giovedì 20 novembre 2014

Acqua e pennelli

Caro Diario,
  non puoi immaginare.
  Il tavolo della cucina è pieno di fogli, pennelli e macchie d'acqua colorata. Manca solo un cartello che dica: "Attenzione, genio all'opera!" e il quadro è fatto.
  Quadro... schizzo pasticciato, piuttosto. Va bene, te la racconto: sono iscritta a un corso di acquerello - uno di quei corsi miracolosi che si svolgono a pochi passi da casa, e che anche solo per questo devono essere categoricamente frequentati.
  Il fatto è che da una quindicina d'anni mi sono incapricciata di acquerelli: ho ancora davanti agli occhi dei dipinti semplici e bellissimi (quasi tutti uguali, in verità: cielo, mare e spiaggia) e nelle orecchie la mia voce che dice: "Prima o poi anch'io!"
  Quel prima o poi è arrivato. Ora mi chiedo se mai riuscirò a dipingere qualcosa di semplice e bellissimo passabile. Perché desiderare una cosa è un conto, ma essere capace di farla è un altro. E per capire la pittura bisogna avere quel certo non so che - che io evidentemente non possiedo.
  So dipingere un'atmosfera con le parole, ma con colori e pennelli temo di no.
  1. Conosco solo la teoria dei colori. Primari, secondari, complementari, grigio, nero, bianco, marrone. Tutta teoria - dicevo - e zero pratica.
  2. Pur conoscendo la teoria, non so come ottenere il grigio, né come scurire un colore (senza usare il nero, che è il diavolo).
  3. Conosco la teoria delle ombre, con la china e il puntinato nel disegno tecnico archeologico ero piuttosto brava. Ma non riesco a capire come funziona coi colori, il cervello mi si fonde.
  4. Non capisco perché siano necessari tutti quei pennelli: piatto grande, piatto medio tagliato obliquo, a punta tonda, a punta conica, a punta fine. A cosa servono? Effetti? Ah...
  5. Non so quale pennello usare, ovvio.
  6. Come funziona l'acqua sui colori? Perché se spennello verso destra mi si forma una macchia più scura alla fine della pennellata? Come faccio a convincere il colore ad andare dove desidero? Come faccio a capire dove desiderare di mandare il colore? 
  7. Non sono in grado di "vedere" l'immagine finale. L'arte non è la rappresentazione della realtà? La mia realtà è meno reale dei bufali dipinti nelle caverne dagli artisti preistorici, è deprimente.
  8. Non riesco a sopportare di non saper fare una cosa. Diamine, l'acquerello è colore più acqua, perché non riesco a capirlo?
  Perciò decido di smettere di torturare il foglio e di prendere confidenza con gli attrezzi. Inizio col primo passo: fare la conoscenza con i colori.

sorrisoa365giorni-acquerello


  Apro la mia scatoletta bianca contenente dodici colori a cubetti (mi dicono che si chiamano godet), afferro il pennello a punta piatta obliqua e inizio a spennellare: rosso Magenta, rosso carminio, rosso di cadmio, giallo primario, giallo di cadmio, giallo ocra, ciano, blu oltremare, verde chiaro (il nome vero mi sfugge), verde smeraldo, terra di Siena e terra d'ombra bruciata.
  Sono bellissimi! Per i miei dipinti (?) userei solo i tre rossi e i due verdi, il magenta è il mio preferito in assoluto.
  Poi faccio un esperimento per ottenere il grigio: come mi ha suggerito questa mattina la mia amica Piera, prendo un po' di blu oltremare e un po' di arancio (decido che il rosso di cadmio è un arancione) e provo. Sovrapposti danno un coloraccio marrone poco definito, mescolati un bellissimo grigio caldo, tendente al violetto - sembra quasi il colore di casa nostra. Eureka!

(-10; determinazione: pericolosa; umore: zot! sorriso del giorno: a denti molto stretti)
  

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