mercoledì 27 maggio 2020

Piovono pancake

Caro Diario,
  se proprio deve piovere di domenica, che siano pancake.

  Di solito è il marito a prepararli e il marito è decisamente più bravo di me a cucinare. Ma in queste domeniche dorme fin che può e si alza dopo di me e io ho voglia di pancake. Sicché imparo a farli.

  La ricetta è nel quaderno, in cucina; la pagina ha un'orecchia in alto a destra ed è macchiata d'uovo e di burro. Prendo gli ingredienti, li appoggio sul piano della cucina e seguo le istruzioni. Separo i tuorli dagli albumi – che sensazione sgradevole! –, monto i bianchi a neve ed è una scoperta fantastica: le uova sono magiche, si trasformano in mille modi diversi pur rimanendo uova.

  Quando la spuma bianca è pronta, la incorporo nell'impasto, con lentezza, osservando, in attesa. Ne esce qualcosa di meravigliosamente gonfio e pastoso e soffice. A fuoco basso, il burro si fonde dolcemente nei pentolini e la casa si riempie di glorioso profumo dorato.

  Una cucchiaiata in un pentolino, un'altra cucchiaiata nell'altro pentolino. Premo un po' con la paletta, si formano delle graziose grinze, come collane di Venere preziose.

  Le giro, un po' d'impasto si attacca al bordo del pentolino, e aspetto. Sono pronti!

sorrisoa365giornipancake a colazione

mercoledì 20 maggio 2020

Poesia mattutina

Caro Diario,
  il momento più poetico è il mattino tra le quattro e le sei, quando partecipo a un concerto dal letto.

  Si svegliano e fanno le prove, in ordine sparso, sovrapponendosi, senza tregua. Appena pronti, inizia l'assolo, cui segue un duetto, cui corrisponde il coro e di nuovo l'assolo con i coristi in sordina.

  Fischi, trilli, allunghi, tremolii, vibrati, gorgheggi... Cantano come ricami, le note che disegnano spartiti nel cielo, il cielo che pian piano da blu diventa azzurro-grigio, e poi via via sempre più chiaro...

  Me ne sto a letto, gli occhi chiusi, e seguo il loro canto. Cullata da questa bellezza, ogni giorno diversa, smetto di pensare.

  Gli uccelli là fuori, nel silenzio totale, colorano gli inizi di questi giorni sempre uguali.

sorrisoa365giorni poesia del mattino

mercoledì 13 maggio 2020

Paesaggi

Caro Diario,
  com'è il tuo paesaggio uditivo?
 
  Te lo chiedo perché ormai il paesaggio visivo è obsoleto. Se non vuoi dar di matto, meglio non pensare all'orizzonte di casa sempre uguale a se stesso, immobile, statico. Certo, cambia la luce – da fredda diventa calda, con mani lunghe che illuminano anche gli angoli bui, e poi di nuovo fredda –, cambiano i colori – più verde delle foglie e più rossi, lilla, gialli, rosa, bianchi dei fiori che sbocciano imperterriti – ma nulla più.

  Mi concentro invece sul paesaggio uditivo: gli uccelli che cantano; il vento sulle persiane sganciate; la musica dalle finestre aperte dei vicini; rari scampanellii; qualche sirena d'ambulanza. Se sono fortunata le voci dei bambini mentre giocano, qualche parola urlata a distanza dai balconi, forse qualche risata timida e discreta.

  Il mio paesaggio uditivo comprende anche la lavatrice di notte, la lavastoviglie di sera, il forno di giorno, lo spruzzino di igienizzante a ogni ora e l'acqua che scroscia sulle mani, spesso.
  La Flora che abbaia ai gatti, il Baldo che abbaia al citofono, il cuore che corre più o meno forte, il respiro che va con regolarità, il trapano che buca, l'aspirapolvere che pulisce, la tivù che distrae.

