Visualizzazione post con etichetta organizzare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta organizzare. Mostra tutti i post

mercoledì 1 aprile 2020

Lavori in corso: la camera multifunzione #1

Caro Diario,

  è febbraio e in casa c'è un mostro (dicesi mostro una cosa enorme e sgraziata che mai avresti voluto in casa).

Non lo cerchiamo, ma lui ci insegue. Rassegnati ci chiediamo: «Dove mai lo metteremo?» Nella camera multifunzione, è ovvio!
Dal nome già si capisce com'é: piena zeppa di qualsiasi cosa per fare qualsiasi cosa. C'è un guardaroba enorme (e semi vuoto), c'è un angolo della ginnastica (in mezzo alla stanza), c'è una scrivania enorme (e abbandonata), c'è una console inutile (idem come prima).

Il mostro ci permette di dare una sistematina generale, di rinvigorire la nostra voglia di fare e riempire domeniche altrimenti vuote (ahimé).
La strada è lunga, l'impazienza avanza ma noi procediamo con ordine.

Fase 1
Apriamo le ante dei due armadi, li svuotiamo, eliminiamo ciò che non serve e non piace più. Se ne vanno cappelli, sciarpe, guanti, vestiti di ogni genere e tipo, bigiotteria, borse.
Puliamo e rimettiamo in ordine. Tutto quello spazio in più ci serve.

Fase 2
Svuotiamo la struttura angolare tra i due armadi: via le cianfrusaglie, via le valigie, i borsoni, gli zaini, le borse da moto (quelle piccole, da serbatoio), via i beauty case (ma esiste un nome in italiano?), via i miei cari pattini in linea.
Puliamo ogni cosa e riponiamo valigie & affini nell'armadio dei cappotti: perfetto, ci sta tutto!

Fase 3
Togliamo le scarpe dallo scaffale nell'angolo tra i due armadi. Lui fa in fretta, ne ha poche e ne elimina ancora qualcuna. Io impiego più tempo, ma alla fine rimango con ventiquattro paia di scarpe (alcune sono in prova). Smontiamo scaffale e cassettiera, li portiamo in soffitta (in attesa di tempi migliori per traslocare), puliamo l'angolo e avviciniamo gli armadi.
La svolta: la stanza è più ariosa, ampia e luminosa. E quando aggiungiamo gli adesivi a forma di foglia sulle ante degli armadi, sembra d'essere in un giardino: meraviglia.

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-cutrare-la-casa

Fase 4
Eliminiamo la scrivania bianca dalla parete verde. Un po' mi dispiace, perché in quella posizione prendeva sempre luce. Ma la usavo sì e no tre volte all'anno, sicché...
Eliminiamo anche molte delle cianfrusaglie accanto e sopra la scrivania. Acquistiamo una passatoia in vinile e finalmente portiamo il mostro in casa: lo mettiamo di fronte all'ellittica, accostati alla parete verde. E ci viene un'idea...

Fase 5
Decidiamo di trasferire l'angolo della creatività sulla console. Ricopriamo il piano con carta adesiva bianca satinata, togliamo il cassetto (inutile, non si apre fino in fondo), infiliamo sotto la cassettiera su ruote e il puof verde, appoggiamo sopra i cassettini bianchi e la lampada. Ci piace, anche se...

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-scrivania

Fase 6
L'idea è di rivestire la parete verde con la carta da parati rosa che staziona da anni lì accanto. Prima imbianchiamo le pareti, cambiamo le prese, aggiungiamo la mensola sotto-finestra... Insomma, prendiamo tempo. Poi, dopo aver studiato e spostato (di nuovo) i mostri verso gli armadi, in solo quattro ore di colla, di metro a nastro, di forbici e di figure geometriche da far combaciare, la carta da parati è su. Ed è bellissima!

Fase 7
I mostri tornano al loro posto. Sullo sfondo rosa sembrano quasi meno mostruosi. Quasi.

sorrisoa365giorni-lavori-in-corso-camera-multifunzione-angolo-ginnastica

Che te ne pare? A noi sembra d'essere in un'altra casa!

mercoledì 10 giugno 2015

Paroaldordine: organizzare la libreria

Caro Diario, 
  mi diverto da matti!
  A tirar righe sulla lista delle cose da fare: anche la libreria è riorganizzata. Poverina, basta poco - qualche mese (o anno?) di trascuratezza - e si trasforma in un deposito di polvere e caos. Poi, come accade con le magie, basta un zic di minuti e di starnuti (entrambi centocinquanta, per la precisione) e torna come nuova: fiammante nelle sue copertine colorate e accogliente nei suoi scaffali bianchi. 
  La libreria si trova al piano superiore ed è formata da quattro scaffali accostati uno di fianco all'altro nel breve spazio tra il muro del pianerottolo e la rampa della scala.
  
sorrisoa365giorni-organizzare-libreria-prima

  Ogni volta che decido di riorganizzare una libreria, ragiono con attenzione sull'ordine da seguire: quali argomenti accostare, come "sfumarli" l'uno nell'altro... Dare un senso logico a tutto quanto, insomma. Dopo attenti studi ecco le mie scelte:
  1. dal basso verso l'alto - è un criterio che non uso mai (di solito lascio in basso i libri ingombranti e che non mi piacciono in maniera particolare), tranne in questa libreria: i primi tre scaffali si vedono dal basso mentre si salgono le scale e mi piace avere davanti agli occhi i libri preferiti
  2. da sinistra a destra - è un criterio che uso spesso, mi piace lasciare libri simili su tutta la lunghezza della libreria, senza soluzione di continuità: in questa libreria lo faccio solo in due casi
  3. genere e argomento - indispensabile per me, donna senza memoria: non ricordo i titoli, né le case editrici, né i nomi degli autori, ma ricordo bene l'argomento e il genere del libro
  4. cronologia - all'interno di ogni genere i libri si susseguono in ordine di tempo, da prima di Cristo a ieri; e seguono l'ordine cronologico anche i libri dello stesso autore, che trattino ovviamente dello stesso argomento
  Ed ecco come sono disposti i libri:
  • primo scaffale - (dal basso verso l'alto) religioni, mitologie, leggende, favole, fiabe, fantasy
  • secondo scaffale - (dal basso verso l'alto) romanzi storici, romanzi geografici, viaggiatori, guide turistiche, filosofia, scienze
  • terzo scaffale - (dal basso verso l'alto) romanzi al femminile ironici, autrici che amo, autori che amo
  • quarto scaffale - (dal basso verso l'alto) riviste di arredamento, enciclopedia di elettrotecnica (del marito: vietato eliminare), libri di arredamento, manuali di fai-da-te, manuali, libri per bambini
  • ultimo ripiano in alto - (da sinistra a destra) i classici della letteratura occidentale, dalla letteratura greca a Pirandello
  • penultimo ripiano in alto - (da sinistra a destra) gialli e thriller

sorrisoa365giorni-organizzare-libreria-dopo
dal basso verso l'alto
sorrisoa365giorni-organizzare-libreria-preferiti
i miei preferiti

