venerdì 2 maggio 2014

Un mese di libri: aprile al femminile

Caro Diario,
 il mio aprile fa rima con femminile.
 Vado sul sicuro e affido i momenti più piacevoli ai racconti di due autrici che amo molto: Banana Yoshimoto e Joanne Harris. La prima è una poetessa che sa dipingere con le parole quadri di un'intensità tale da lasciarmi ogni volta stupefatta. La seconda è una narratrice dalla voce gentile, che evoca i ricordi accendendoli di emozione.


Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto
 Tredici racconti, tredici percorsi intimi, tredici protagonisti che trovano dentro di sé la forza per andare avanti e decidere come vivere l'immediato futuro. In ognuno trovo un confronto e uno stimolo. Mi affido totalmente alle parole dell'autrice.

La piccola ombra di Banana Yoshimoto
 Qui i racconti sono sei, ma io ne leggo solo due. Il motivo? Arriva un pacco per posta e contiene un libro: me lo regala Cindy di A casa di Cindy e non resisto. Giuro, lo riprenderò in mano prestissimo.

La spiaggia rubata di Joanne Harris
 Eccolo, tanto desiderato e subito arrivato! Io lo cerco e non lo trovo, Cindy lo vuol regalare: non è una coincidenza magica alla Harris?
 Bello, coinvolgente, magico. C'è lei, un luogo, la comunità - anzi, due -, un mistero, c'è lui e c'è la marea. La marea del libro trasporta e porta via la sabbia, avvicina e allontana gli animali marini, rapisce statue e persone. Crea il futuro, plasma il presente e cancella il passato. Si abbatte e ritira come le emozioni che provo: dapprima lenta, poi con allegria e infine con impeto improvviso, mentre svela una verità da batticuore. Mi piace, anche se lei, Mado, è antipatica e l'isola stretta. Una frase mi è entrata nel cuore e mi strugge per la sua dolcezza:

"Pensavo che saresti arrivata
se ti avessi aspettato abbastanza a lungo."

La donna alata di Joanne Harris
 Un libro in puro stile J.H.: la stessa storia, gli stessi avvenimenti, gli stessi ricordi narrati da due persone diverse. La donna dai capelli rossi e l'uomo dal tatuaggio segreto si rincorrono e intrecciano le loro vite, mentono e giocano, si sfidano e si amano attraverso tutte le pagine del libro. Una storia d'amore e un ritratto spietato della psiche umana. 
 Una chicca alla J.H.: l'isola in cui si svolge la storia è poco lontana dall'isola di Madò, le lambisce la stessa marea.

H/H di Banana Yoshimoto
 Lo leggo l'ultima notte di aprile, una di quelle notti che passo sveglia per motivi ignoti. Afferro il libro e inizio: sono solo due racconti, ma mi tengono inchiodata al testo. Il primo, Hard-boiled, mi fa paura. Mentre seguo la storia, i rumori rassicuranti del mio piccolo mondo notturno si trasformano e mi allarmano. Quando arrivo al punto in cui la protagonista scopre che la donna in camera sua è un fantasma, mi scorrono brividi freddi di terrore. Non perché io creda nei fantasmi, ma perché in quel momento io sono la protagonista e sono io che faccio tale scoperta. Arrivo alla fine e giro la pagina: inizia l'altro racconto, Hard Luck, che mi fa piangere. Dall'inizio alla fine piango, le mie emozioni totalmente fuse coi sentimenti della nuova protagonista. Quando chiudo il libro e spengo la luce sul comodino, penso a quanto sia immensa la bravura dell'autrice - e spero un giorno di riuscire a usare le parole con almeno un briciolo della sua intensità.

5 commenti:

  1. Quanti piccoli ma immensi universi pieni di sogni!

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  2. Il potere della scrittura: quando è vera e intensa ti coinvolge totalmente! Devo dire che leggere i tuoi commenti è stato coinvolgente :D

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    1. Penso che un vero scrittore sia chi riesce ad accendere l'interruttore delle emozioni con poche e semplici parole.

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  3. Ops, commenti è riduttivo, son mini racconti :-)

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