  Il mondo là fuori corre, noi qua dentro rimaniamo fermi.

sorrisoa365giorni paesaggi uditivi

mercoledì 1 aprile 2020

Lavori in corso: la camera multifunzione #1

Caro Diario,

  è febbraio e in casa c'è un mostro (dicesi mostro una cosa enorme e sgraziata che mai avresti voluto in casa).

Non lo cerchiamo, ma lui ci insegue. Rassegnati ci chiediamo: «Dove mai lo metteremo?» Nella camera multifunzione, è ovvio!
Dal nome già si capisce com'é: piena zeppa di qualsiasi cosa per fare qualsiasi cosa. C'è un guardaroba enorme (e semi vuoto), c'è un angolo della ginnastica (in mezzo alla stanza), c'è una scrivania enorme (e abbandonata), c'è una console inutile (idem come prima).

Il mostro ci permette di dare una sistematina generale, di rinvigorire la nostra voglia di fare e riempire domeniche altrimenti vuote (ahimé).
La strada è lunga, l'impazienza avanza ma noi procediamo con ordine.

Fase 1
Apriamo le ante dei due armadi, li svuotiamo, eliminiamo ciò che non serve e non piace più. Se ne vanno cappelli, sciarpe, guanti, vestiti di ogni genere e tipo, bigiotteria, borse.
Puliamo e rimettiamo in ordine. Tutto quello spazio in più ci serve.

Fase 2
Svuotiamo la struttura angolare tra i due armadi: via le cianfrusaglie, via le valigie, i borsoni, gli zaini, le borse da moto (quelle piccole, da serbatoio), via i beauty case (ma esiste un nome in italiano?), via i miei cari pattini in linea.
Puliamo ogni cosa e riponiamo valigie & affini nell'armadio dei cappotti: perfetto, ci sta tutto!

Fase 3
Togliamo le scarpe dallo scaffale nell'angolo tra i due armadi. Lui fa in fretta, ne ha poche e ne elimina ancora qualcuna. Io impiego più tempo, ma alla fine rimango con ventiquattro paia di scarpe (alcune sono in prova). Smontiamo scaffale e cassettiera, li portiamo in soffitta (in attesa di tempi migliori per traslocare), puliamo l'angolo e avviciniamo gli armadi.
La svolta: la stanza è più ariosa, ampia e luminosa. E quando aggiungiamo gli adesivi a forma di foglia sulle ante degli armadi, sembra d'essere in un giardino: meraviglia.

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-cutrare-la-casa

Fase 4
Eliminiamo la scrivania bianca dalla parete verde. Un po' mi dispiace, perché in quella posizione prendeva sempre luce. Ma la usavo sì e no tre volte all'anno, sicché...
Eliminiamo anche molte delle cianfrusaglie accanto e sopra la scrivania. Acquistiamo una passatoia in vinile e finalmente portiamo il mostro in casa: lo mettiamo di fronte all'ellittica, accostati alla parete verde. E ci viene un'idea...

Fase 5
Decidiamo di trasferire l'angolo della creatività sulla console. Ricopriamo il piano con carta adesiva bianca satinata, togliamo il cassetto (inutile, non si apre fino in fondo), infiliamo sotto la cassettiera su ruote e il puof verde, appoggiamo sopra i cassettini bianchi e la lampada. Ci piace, anche se...

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-scrivania

Fase 6
L'idea è di rivestire la parete verde con la carta da parati rosa che staziona da anni lì accanto. Prima imbianchiamo le pareti, cambiamo le prese, aggiungiamo la mensola sotto-finestra... Insomma, prendiamo tempo. Poi, dopo aver studiato e spostato (di nuovo) i mostri verso gli armadi, in solo quattro ore di colla, di metro a nastro, di forbici e di figure geometriche da far combaciare, la carta da parati è su. Ed è bellissima!

Fase 7
I mostri tornano al loro posto. Sullo sfondo rosa sembrano quasi meno mostruosi. Quasi.

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-angolo-ginnastica

Che te ne pare? A noi sembra d'essere in un'altra casa!

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