  Naturalmente subirà altri cambiamenti: ho intenzione di acquistare più classici, più gialli, più libri di autrici che amo, più libri di viaggiatori e più guide turistiche; ho intenzione, anche di ritagliare un piccolo spazio per le mie piccole collezioni di case, animali, borse di carta decorate e carillon. Terza intenzione: mettere delle ante di vetro alla libreria, odio la polvere e odio spolverare - le due cose assieme fan scintille. Anzi, no: starnuti.
 
(- 20; determinazione: tenace; umore: polveroso; sorriso del giorno: organizzare la libreria!) 

lunedì 1 giugno 2015

La conquista del tempo

Caro Diario,
  riconquisto il mio tempo.
  Perduto in impegni diffusi a macchia di leopardo: ovvero, in disorganizzazione.
  Impegno quattro mesi e una settimana, ma alla fine ce la faccio: lavoro solo quattro ore al mattino per quattro giorni a settimana.
  Be', certo, non lavoro nell'ufficio di un'azienda di provincia, o nel negozio in centro città, o nella fabbrica di periferia: lavoro dal mio studio di casa, nel centro di un paese di provincia. Non ho il cartellino da timbrare, non ho colleghi con cui confrontarmi, non ho orari. Ma va bene così: è una mia scelta.
  Per non perdermi tra i minuti che passano e le ore tiranne, adotto un caro vecchio sistema - che già usavo all'università: programmo le mie giornate. Con tanto di foglio a quadretti, tabella divisa in colonne (i giorni) e righe (le ore), evidenziatori di colore diverso per ogni impegno. Lo riporto sulla mia agenda: un programma semplice, ma fondamentale per darmi una regolata e non perdermi via.
  Così ora posso raccontarti la mia giornata tipo:
  • mi sveglio alle 07.00 e per mezz'ora leggo il libro che ho sul comodino
  • mi alzo alle 07.30
  • fo un po' di ginnastica, apro le persiane di casa (quattordici), riempio la lavatrice o stendo o piego i panni, svuoto la lavastoviglie
  • fo colazione leggendo i blog che seguo
  • mi lavo, mi vesto, mi trucco (a prova di postino) e attivo il Roomba
  • inizio a lavorare alle 09.00
  • preparo da mangiare verso le 13.00/13.30 e pranzo
  Be', certo (seconda volta), non credere che ogni mattina sia sempre così lineare: indovina su quali attività mi capita a volte di scivolare in scioltezza? 
  In ogni caso, hai notato? Ho tutto il pomeriggio libero.
  Gasp. E ora come li riempio cinque pomeriggi liberi?
  Posso:
  1. leggere, studiare e fare i compiti
  2. dedicarmi ai miei interessi (uncinetto, maglia, chiacchierino, acquerello, recupero mobili)
  3. passeggiare col marito e col Baldo
  4. incontrare le amiche a pranzo, per un tè o un aperitivo
  5. andare in perlustrazione di luoghi vicini e (relativamente) lontani
  6. fare ricerche in biblioteca
  7. visitare città
  8. fare visual-shopping
  9. guardare film in inglese e mangiare popcorn
  10. scrivere
  Lo so, già scrivo per lavoro. Ma io senza scrivere per troppo tempo non so stare!

sorrisoa365giorni-vivere-tempo

(-29 ; determinazione: alta; umore: buono; sorriso del giorno: tempo libero)

mercoledì 27 maggio 2015

Paroladordine: organizzare la lavanderia

Caro Diario,
  la lavanderia c'è.
  Dammi un pizzicotto. Sì, son desta: la lavanderia c'è ed è organizzata.
  La pigrizia mi impedisce di darti la notizia per tempo, ma poco importa: essa c'è. Oh, là.
  Dopo il racconto dei lavori in corso, finalmente ti mostro come ho sfruttato i suoi spazi.
  La lavanderia, naturalmente, non è una semplice lavanderia: piuttosto una craft-lavanderia. Infatti, è come divisa in due parti: la parete di destra e la parete sul fondo sono dedicate al lavaggio e all'asciugatura dei panni; la parete di sinistra con tutti i mobili è dedicata allo "stoccaggio" del fo-da-me e all'archivio del materiale da riciclo. Prima c'era anche un angolo ripostiglio: per fortuna ora è emigrato in un vero ripostiglio.
  Anche in questo caso, voglio iniziare dall'inizio. Quindi ti racconto quali e quanti cambiamenti subisce nel tempo.

