mercoledì 10 dicembre 2014

# 2: penzieri (pensieri di panza)

Caro Diario,
  oggi son filosofica.
  Ho letto un articolo che mi ha fatto pensare. Non so se i miei pensieri vanno nella direzione suggerita, ma nascono all'improvviso e svolazzano nella testa sbattendo le ali contro altri pensieri più seri e altri più sfavillanti. 
  Se ho ben capito, "l'esperienza più intima è non sapere", non controllare la mia vita, non piegarla al mio volere, ma lasciarla fluire così come si dipana, nel bene e nel male. Solo così la si può assaporare fino in fondo.
  Per metà della mia vita procedo seguendo un programma elaborato già a otto anni: cinque anni di elementari, tre anni di medie, cinque anni di liceo classico, cinque anni di università, tre anni di specializzazione, lavorare. Fare quel che ho sempre desiderato mi rende felice.
  Per l'altra metà della mia vita sgarro: perdo la bussola, dimentico il programma, mi uggia, mi sta stretto. Esco dal mondo dorato e mi ritrovo in quello vero: molto, ma molto diverso. Accattivante, sorprendente, faticoso - certo - ma a suo modo sfavillante.
  I miei viaggi da fisici diventano mentali, supero paure e blocchi come mai avrei osato, divento amica di nemici ostinati, scopro i miei limiti e li supero. Non mi sento felice, ma a tratti orgogliosa di me. A tratti.
  È vero, vivere la vita come un surfer sulla sua tavola dà un senso d'appagamento. Ma dove sto andando? Dove vado, ogni giorno? Ovunque e in nessun posto: colgo tutte le opportunità che la vita mi offre, m'imbarco in avventure entusiasmanti, mi illudo di aver trovato la strada giusta e poi, appena ne son convinta, la strada si blocca contro un muro.
  Mi fermo un attimo e medito. 
  Forse, per me, il controllo non fa bene. Forse, per me, ignorare non fa bene. 
  Qual è la via giusta? Un giusto mezzo, come dicono i saggi? 
  Forse, per me, quel che fa bene è continuare a conoscere me stessa, nel bene e nel male, non perdere il sorriso (ironico) e tracciare una sottile linea che mi porti là dove so di voler andare e a cui aggrapparmi quando sono a rischio di scivolata.  

Gustavo Vieira Dias

(-21; determinazione: ferrea; umore: soleggiato; sorriso del giorno: penzieri!)

6 commenti:

  1. Guarda, potresti essere nel mio cervello e io ne tuo ;)

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    1. Passeggiare assieme su quella strada non è male. Avvisami se c'è una buca che non vedo ♥

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  2. ecco, anche oggi che non volevo pensare, mi ci hai fatto cadere! IDEM

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    1. Oops! Ma come si fanno a fermare i pensieri - soprattutto certi pensieri???

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