, ricca di mille risvolti, dolori, ripercussioni, vendette - come solo la realtà sa essere. È da qualche anno che non lo rileggo, come gli altri suoi libri - con l'eccezione di La metà di niente e L'amore o quasi - non si concludono con un sospiro di sollievo: sono indagini oggettive di relazioni affettive, condotte con attenzione e bravura. Lei è una delle mie autrici preferite. 

  Leggo tanti altri libri: li inizio convinta, poi li metto da parte. Non ho più segnalibri, son tutti sparsi tra le pagine in attesa! Li finirò? Non lo so... 
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