sorrisoa365giorni-organizzare-lavanderia

  Prima:
  1. La colonna (E nella planimetria) è un ripostiglio per scope, secchio e strofinacci.
  2. I pensili centrali ospitano una parte del necessario per il fo-da-me (filati, ferri da maglia, uncinetti, stoffe, fili, bottoni, scatola del cucito, imbottiture, qualche materiale di riciclo).
    L'altra parte del necessario per il fo-da-me (macchina da cucire, altro materiale di riciclo, materiale per laboratori di archeologia, altro - troppo altro) è sparsa in vari punti di casa.
    Il pensile in fondo, più difficile da raggiungere, ospita panni da rammendare e da stirare. Completamente abbandonati al loro destino.
    Tutti i pensili sono privi di pomoli o maniglie.
  3. Il mobile basso accanto alla colonna ospita i detersivi per i panni. È chiuso da una tendina triste e depressa.
  4. L'angolo sotto il lavello è un campo di battaglia tra i due cesti dei panni sporchi, due scatoloni e un borsone. Nei giorni buoni è in parte chiuso dalla stessa tendina triste e depressa.
  Adesso:
  1. La colonna è l'archivio dei filati: su quattro mensole le lane sono divise per colore dentro contenitori etichettati, che si sfilano come cassetti; i cotoni sono divisi per uso (uncinetto e chiacchierino) in altri due contenitori estraibili ed etichettati.
  2. Nella parte più bassa (a portata di mano) i pensili centrali ospitano tutto il necessario per il fo-da-me, anche quello recuperato in giro per la casa, e il pensile in fondo ospita le scorte dei detersivi per i panni (quelli in uso sono sulla mensola sotto al pensile). Nella parte più alta dei pensili c'è l'archivio dei materiali da riciclo, i contenitori dei puzzles e le mie care Scatole dei Ricordi.
    Tutti i pensili sono dotati di pomoli.
  3. Il mobile basso accanto alla colonna ospita le stoffe divise per colore in contenitori estraibili ed etichettati, la macchina da cucire e le scatole del cucito (una con gli strumenti, che aggancerò nel futuro angolo fo-da-me nella stanza jolly; una per il rammendo; l'altra per toppe, spille da balia, bottoni particolari, velcro, cerniere...). È chiuso da due ante dotate di pomoli.
  4. L'angolo sotto il lavello è ingentilito da tre ceste di plastica con maniglioni (bucato grosso, bucato delicato, bucato medio); sopra alle ceste, su una mensola sono appoggiati tre cesti più piccoli (sporco quotidiano, da rammendare, da stirare). È aperto: la tenda è finita in lavatrice, e poi tra le stoffe da riciclare.
sorrisoa365giorni-organizzare-lavanderia-craft

Ora ogni cosa ha un suo posto ben preciso: sfrutto non solo i mobili, ma anche:
  • sulla parete di destra tra la porta e il termosifone, un gancio per appendere due stendini e una piccola asse da stiro (invece del gancio profondo e robusto per la grande e pesante asse da stiro, ora nel ripostiglio); 
  • sulla parete di fondo e in parte su quella di destra sopra alla lavatrice e al calorifero, uno stendino da soffitto per asciugare i panni durante la brutta stagione;
  • sulla parete di sinistra sotto ai pensili, uno scaffalino, una mensola, una futura barra (gemella di quella sulla parete di fondo).
  Manca ancora qualche dettaglio: altri contenitori estraibili per lo stoccaggio e l'archivio, dei contenitori in plastica neutri per i detersivi in uso, un paio di ganci per le scalette. Ma nel complesso sono soddisfatta.
  Chissà? Magari mi verrà voglia di passarci più tempo.
    (-4; determinazione: buona; umore: fucsia; sorriso del giorno: organizzare la lavanderia!)

    lunedì 12 maggio 2014

    Paroladordine: organizzare Il Ripostiglio

    Caro Diario,
     ancora non ci credo: Il Ripostiglio c'è!
     Tiriamo una riga su ciascuna delle voci che ancora rimangono e, finalmente, si riempie Il Ripostiglio!
     Il marito avvita il porta-ferro da stiro e i ganci per la scaletta sull'anta di sinistra. Poi costruisce un gancio lungo per trattenere l'asse da stiro, da avvitare al mensolone in alto, perché lungo la parete scorrono i cavi della luce. E metà è fatta.
     Quindi passa ai ganci per scopa e spazzolone sull'anta di destra. Manca, ahimé, il mobiletto bianco per spugne, guanti, detersivi, strofinacci e oggetti vari. Ma ho un jolly e me lo gioco: il carrellino a tre piani color turchese che aspetta da tempo d'essere tolto dallo scatolone, montato e usato.


























    Come puoi notare, mio caro Diario, la scaletta è tutta storta e macchiata di cemento e pittura: ogni macchia è una medaglia al merito - in dodici anni di vita domestica assieme a noi ne colleziona moltissime.
     Montiamo i pomelli (due rotondi sotto e due quadrati sopra con disegni naturali dorati), chiudiamo le ante e...

     Qualcuno si vuole accomodare?

    P.S. guarda qua:  evviva, evviva Il Ripostiglio!



    Le varie fasi:
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (3)
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

    (-19; determinazione: alta; umore: velato; sorriso del giorno: Il Ripostiglio!)

    lunedì 28 aprile 2014

    Lavori in corso: Il Ripostiglio (3)

    Caro Diario, 
     qui la storia si fa sempre più complicata.
     È complicato dare un volto definitivo al Ripostiglio: esso si ribella a ogni tentativo di addomesticazione. Si sovrappongono altri impegni, altre incombenze, soprattutto si fa avanti con prepotenza la complicata Questione Cucina (ma questa è un'altra storia). Nel frattempo i lavori nel Ripostiglio languono.
     Ma non è colpa nostra: quel lontano giorno mentre dico: "settimana prossima avremo Il Ripostiglio", sottovaluto tante cose. Prima fra tutte il gran lavoro di raddrizzamento della spalletta della nicchia. Fatta in extremis da un muratore (fasullo, capiamo poi) e mai digerita dal marito.
     Procediamo così:
    1.
    apriamo le ante del pensile e lo svuotiamo di tutto,
    riempiendo il passaggio (già risicato) davanti alla libreria
    ops, libreria inaccessibile fino a fine lavori
    2.
    smontiamo il piano con cassetto dell'ex home office,
    quello fatto su misura dal marito e per cui non mi perdonerà mai
    svitatore pronto all'uso
    3.
    smontiamo griglia, mensole e ante del pensile e
    piano con cassetto dell'ex home office;
    da questo momento non si torna più indientro
    nicchia nuda e cruda, rimangono solo la presa del telefono e la ciabatta multiprese: che tristezza...
    4.
    diamo una mano di fondo per cancellare lo smalto color cioccolato,
    uniformare la superficie e prepararla al prossimo colore
    "mi raccomando, copri bene il pavimento!"
    5.
    inizia la parte critica: posizionare dei laterali diritti sui muri storti della nicchia
    con l'aiuto di schiuma poliuretanica e puntelli vari
    ci vuole qualche giorno tra applicazione dell'idea e asciugatura finale della schiuma,
    ma i laterali ci sono e sono diritti!

