mercoledì 21 ottobre 2015

Profezie e vendette

Caro Diario,
  chiamani Cassandra.
  Lo predico e s'avvera. Ti sto scrivendo slasagnata sul divano, una coperta di lana sotto, una coperta di lana sopra e mi sento molto besciamella: ho la febbre.
  Da due giorni, ma temo che domani già mi abbandonerà. Un vero peccato.
  Da ammalata posso:
  • fare i capricci
  • aver sempre ragione
  • riposarmi a oltranza
  • mangiar dolci (che fan bene)
  • ricevere mille coccole e attenzioni
  • lamentarmi con cognizione di causa 
  Perché, si sa, l'uomo mal sopporta i suoi malanni: raffreddori che si trasformano magicamente in influenze, influenze che prevedono l'estrema unzione, e via così. Ma, giuro, l'uomo di casa nostra peggio sopporta i miei, di malanni: sbuffo, brontolo, ansimo, sospiro, lacrimo e smoccio (non per merito mio, però), e se non basta svengo. Ho un repertorio ben fornito.
  Ovviamente tutto ciò solo quando egli è presente, altrimenti non vale. Perché non solo me la godo, ma compio pure una buona azione: vendico le donne-infermiere.

Immagine censurata.

(-10; determinazione: fortissima; umore: soddisfatto; sorriso del giorno: c'ho la febbre!)

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