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lunedì 19 maggio 2014

# 25: adagio con brio

Caro Diario,
 oggi è lunedì, ma mi sembra già un giovedì.
 Perché di cose ne faccio tante, al di là di quelle segnate nella lista del giorno. Talmente tante che mi sembra di vivere quasi una settimana in un giorno solo.
 Questa settimana ho parecchi appuntamenti, uno è oggi per pranzo in un paese di lago. Solitamente una fanciulla si attarda a pensare alla mise, se dare un colpo di spazzola in più ai capelli, se è il caso di colorare le labbra di rosso. Io no, io passo ore a preoccuparmi e basta. La paura di guidare, infatti, alberga ancora tutta intera nella mia testa.
 La paura di guidare, oltretutto, peggiora col peggiorare del tempo. Sono diventata un'accanita frequentatrice di siti meteo: le previsioni ormai non hanno più segreti per me. Se ieri il verdetto per oggi è pioggia, ma oggi c'è il sole, potrebbe piovere domani - a che ora, ancora, non riesco a capire bene.
 Stamane mi sveglio col sole: sospiro di sollievo. Verso le dieci il sole è coperto dalle nuvole: mmm, sono bianche, potrebbero essere innocue. Un'ora più tardi il bianco diventa grigio, ma non abbastanza da promettere pioggia. Lecco il dito e saggio l'aria: c'è vento. Bene, potrebbe portarsele via.
 Intanto mi preparo: mi vesto e ripeto il mantra pro-guida-serena: "Nuvola grigia pussa via! Nuvola grigia pussa via!"
 Poiché verso l'ora della partenza la meteosituazione rimane invariata, decido di non annullare l'appuntamento (già fatto, con mia somma vergogna) e mettermi in marcia. Tempo di percorrenza previsto: 40'-50' per star larga. 
 Bene. Ora devo solo decidere quale strada percorrere. Per raggiungere la mia meta posso fare due strade: la statale che costeggia il lago con curve continue, oppure la strada che attraversa i paesi di collina in un continuo saliscendi e una serie di tornanti per finire in bellezza - ci sarebbe anche l'autostrada, ma evito a priori. Insomma, devo solo scegliere tra due paure.
 Lancio la monetina e scelgo (ehm) la seconda. Salita, lieve discesa, salita. Bene. Discesona: aiuto, freno finché la macchina non chiede pietà. Salita, piano, salita, breve discesa in curva (per fortuna tutti frenano di brutto e mi adeguo felice). Poi al fatidico stop iniziano i tornanti. Tutti rigorosamente in seconda. A sprazzi col piede incollato al freno. Giungo alla meta, trovo un parcheggio, spengo il motore. E riprendo a respirare. Poi decontraggo i muscoli e sospiro. Impiego solo trenta minuti: trenta minuti? Sto migliorando.
 Non penso al ritorno finché non mi tocca tornare a casa. Questa volta scelgo l'altra strada, paesaggisticamente molto bella, ma assai impegnativa per me. Rettilineo, semaforo, curva (trattengo il respiro), rettilineo (respiro), curva, curva, curva (vado in apnea), breve rettilineo (respiro veloce), curva (trattengo il respiro)... eccetera eccetera finché non giungo quasi a casa.
 C'è il sole e io e Pagnottella siamo ancora tutte intere: bisogna festeggiare. Mi fermo davanti alla libreria e mi concedo una buona mezz'ora del mio sport preferito: curiosare tra i libri, sfogliarne alcuni, annotare mentalmente i prossimi acquisti e decidere quale portare a casa.

Come inizio di settimana non è affatto male.

(-12; determinazione: rombante; umore: solare; sorriso del giorno: paura, PRRR!)

martedì 22 gennaio 2013

Sorrido assai

Caro Diario,
 questa settimana inizia bene e pare continuare altrettanto bene - sono sbalordita.
 Lo so, è troppo presto per cantar vittoria... Ma sentire un'indefinita sensazione (sarà mica voglia di fare??) che fa capolino tra i miei pensieri come germogli di giacinto dal bulbo, mi galvanizza.
 Il sistema della Lista Delle Piccole Cose, stilata ogni sera per il giorno dopo, pare funzionare: a ogni riga tirata, dieci grammi di grinta in più. Yeah!
 Per questo mi par d'uopo una piccola gratifica: oggi compere!!
 Oltre al necessario (lenti a contatto, soluzione salina, un paio di canottiere - in sostituzione di quelle ormai usurate), vagheggio di un bel maglione a collo alto, nero, magari a costine... Ma non lo trovo. "Impossibile, troppo tardi! Già a Natale era troppo tardi, si figuri adesso!", mi dice la commessa. Gnè, gnè.
 Triste, mi giro su me stessa e incappo in una borsa. Una piccola borsa - e per me questo è una novità. Una borsa colorata! - altra novità.
 Strano come funzionino le cose: stamane ammiro una borsina  nera, bianca e arancione su Pinterest (ah, magico Pinterest!) e stasera ne incontro una.
 E la faccio subito mia. Sorrido assai.