     6.
    tagliamo e montiamo le quattro ante - due corte sopra e due alte sotto -
    infine scegliamo il colore per il muro di fondo: la parte più bella!
    verde agave!
     Ed ecco tutto - per ora. Mancano all'appello:
    - riempimento dislivello tra laterale sinistro e muro {la parte incriminata, che tanto fa innervosire il marito}
    - intonaco, stabilitura e pittura del rattoppo
    - inserimento griglie e mensole nella parte alta
     Poi sarò pronta a organizzare tutto quanto. Evviva!

    Le varie fasi:
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

    (-2; determinazione: continua; umore: abbastanza buono; sorriso del giorno: il verde agave!)

    mercoledì 19 marzo 2014

    Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)

    Caro Diario,
     dopo giorni di meditazione, ci siamo.
     Io e il futuro Ripostiglio ci stiamo misurando: io impugno il metro rigido, lui sfugge alle leggi geometriche. Per fortuna c'è il marito: egli sa come domare angoli ottusi e acuti, lati che non conoscono leggi di perpendicolarità o parallelismo, altezze claudicanti e profondità variabili.
     In poche parole: il marito misura altezze, profondità e larghezze, e io segno e disegno sul mio quadernetto dei progetti (copertina rosa lucida, quadretti da 5mm, scribacchiato ormai fino a metà delle sue pagine).
     Queste le misure e questo il progetto:


     Un progetto per risolvere tre problemi.
    1. Non vogliamo avere più tra i piedi oggetti molto ingombranti che usiamo molto poco, ma che comunque sono molto utili: l'asse da stiro, lo stendino e la scala.
      Per ora si trovano tutti in lavanderia: i primi due appesi uno dietro l'altro a un gancio profondo subito a destra dell'entrata. Un nervoso assoluto: l'ambiente è stretto ed è inevitabile prenderli dentro, farli dondolare pericolosamente e lanciare improperi generici. Per prendere lo stendino bisogna togliere il pesante asse da stiro, ma appena si toglie l'asse da stiro una delle ali dello stendino si apre verso il pavimento (di solito percuotendo uno dei miei stinchi) e provoca una profonda crisi di nervi. Aggiungo anche che usandoli assai di rado (nel 2013 nemmeno una volta) servono solo a collezionar polvere.
      La scala è infilata nella colonna finora adibita a pseudo-ripostiglio. Infilata sul fondo e nascosta da uno scaffale di stoffa: lo spazio è poco, ma si nasconde molto bene. La caccia al tesoro è assicurata. 
    2. Vogliamo sfruttare ogni millimetro del nuovo Ripostiglio. Per questo motivo di ogni oggetto misuriamo non solo l'altezza, ma soprattutto la profondità. Dopo ripetuti calcoli, addizioni, sottrazioni e vari giochi d'incastro, troviamo due soluzioni: entrambe prevedono di sfruttare i centimetri variabili della profondità (da 35.5 cm di sinistra a 37 cm di destra - pazzesco) non solo all'interno della nicchia, ma anche sulla superficie interna delle ante. In questo modo nessun oggetto si sovrapporrà ad altri, ma saranno facili da prendere e riporre. Rifacendo i calcoli, decidiamo per la seconda versione (vedi sopra): la prima prevede scala appesa sul fondo della nicchia accanto all'asse da stiro, il secchio ai suoi piedi e tutti i detersivi / strofinacci / spugne / carta assorbente su scaffali appesi all'interno dell'anta di fronte. Ma in questo modo non si riempie tutto lo spazio - sia mai. Invece, quasi tutti gli oggetti saranno appesi a ganci (celo!) per scongiurare frane pericolose, secchio, detersivi / eccetera saranno appoggiati sopra e dentro il mobiletto (manca!) e la futura scopa elettrica starà davanti all'asse da stiro: colmando ogni vuoto.
    3. Vogliamo nascondere agli occhi l'archivio e le scatole "dei ricordi". Adesso i quattordici portariviste e le tre scatole dell'archivio sono in fila sugli scaffali della libreria. Da quest'anno non dovremo più consultare spesso i documenti della casa, ma prenderemo e riporremo i documenti necessari solo una o due volte all'anno: possono sparire senza sofferenza nel Ripostiglio. Evviva.
     Come avrai notato, mio caro Diario, lo stendino non è contemplato: rimarrà in lavanderia attaccato al muro con grappe di metallo: non mi dispiace, appena avremo la lavasciuga prenderà il volo.
     Bene. Se l'uomo di casa non fa sciopero, settimana prossima avremo Il Ripostiglio e potrò risistemare l'archivio, la libreria e i mobili della lavanderia (ma queste sono altre - numerose - storie).

    Le varie fasi:
    - Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

    (-12; determinazione: in ripresa; umore: buono; sorriso del giorno: progetto del Ripostiglio!)

    lunedì 10 marzo 2014

    Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

    Caro Diario,
     oggi ti racconto una nuova storia.
     Protagonista è una nicchia nel muro, coprotagonista una casa vecchia di più di un secolo. Il Ripostiglio, infatti, non è altro che una nicchia nel muro spuntata fuori durante la ristrutturazione: al suo posto, prima, c'è il vuoto, un freddo passaggio tra casa e scala esterna. Suggestivo, ma un po' démodé. 
     La scala esterna non c'è più, il vuoto è ora un muro nuovo, meno profondo del muro vecchio, che crea una delle innumerevoli (simpatiche) nicchie: appena si salgono le scale, lei è lì, di poco spostata sulla destra.
     La sua storia è lunga e non sono ancora sicura che terminerà con Il Ripostiglio - il marito sì, già ribadido più volte in ogni lingua.
     Prima è l'unico ripostiglio di casa. Brutto: lo chiudiamo con una vecchia tenda attaccata a un filo d'acciaio, senza anima e senza dignità. Scomodo: una faticaccia portar giù e su dalle scale l'aspirapolvere - pericoloso per la mia pipposità, ogni volta temo di trasformarmi in un moderno Laocoonte, trascinato giù dalle scale dal mostro LG Kompressor in un groviglio di spire plasticose.

