venerdì 31 maggio 2013

Lo struzzo e la farfalla

Caro Diario,
 oggi mi sento una miracolata.
 E' da giorni che mi sento oppressa da un'incombenza importantissima, una scadenza che mi tormenta di giorno, di notte, tra i sogni e al risveglio. Insomma, il cuore che batte veloce e l'adrenalina che scorre a intermittenza mi mantengono in un costante livello di ansia. Talmente alto, da farmi venir mal di testa atroci.
 Ma cosa ci posso fare? Questo è, che mi piaccia o meno. Mi dispero, ma vado a vanti come meglio posso.
 Una delle mie tattiche preferite, acquisita da poco, è quella dello struzzo.
 Non fraintendermi, mio caro Diario: io i problemi voglio risolverli. Finché non trovo come smontare mattone per mattone il muro che mi si para davanti, non mi do per vinta.
 Con gli anni, però, imparo che ne esistono di alcuni irriducibili. Per quelli la soluzione vien da sé, l'unica cosa che si può fare è aspettare. Aspettare e sperare in un miracolo.
 E miracolo fu!
 L'incombenza esiste ancora, ma la scadenza è diventata più umana. Evviva! Ora svolazzo come una farfalla nel cielo azzurro della mia mente. Sappilo.


(-217; determinazione: estrema; umore: svolazzante; obiettivo: gioire della vita; risultato: ottenuto)

mercoledì 29 maggio 2013

Chez moi #20: polpette di miglio

Caro Diario,
 la mia nuova dieta dice "miglio", e io cinguetto.
 Voglio dire, mi adeguo. Non ho la più pallida idea di cosa sia il meglio, a parte essere un cereale. Perciò, quando apro la confezione son molto sorpresa: i chicchi son piccolissimi (forse un millimetro di diametro), gialli e rotondi. Molto simpatici.
 Cerco in internet come cucinarlo e provo. Dopo venti minuti di cottura è pronto: s'è gonfiato d'acqua e ha una consistenza morbida e cremosa, che mi ricorda molto il semolino - di cui vado ghiotta e che, purtroppo, per un po' non potrò più mangiare. Il sapore è molto buono, in linea con l'aspetto.
 Insomma, il miglio mi piace in tutto e per tutto.
 Ma voglio di più: come utilizzarlo in cucina, esistono ricette alternative alla pappa-coccola, piacerà al marito? Queste sono le domande che mi rutilano nel cervello.
 Dopo attente ricerche nel web, trovo una ricettina che solletica il mio appetito e la mia indole sperimentatrice. Ed eccomi all'opera:

  1. taglio una zucchina a tocchetti e un porro a rondelle;
  2. verso l'acqua in pentola, salo, unisco il miglio e le verdure, e lascio cuocere (20')
  3. passo al mixer il miglio con le verdure, aggiungo i formaggi e qualche goccia di tabasco, e mescolo;
  4. preparo l'impanatura mescolando il pan grattato a un pizzico di sale e all'erba cipollina;
  5. formo delle palline col composto di miglio, le impano ben bene e le pongo su una teglia da forno;
  6. irroro di olio e inforno (180°, 30').
 Al punto 2, il marito entra in cucina e dà un'occhiata in zona cottura.
 Lui (incuriosito-ma-anche-un-poco-preoccupato): "Cosa stai preparando di buono?"
 Io: "Una cosina"
 Lui (ansioso): "Mm. Bene. Sta' attenta che non bruci."
 Io: "Certo."
 Lui (insistente): "Amore, controlla che non bruci. Anzi. Sta già bruciando."
 Io: "Abbassa il fuoco"
 Lui (decisamente-preoccupato): "Va bene, allora io vado. Mi raccomando, tesoro, sta' attenta. Non bruciare la casa."
 Tzè. Uomo di poca fede. La casa non brucia, la cucina non brucia, le polpette non bruciano. In compenso io brucio d'impazienza perché il profumino che si sprigiona dal forno è a dir poco acquolinogeno (il Baldo conferma).
 Suona il timer, son pronte! Sono un po' anemiche (nulla batte il fritto) e, a dirla tutta, un poco bitorzolute. Impiatto e assaggio.


 Mmmmmmmm, bontà divina! Miglio mio, sei il miglior esperimento gustato finora: con la tua perfetta rotondità - di forma e di gusto - mi hai definitivamente conquistata.

(- 219; determinazione: buona; umore: altalenante; obiettivo: cucinare; risultato: ottenuto)

lunedì 27 maggio 2013

Ventiseiesima settimana

Caro Diario,
 arrivo a una certa ora e il mio cervello abbassa la saracinesca.
 Sta in ballo per un tot di ore, dopodiché si rifiuta di andar oltre. Molto bene. Non capisco se ha dei limiti suoi naturali o se son io a spingerlo all'inverosimile. Meglio fermarmi, per stasera, prima che si spacchi del tutto.
 Così ti annunzio che sarò breve.
 Il Punto Della Situazione è positivo: scrivo, scrivo, scrivo, scrivo.
 Il Nuovo Piano D'Attacco? Mi vengono in mente mille cose più una, tutte urgenti e necessarie. Anche qualcosina di piacevole. Ma stavolta non posso scappare, è doveroso che mi occupi di un'unica questione:


 Bleahrrrk.

(-220; determinazione: in bilico; umore: roseo; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)

venerdì 24 maggio 2013

New York, New York

Caro Diario,
 sono monotematica, lo so.
 Ma son così contenta di veder rinascere lo studio, che non riesco a distogliere gli occhi. E la mente.
 Spesso mi capita di comprare un oggetto spinta da un impulso irrefrenabile. Spesso mi capita di tornare a casa col bottino e passar giorni a guardarlo nella speranza che mi suggerisca cosa farne.
 Come per gli stickers: ne abbiamo in casa ben sei. Uno solo - l'ultimo acquistato - lo posizioniamo immediatamente al suo posto. Tutti gli altri vagolano per casa in cerca di una dimora. Come i quattro grattacieli di New York, alti, svettanti, frecce di libertà puntate verso il cielo. Li prendo perché prima o poi a New York ci andrò, perché sono una finestra su un mondo libero. Ma... be', non so dove metterli.
 Perciò, appena in casa, per non darla vinta al marito ("Perché li prendi, che poi girano in giro per settimane/mesi?") li attacco alla bell'e meglio sul fondo dell'Expedit, troppo presto nascosti da libri, appunti, quaderni, riviste e altre cianfrusaglie, così bene da dimenticarmi della loro esistenza.
 Li ritrovo con stupore nel momento in cui ripuliamo la libreria. E ora, che di lì se ne devono andare, dove li metto? Argh.
 E poi un giorno un'amica condivide un'idea strepitosa: realizzare il tappetino del mouse con i washi tapes. Mumble mumble. Perché no?





(-223; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo: decorare lo studio; risultato: in fieri)
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