mercoledì 9 gennaio 2013

Ritmi

Caro Diario,
 ogni giornata ha il suo ritmo.
 Oggi è decisamente "andante con brio".
 Mi sveglio molto prima dell'alba e arzilla come non mai, mi bevo gli ultimi sorsi di Chocolat con ingordigia - ma anche un po' di nostalgia.
 Mi riaddormento chiudendo l'ultima pagina e mi risveglio a fatica a un orario decente. Vorrei tanto una di quelle sveglie che cinguettano come un coro di cinciallegre domestiche e intanto diffondono un profumo inebriante di croissant... Ah!
 Do una parvenza di abitabilità alla casa, riorganizzo un cassettone della cucina e cerco una soluzione per le spezie (ma senza esserne soddisfatta),  cucino e mi riposo un pochino.
 Quando il marito torna, mi dedico alla scrittura - quassù nel loculo buio - e quando esce per far due commissioni, mi dedico al nostro fantomatico archivio. Che sta mettendo a dura prova le mie meningi (tasse & tributi vanno assieme alle bollette, oppure all'assicurazione?).
 Poi si cucina, si cena e ci si spaparanza ognuno sul proprio divano, in totale relax. Le mie mani non stan ferme, però, sono impegnate a crochettare: una piastrellina dietro l'altra e sono a un terzo della nuova copertina, quella che ho promesso al marito, sui toni del turchese e del verde.
 Alla fine della giornata, m'incontro con te , mio caro Diario, per un'ultima breve riflessione: diciassette ore sveglia, il cervello pieno di pensieri, le mani agenti, passo da un impegno all'altro senza soluzione di continuità (pure il riposo è un impegno).
 Sono frastornata. Non è da me - la me di questi ultimi tempi.
 Che mi stia finalmente svegliando dal letargo?


(-318; determinazione: a flusso continuo; umore: crepitante; obiettivo: agire; risultato: ottenuto)

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