    Foto farlocca, alias foto "ricostruttiva" del Prima. Notare le spire a riposo del mostro.
     Poi diventa un home office volante. Bello: sfondo color cioccolato e piano con cassetto in legno bianco fatto su misura dal marito (non me lo perdonerà mai). Scomodo: il piano non è abbastanza profondo, c'è poca luce naturale, è lontano dalla civiltà domestica (dicesi anche "soggiorno"), insomma assomiglia più a un nido d'aquila.

    Foto farlocca, alias foto "ricostruttiva" del Durante

     Infine Il Ripostiglio. 
     Anche se a lungo lotto per sfruttare la nicchia solo per bellezza: potrebbe ospitare il secretaire colorato sullo sfondo di una bella carta da parati, oppure una comoda poltrona rifoderata e diventare una nicchia da lettura (lì accanto c'è la libreria), o ancor meglio l'orrido impianto hi-fi del marito con le sue lugubri casse alte e nere - opportunamente celato dietro qualsiasi cosa. 
     Ma il marito dice: "Facciamo il ripostiglio. E rivestiamo parete, ante del ripostiglio e (futura) porta della camera con la carta da parati. Quella che più ti piace." 
     Egli sa quali sono i miei punti deboli: accetto, pregusto e sorrido con baluginii folli negli occhi.

    (-21; determinazione: 'ina; umore: 'ino; sorriso del giorno: si progetta Il Ripostiglio!)

    mercoledì 19 febbraio 2014

    Paroladordine: organizzare la credenza (2)

    Caro Diario, 
     ebbene sto per raccontarti la nuova rivoluzione della credenza in cucina.
     Se ben ricordi, siam fermi alla rivoluzione numero tre: dopo la costruzione della dispensa nel sottoscala e del mobile colazione si creano troppi spazi vuoti (horror vacui in agguato) e urge un aggiustamento.
     Sappi, però, che non è affatto facile: la soluzione di prima era perfetta, trovarne una migliore implica una fine spremitura di meningi. Cogito, cogito, cogito e alla fine la soluzione giunge sulla scia di un altro pensiero: per ottimizzare un piccolo spazio devo pensare in grande. 
     E così scopro che rendere funzionale la credenza può diventare il fine per rendere funzionale un altro spazio della cucina: l'adorata/odiata nicchia. Nei miei sogni a occhi aperti è vuota, senza mensole, senza libri, senza ammennicoli vari, magari di un colore a contrasto: linda, semplice e discreta. L'esatto opposto di com'è ora. 
     Un primo passo in questa direzione potrebbe essere iniziare a spogliarla di qualcosa di superfluo: i libri attendono un pronto intervento scaffale (altra storia), gli ammennicoli vari possono essere diminuiti drasticamente. Per esempio i condimenti: perché lasciare in bella vista oli aromatizzati, salsa Worchester, tabasco, sale di ogni tipo e pepe variegato a prender calore, umidità, unto e polvere giorno dopo giorno? Poiché la risposta mi sfugge, decido di ritirarli in buon ordine nella credenza: eureka!


     Immediatamente mi sento in pace col mondo. Anche se contravvengo alla prima regola dell'Organizzatore Anonimo: non prendo le misure. Guaio! Le bottigilette degli oli aromatici son troppo alte. Cerco in casa altre bottiglie e controllo: il succo di mirtilli è troppo alto, così pure lo sciroppo di sambuco. Qualcosa mi dice che nei prossimi giorni berrò un bel po' di succo di rosa canina. 
     
    5 fenicotteri rosa, 3 bottiglie (sciroppo di sambuco, succo di rosa canina et olio al peperoncino) e 1 imbuto verde
     Risolto questo non trascurabile inconveniente, ti porto con me in un piccolo tour all'interno della nuova e super organizzata dispensa.

      
    Parte destra dall'alto: (sinistra) snack salati, frutta secca, snack del Baldo - vassoio condimenti - ingredienti per dolci, zuccheri, sale - cereali; (destra) anta con programma dieta (ehm), ricette, lavagna magnetica con menu settimanale.
      
     Al basso: (primo cassetto) ingredienti per dolci; (secondo cassetto) scatolame; (cassettone) olio, aceto, birra, vino, succhi di frutta, latte e pappa del Baldo.
     Parte sinistra dall'alto: ciotole - bicchieri - piatti. Troppo, troppo spazio vuoto (potere dello shopping vieni a me!).

     Al basso: (primo cassetto) posate per ogni giorno; (secondo cassetto) posate della festa; (terzo cassetto); insalatiere e terrine; (cassettone) tovaglie, tovaglioli e strofinacci.

     E dopo questo lungo giro di valzer, la fatidica domanda: cosa te ne pare?


    Segui le varie fasi:
    - Paroladordine: organizzare la credenza (1)

    (-9; determinazione: convintissima; umore: ottimo; sorriso del giorno: riorganizzare la credenza!)

    domenica 26 gennaio 2014

    Paroladordine: organizzare la credenza (1)

    Caro Diario,
     sto cogitando come poter migliorare la credenza.
     Nel mentre, ti racconto la sua lunga (e interminabile, temo) storia. 
     (1) In origine non esiste, esistono un ex pensile con ante scorrevoli (poi riutilizzato nell'ingresso, ma questa è un'altra storia) e uno scaffalino a giorno. Poca roba, insomma, il minimo indispensabile per riporre piatti e bicchieri. 
     (2) Poi si fa strada l'idea di una vera credenza per ospitare stoviglie, alimenti e pure un piccolo sogno proibito, anzi due:  la macchina del caffè e il forno a microonde incassati. E' fatta con due pensili alti 70 cm e larghi 60 cm (sotto), e due pensili per forno a microonde delle stesse misure (sopra). Il tutto assemblato e appoggiato su piedini regolabili. Non male, sembra un unico mobile. 

