mercoledì 13 luglio 2016

Un mese di libri: giugno a balzi e saltelli

Caro Diario,
  giugno beffardo arriva e se ne va, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo.
  E io leggo. Afferro in libreria i libri dimenticati da un po', li spolvero e inizio a viaggiare.

  Risorsa umana sarà lei di Sophie Talneau mi porta indietro nel tempo, quando un gran punto di domanda prende il posto di ogni certezza lavorativa. Segna il passaggio storico dal lavoro (quasi) sicuro alla sicurezza che, di lavoro, non ce n'è: quest'ultimo decennio la situazione è quasi disperata, gli studi all'università sono paracaduti che a terra intralciano i movimenti, parcheggi a pagamento per sognatori e indecisi. Un vero peccato per noi e per i giovani.

  Twilight di Stephenie Meyer mi fa provare sensazioni sopite. Un salto indietro di dieci anni, quando una manciata di trentenni (tra cui io) si scioglie davanti al film e alla storia di un giovane vampiro. Questo, forse, è l'unico libro per cui mi sento di dire: "È meglio il film". Vedo prima il film, infatti, e mi piace tantissimo e, quando leggo il libro, rimango di stucco: lento, privo di quell'atmosfera incalzante, a tratti noioso (quei due lì, Edward e Bella, sono il Re e la Regina delle paranoie) . Però è innegabile: l'autrice sa descrivere i pensieri adolescenziali, sa coinvolgere e rapire, sa emozionare. Talmente che, mentre leggo, i protagonisti hanno volti e sembianze diverse da quelli del film. Notevole. Eppure, non credo proprio che continuerò a leggerne la storia; magari mi vedrò gli altri film...

  I love shopping a Las Vegas di Sophie Kinsella è più un dovere che un piacere: voglio sapere come finisce la storia troncata a metà nel libro precedente. Non mi piace questa strategia, non mi piacciono le assurdità inventate di volta in volta per tener vivi i personaggi, non mi piacciono nemmeno Becky e le sue crisi esistenziali. Però rido e leggo in fretta per sapere come va a finire: se pubblicherà un'altra puntata, l'acquisterò e leggerò - temo.

  Quando vedi un emù in cielo di Elizabeth Fuller mi piace tanto. Con un balzo mi porta altrove, lontano dalle difficoltà, dalle fantasie, dalla banalità, nel cuore dell'Australia in cerca dell'equilibrio interiore e di un insegnamento. È la storia di un viaggio intimo, che porta alla scoperta di quanto sia importante vivere consapevoli di sé, degli altri, del mondo e del qui e ora, accettando le emozioni per quel che sono e per i doni che possono elargire. Lo rileggerò ancora.

  Signori bambini di Daniel Pennac è come una vacanza raffinata e ben organizzata. Il suo stile è impeccabile, la scelta delle parole e dei toni è magistrale: è come indossare un giubbotto di salvataggio senza indossarlo, perché non ce n'è bisogno. Nelle sue mani, nei suoi libri, sono al sicuro.

sorrisoa365giorni-unmesedilibri-giugno-16

(-133; determinazione: calda; umore: solare; sorriso del giorno: leggo!)

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