(-305; determinazione: alta; umore: rosa fluo; obiettivo: premiarmi; risultato: ottenuto)

venerdì 11 gennaio 2013

Liebster Award

Caro Diario,
 sai cosa si prova a ricevere un riconoscimento del tutto inaspettato?
 Ti scoppia dentro un bomba di calda gioia e ti senti improvvisamente leggero come un palloncino!
 Voglio ringraziare di cuore la mia amica Serena di Cappello A Bombetta per questa nuova sorpresa: mi stai viziando, fanciulla!
 E voglio regalare il premio ad altre amiche scrittrici, perché quando le leggo mi ritrovo a viaggiare per nuovi mondi sul tappeto volante (rigorosamente a crochet).


 Devi sapere, mio caro Diario, che questo premio nasce in Germania ed è assegnato ai blog con meno di duecento iscritti: tradotto, il suo nome significa "carissimo" e suona un po' come "il più grazioso, adorabile, piacevole, delizioso, incantevole, bellino, simpatico..."
 Come ogni premio, anche questo ha delle regole molto semplici:
  1. chi ha rivevuto il premio ringrazia il blog che lo ha premiato
  2. copia e incolla l'immagine del Liebster Blog inserendola in un post
  3. sceglie a sua volta cinque blog con meno di 200 iscritti a cui assegnarlo
  4. avvisa i bloggers con un commento sul loro blog
 Ora non mi resta che dirti quali altri blog ho scelto di premiare:

(-316; determinazione: a intermittenza; umore: ballerino; obiettivo: ... ; risultato: ...)

venerdì 30 novembre 2012

Stile libero

Caro Diario,
 l'orso esce dalla caverna!
 L'orso sono io, abituata ormai da quasi sei mesi (2 di assoluto riposo dopo l'incidente + 3 1/2 senza macchina) a stare a casa e fare tutto tra le mura domestiche: da casa lavoro e da casa mi connetto col resto del mondo e chiacchiero con le amiche. Per uscire devo esser munita di una super motivazione.
 E così, un'altra malsana abitudine prende il sopravvento.
 Mi rintano nel mio microcosmo, dotato di tutte le comodità e le sicurezze di cui necessito. Mi protegge dalle incognite esterne, ma incomincia a starmi stretto.
 Lo so, per allargare i miei orizzonti dovrei ricominciare a prendere in mano la macchina e superare quella paura infinita. Ma non oggi: oggi esco a piedi per portare a termine il lavoro di ieri!
 Vivo in un piccolo paese sulle colline tra due laghi (ma di acqua lacustre non vedo alcuna onda, né scintillio): tre piazze una dietro l'altra, racchiuse dalle strade che mettono in comunicazione con i centri più grandi, due banche, la posta, il comune, la biblioteca, due supermercati, qualche altro negozio, due imprese funebri e un campo da calcio.
 Esco di casa, dunque, e mi dirigo in posta, pago la bolletta (ehm, il sollecito di pagamento) e scambio qualche chiacchiera con l'impiegata, davvero simpatica e gentile. Ne esco col sorriso sulle labbra. Sulle strisce pedonali saluto la presidente della biblioteca che torna a casa in macchina. Passo davanti all'edicola e saluto la signora che faccio disperare ogni mese, quando, all'uscita della mia rivista preferita, mi presento all'alba per ritirarne almeno un paio di copie. Attraverso la strada e saluto il mio vicino di casa, che ha l'ufficio in quella casa appena ripitturata di giallo e arancio polvere. Sull'angolo c'è la gastronomia e dalla vetrina saluto il cuoco che parla al telefono. Entro nel cortile e saluto la vicina, con cui scambio qualche battuta sul tempo. Davanti a casa m'aspetta il Baldo, saltellante di gioia.
 Entro nel mio caldo rifugio e ancora sorrido.
 Ma quanto mi son persa?

 P.S. Per festeggiare questa piccola conquista, oggi pomeriggio mi concedo un lungo bagno caldo con sottofondo musicale jazz, candeline e paperella. In puro stile libero ;-)


(-359; determinazione: alta; umore: roseo; obiettivo: uscire di casa; risultato: ottenuto)



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