    fuori
    dentro
     Mai riusciti a prendere microonde e macchina del caffè da incasso. Perciò quei due vani alla fin fine sono inutili. Dentro lo spazio è abbastanza organizzato, ma c'è qualcosa che non mi sconfinfera:
    - il servizio di piatti diviso su due ripiani;
    - poco spazio per le scorte di cibo;
    - l'obbligo di chinarmi e ravanare per trovare quel che serve nei due pensili sotto.
    (3) Folgorata da un'idea improvvisa, mi ritrovo a meditare La Soluzione Giusta. Scrib, scrib, scrib. Misure di tutto e di più. Scrib, scrib, scrib. Confronti tra misure on line e misure dal vivo. Scrib, scrib, scrib. Ed ecco il nuovo progetto:


     Al più presto possibile ci fiondiamo a comprare l'occorrente per la mini-rivoluzione, torniamo a casa e rivoluzioniamo: io felice di arrivare a un dunque, lui felice di chetarmi (fino alla prossima volta).
     Ecco qua: le due ante dei pensili bassi son diventate i frontali di due cassettoni, i pensili son diventati due cassettoni con più cassetti interni, le due ante dei pensili alti son sotituite da ante più lunghe. 
     In poche parole: cassettoni sotto, ante sopra - uno delle mie "regole" per ottimizzare gli spazi.

    fuori
    dentro
     Non è bellissima? Fuori sembra uno specchio bianco, così lucida e pulita. E dentro è una macchina da combattimento!
     Tutta la parte sinistra è dedicata alle stoviglie e all'occorrente per apparecchiare la tavola:
    - tazze, scodelle e chicchere (ripiano alto);
    - ciotole e bicchieri (ripiano di mezzo);
    - piatti disposti in verticale in una griglia scolapiatti - tutti quelli di prima più altri: c'è posto per trentadue piatti (ripiano basso);
    - posate d'uso quotidiano (primo cassetto);
    - posate della festa (secondo cassetto);
    - insalatiere e terrine (terzo cassetto alto);
    - tovaglie, tovaglioli e strofinacci (cassettone).
      Tutta la parte destra è dedicata, invece, al cibo:
    - tre contenitori piccoli per gli snack salati, dolci e del Baldo (ripiano alto);
    - tre contenitori piccoli per zuccheri e mieli, cioccolato e caffé (ripiano di mezzo);
    - vari contenitori per alimenti di diverse altezze per pasta, riso, cereali e farine (ripiano basso);
    - scatolame (primo cassetto);
    - dispensa (secondo cassetto alto);
    - dispensa per condimenti e bidoncino per la pappa del Baldo (cassettone).
    (4) Poi ci capita di costruire la dispensa nel sottoscala e il mobile della colazione. Così scoppia un'altra rivoluzione - ma anche questa è un'altra storia, mio caro Diario, la prossima che ti racconterò.

    (-5; determinazione: buona: umore: alle stelle; sorriso del giorno: tanti, tantissimi, ma è ancora una sorpresa)

    lunedì 20 gennaio 2014

    Paroladordine: organizzare il sottoscala (2)

    Caro Diario,
     passano nove mesi.
     Forse devono passare nove mesi, perché io possa fare chiarezza e rimettere mano ai cassettoni del sottoscala. Nel frattempo si trasformano in due piccoli pozzi casalinghi, dove quello che serve di rado finisce a dormire sul fondo, per un lasso di tempo inderminato. Ora non più.
     Piccola premessa: questi cassettoni mi mettono in imbarazzo. Quando organizzo le troppe cose in una stanza, mi aspetto di riempire tutti gli spazi a disposizione: soffro infatti di una forma grave di horror vacui. Se non riesco, mi sento "storta" finché non risolvo. Devo ammettere di sentirmi un poco "storta".
     Il cassettone propriamente detto (ehm, ehm) si trova a metà del sottoscala, visto di fronte ha la forma di un trapezio alto 85 cm da una parte e 45 cm dall'altra, largo 60 cm e profondo 80 cm. Nel progetto originale ci vanno borse e contenitori termici, stoviglie da picnic e tovaglie da giardino - che, però, si trovano nella dispensa accanto. Cambiamento di programma.


      In posizione comoda, vicino all'apertura, sistemiamo il bidone con la pappa del Baldo (contiene giusto giusto un sacco da 13 kg di crocchette, meno le crocchette che vanno nel bidoncino in cucina) e la scatola con coperchio per gli articoli da toeletta del Baldo (pettini, sciampo secco, salviette, tagliaunghie, scorte infinite di sacchetti portapupù - non si sa mai) e i suoi guinzagli. Prossimamente prenderemo un'altra scatola uguale solo per i guinzagli, che sono molti e ingarbugliati (ebbene sì, nascondiamo in casa una selva di guinzagli. Ma questa è un'altra storia).
     Di fianco impiliamo tre contenitori con coperchi per "le cose che un giorno mi serviranno" (bottigliette da liquore, barattolini portaspezie da riciclare, contenitori vari in plastica da trasformare) e altri due contenitori più piccoli per materiale di lavoro e di piacere (la calligrafia). 
     Il secondo cassettone, più un cassetto però (ehm, ehm), si trova nella parte più bassa del sottoscala e ha la forma di un triangolo rettangolo, alto da 45 am a 0 cm, largo 60 cm e profondo 80 cm. All'interno è diviso in quattro parti: in alto a sinistra c'è la cassetta degli attrezzi (in corso di sistemazione) e a destra il portaattrezzi e gli attrezzi di CasaFacile, due secchielli per le lampadine e nastro carta; in basso a destra ci sono scatoline di recupero (dei cottonfioc e del gelato monoporzione) per spine multiuso, pile di vario tipo, ganci vari e piccoli pezzi di mobili che un domani serviranno di sicuro, e a destra una scatolina di cioccolatini piena di tappi di sughero. Poi, il vuoto. Brrr.

     Ho una confessione da fare: è probabile che l'organizzazione di questi due cassettoni cambi ancora. Il mese prossimo, infatti, sistemeremo altre parti di casa e potrebbero esserci migrazioni incontrollate di intere famiglie di oggetti, da sud verso nord e da nord verso sud. 
     Diario avvisato, Diario mezzo salvato.

