venerdì 18 aprile 2014

Una settimana e un giorno dal Fuorisalone

Caro Diario,
 sono come la ghiaia, che filtra l'acqua e trattiene le cose più grosse.
 Se fai un salto indietro di una settimana e un giorno mi trovi qui, a Milano. Sono appena scesa dal treno, mi dirigo verso il metrò. Respiro l'aria vissuta e assaporo quel vecchio senso di libertà che tanto mi manca.
 Non c'è niente da fare: quando torno in città mi sento viva. Fiorisco, m'inebrio di persone e palazzi e negozi.
 Oggi poi, con il Salone del Mobile e il Fuorisalone la cosa si fa interessante: lunghe file in biglietteria, metri cubi d'aria viziata, spinte, scie di profumi persistenti, marciapiedi troppo stretti, macchine troppo irruenti, piedi caldi e sfatti. E colori su colori, forme e geometrie, sperimentazioni e stupore a oltranza. 
 Vivo tutto ciò con sentimenti contrastanti: 
Se l'Alina Urbana dice: "Amo la folla: tanta gente, tante storie", l'Alina Rustica dice: "Odio gli ingorghi umani."
Se l'Urbana canticchia una canzoncina mentre è in fila alla biglietteria, la Rustica sbuffa impaziente {e pensa che le scappa una pipì furiosa e non sa dove farla}.
L'Urbana passeggia tra la folla come la Rustica attraverserebbe un bosco in primavera. {Attenzione! il condizionale è d'obbligo}
Se l'Urbana apprezza la tenuta delle All Star rosse, calzature perfette per una 11 h di camminata sull'asfalto, la Rustica rimpiange le Crocs modello Mary Jane, a riposo nella scarpiera.
Se l'Urbana osserva le meraviglie del Fuorisalone con un sorriso saputo, la Rustica sgrana gli occhi e lancia urletti meravigliati.
 Entrambe (cioè io) gustano il piacere di ritrovare le "vecchie" amiche e abbracciare le "nuove" amiche. Quante emozioni! Parole, risate, gesti, sorrisi, occhi che brillano, gioia. Fare un giro da Merci e incontrare per caso una coppia di amici, ingrossare le fila del gruppetto, improvvisare un pic nic al parco, chiacchierare del più e del meno come fossimo vicini di casa, fare una corsa per non tardare alla premiazione del concorso Ikea Blogin con la redazione di CasaFacile e poi ancora incontri, abbracci e tanto, tanto piacere di stare tutti insieme.
 Ma la giornata finisce, torno nel metrò - destinazione stazione. Sono sul treno e mentre le luci della sera si sfilacciano nel buio, lascio che le emozioni si depositino. Domani, lo so, le più leggere scivoleranno via e le più grandi resteranno ad arricchire il mio tesoro.

Assieme alle emozioni porto con me anche alcuni - preziosi - regali: orecchini che sorridono di Artoleria (grazie, Katia!), Lord Cluod di Isabo (grazie, Isabella!) e i cerchietti per fare pompon (grazie, Simona!).
(-12; determinazione: in ripresa; umore: assonnato; sorriso del giorno: vedi sopra)

6 commenti:

  1. Lord Cloud <3 D'ora in poi ti commissionerò il naming di tutte le mie creature!

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  2. Non potevi dirlo meglio!!!!! Ti lovvo sempre più

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  3. Sempre meravigliose le tue descrizioni, le tue emozioni sono così vivide da farcele sentire :D ps. le 2 Aline poi sono strepitose... ogni tanto mi ci riconosco anch'io

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