    (-8; determinazione: grande; umore: buono; sorriso del giorno: sottoscala organizzato!)

    lunedì 13 gennaio 2014

    Paroladordine: organizzare lo studio (2)

    Caro Diario, 
     squilli di tromba e petali di fiori a profusione!
     Lo studio è pronto: documenti archiviati, cancelleria ordinata nei cassetti, libri spolverati, scrivania sgombra (più o meno).
     Anni fa, quando iniziamo a pensare di comprare casa, tra le priorità c'è il mio studio. Appena vista questa casa, ho capito subito che il vecchio cassero a rischio crollo sarebbe stato il posto perfetto: in un angolo della casa, grande abbastanza per tutte le mie cose e una grande finestra sul giardino. Al mattino s'inonda di luce dorata e lavorare diventa più facile. 
     Il mio sogno è un po' diverso dalla realtà, fatta di due librerie, una mensola, due scaffali e un grande tavolo antico con le sue sedie. 
     Le due librerie ospitano i libri e i testi di studio raccolti nel tempo - una collezione in costante aumento. I libri sono disposti per argomento e, all'interno di ogni argomento, per data di pubblicazione. Gli studi dello stesso autore si susseguono in ordine cronologico.
     La libreria con il vano per l'home office è dotata di dieci cassetti. L'home office è il reame di mio marito, i cassetti il mio.



     Accanto ci sono i nuovi scaffali con il materiale universitario (appunti, eserciziari, fotocopie varie, vecchie tesi), diviso per corso di studio, e una parte del materiale turistico. 
     Sopra gli scaffali e la mensola del calorifero sono in fila le scatole che contengono mappe e pieghevoli turistici.

      Poi ci sono loro, i due piccoli finti vassoi, con tutto l'occorrente per lavorare con brio e precisione. Da tenere sul tavolo quando servono e ritirare nello scaffale nei giorni di festa. 
     

    E una piccola chicca: la scatolina in ceramica di Paroladordine, regalo di Monila .


     Lo so, mio caro Diario, non posso cancellare tutte le voci della lunga lista, ma lo studio è pronto! Giusto in tempo per l'inizio del corso Il blog sei tu!

    (-18; determinazione: cocciuta; umore: fiacco; sorriso del giorno: studio organizzato!)

    lunedì 30 dicembre 2013

    Fallimento o successo?

    Caro Diario,
     una sola domanda: ma dove va a finire il tempo?
     Ho ancora (ancora?!) due giorni per portare a termine l'obiettivo del primo mese, ma non so se:
    1. essere sincera all'inverosimile e ammettere il mio fallimento
    2. fare la splendida ed essere entusiasta del mio successo.
     Ma se la virtù sta nel mezzo, allora ti dirò: sono contentissima di essere riuscita a dividere tutte le cianfrusaglie per argomento, aver buttato via quelle inutili e aver archiviato quelle utili. Sono contentissima di aver etichettato ogni scatola/scatolone/raccoglitore e trovato un posto per ciascuno di loro. Sono contentissima di aver archiviato anche il materiale da lavoro negli scatoloni che prima contenevano le cianfrusaglie.


     Sono meno contenta di non aver riposto alcune cianfrusaglie (quelle col punto di domanda), di non aver trovato la poltrona giusta, di non aver cucito la tendina, di non aver appeso i quadri. Sono meno contenta di non aver finito in tempo - dubito che nelle prossime trentasei ore riuscirò a fare molto di più. Ma sono contenta di esserci quasi riuscita.

    (-1; determinazione: distratta; umore: roseo; conquista del giorno: aggredito anche l'ultimo scatolone)

    venerdì 27 dicembre 2013

    Studio: lavori (molto) in corso

    Caro Diario,
     tic-tac, tic-tac...
     Il tempo passa, rimangono pochi giorni per mantanere il mio impegno di riorganizzare e abbellire lo studio. Posso farcela.
     Oggi sono alle prese con gli ultimi scatoloni: ne libero uno e subito lo trasformo in cestino getta carte (quante!), ne libero un altro e lo riutilizzo come contenitore per la carta da riciclare (lo sai che ho un debole per la cartapesta? prima o poi...), un altro ancora e lo lascio vuoto solo per il piacere di saperlo vuoto. 
     Intanto riempio le scatole: di pieghevoli e cartine turistiche, di informazioni, iniziative, piante di siti e musei d'archeologia. 
     Sono abbastanza soddisfatta, anche se non so come di carta ce n'è sempre troppa. A volte mi sembra di organizzare solo grandi flussi migratori da un continente all'altro, da uno scaffale all'altro, da uno scatolone a un raccoglietore.
     Il risultato a fine giornata è spaventoso: scatole ovunque, scatoloni tra i piedi, fogli di carta riciclabili come tappeto, lacrime sparse e mani dai polpastrelli neri che più neri non si può. 
     Doccia, pizza, nanna e domani è un altro giorno. Di lavoro, yes.

    (-4; determinazione: adamantina; umore: scorbutico; conquista del giorno: fuori altri tre scatoloni)

    domenica 17 novembre 2013

    Lavori in corso

    Caro Diario,
     è domenica e si lavora allo studio.
     Lavoro lento, a volto tedioso - vagliare scatoloni e borse di materiale vario e polveroso non è il massimo del divertente. Ma ogni passo in più mi porta vicino vicino alla soluzione finale: un luogo accogliente e stimolante in cui poter lavorare ogni giorno.


    1. Materiale universitario archiviato nei portariviste ed etichettato? Fatto!
    2. Materiale turistico archiviato nelle scatole ed etichettato? Fatto!
    3. Manifesto del Circolo dei Lettori incorniciato? Fatto!
    4. Tutto il resto? Da fare!
    (-7; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo: riorganizzare lo studio; risultato: in fieri)

    martedì 16 luglio 2013

    Un problema, un sistema

    Caro Diario,
     ho un problema: sono invasa dai panni.
     Ho cumuli di panni sporchi in lavanderia e cumuli di vestiti puliti sulla poltrona. E più piego e ritiro panni - nella speranza d'intravedere la forma originaria della poltrona -, più il giorno dopo il cumulo triplica, anzi aumenta a dismisura. Ovunque.
     Ho come la sensazione che le cose non stiano funzionando a dovere.
     Ma ho un sistema per uscire da questo impasse. Un sistema che, una volta avviato, funziona per sempre.
     E' semplice e lineare: 
    ogni giorno ci si dedica a una e una sola di queste attività: lavare, asciugare, stirare, piegare, ritirare;
    il giorno dopo si passa alla fase successiva solo ed esclusivamente se la precedente è completata.
     Da tempo immemorabile mi ritrovo bloccata al secondo passo e sto facendo del mio meglio per piegare e ritirare tutto quanto, sicura di poter finalmente ricominciare il percorso con successo. E' da giorni ormai che nel mio quarto d'ora mattutino piego e ritiro panni. La luce in fondo al tunnel profuma di sapone di Marsiglia, ormai ci sono!
     Ma, cosa lo dico a fare?, c'è un ma: questo sistema miracoloso non tiene conto di due fattori importanti:
    1. i soprannomi Tartaruga (in gioventù) e Bradipo (in maturità) non sono dovuti al caso
    2. il marito, che s'impossessa di lavatrice e stendino e fa di testa sua, sta ingarbugliando tutto quanto
     Ce la farà la nostra eroina a portare a compimento il suo arduo compito?

    fonte
     (-172; determinazione: quella sconosciuta; umore: eh?; obiettivo: trovare un sistema anti cumuli; risultato: ottenuto)

    lunedì 24 giugno 2013

    Libertà e calze

    Caro Diario,
     oggi è una giornata bellissima!
     Non solo perché il sole dopo il temporale risplende più caldo, ma anche perché oggi sono libera. Primo giorno di una splendida settimana di libertà!
     Va bene, hai ragione, devo ancora limare un paio di cose, sistemarne altre. Nugae, in confronto all'annullamento totale dei giorni scorsi.
     Devo solo decidere cosa fare.
     Intanto festeggio il primo compleanno di Paroladordine: un anno fa, spinta da una necessità impellente, apro un gruppo Facebook completamente dedicato alla - ehm, cito - nobile arte dell'organizzazione.
     Perché ridi? So bene d'essere un caso irrisolto di disordinite acuta. Ma dimentichi che dentro di me albergano due anime opposte: una incasinata irrecuperabile, l'altra organizzatissima da far paura. Io sto nel mezzo, strattonata da un estremo all'altro a giorni alterni (quando va bene).
    Organizzare il disordine cosmico mi rasserena. 
    L'organizzazione è la mia ancora di salvezza.
    Un mobile organizzato al giorno toglie la neuro di torno. 
    Organizzo, ergo sum.
     Ho reso l'idea?
     In ogni caso...

      P.S. Non è bellissimo il girotondo di calze?

    (-193; determinazione: altissima; umore: luminoso; obiettivo: festeggiare; risultato: ottenuto)

    martedì 21 maggio 2013

    Paroladordine: organizzare lo studio (1)

    Caro Diario,
     questa è la storia di una libreria irrequieta.
     Premessa: quando acquistiamo questa casa, riesco a vedere già con occhi sberluccicosi come trasformare il vecchio e malconcio cassero in uno studio. Il mio studio. Nei miei progetti, tre pareti sono tappezzate di libri, vedo un'enorme libreria che si sviluppa tutto attorno, sopra la portafinestra e il passaggio verso il soggiorno. E sulla parete di sinistra, prevedo una nicchia per il pc, la stampante, il modem e tutto quel che serve.
     Dopo il trasloco, mi guardo attorno e mi rendo conto che la solitaria Expedit 5x5 e il tavolo della nonna non bastano, c'è bisogno di un'altra libreria. E così fa il suo ingresso una nuova Expedit pseudo 5x5, perché nel centro ha una nicchia per appendervi la tv.
     Prima versione La posizioniamo sulla parete di sinistra, inseriamo il pc al posto della tv, la stampante al posto del lettore dvd, il modem, attacchiamo un piano per tastiera estraibile, togliamo uno scaffalino per far spazio alla pcu. Perché il marito non la vuole per terra ("Prende polvere!" asserisce). Ma io non la sopporto: rompe la simmetria, troppo alta, troppo profonda (esce di 10 cm), troppo blu. Mumble mumble.
     Seconda versione Togliamo pc, pcu, stampante, modem, piano estraibile (che vanno a finire altrove - ma questa è un'altra storia), riposizioniamo lo scaffalino e inseriamo altri divisori verticali per modificare l'Expedit da pseudo 5x5 a vera 5x5.
     Ma il caso vuole che un giorno d'estate un fulmine improvviso dia il colpo di grazia al povero pc. E che un caro amico decida di cambiare tecnologia e ci dia il suo Mac. "Ehi, il Mac non ha pcu!" è il mio primo pensiero. E che sia giunto il momento di ridisegnare lo studio (leggi, trasformare la stanza della vergogna in un luogo accogliente in cui studiare, scrivere e lavorare). Mumble mumble.
     Terza versione Togliamo divisori verticali, libri e cianfrusaglie accumulatesi nel tempo, aggiungiamo un fondo, riorganizziamo i libri, aggiungiamo Mac, modem, telefono, lampada e due piani estraibili - uno per la tastiera, l'altro per la stampante. Et voilà!


     Quarta versione Anche questa è un'altra storia, ma non la conosco. Non ancora ;-)

    (-226; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo riorganizzare lo studio; risultato: in fieri)

    domenica 28 aprile 2013

    Lavori in corso: lo studio (bis)

    Caro Diario,
     anche oggi piove, anche oggi il cielo è grigio, anche oggi salta la passeggiata all'aria fresca, ma io sorrido.
     Perché possiamo finalmente tirare un po' di righe sulle voci della lista delle cose da fare nello studio. Tra giovedì e oggi riusciamo a (1) svuotare le librerie, (2) pulirle, (3) mettere il fondo nero, (4) inserire i due piani estraibili, (5) pulire con l'aspirapolvere i libri, (6) riorganizzarli, (7) eliminare le cianfrusaglie, (8) pulire il tavolo della nonna, (9) riunire le sei sedie del tavolo sparse per la casa, (10) spolverare il lampadario - che è nero, non grigio (ehm).
     Indosso ancora la mascherina antipolvere a mo' di fascia e sono infinitamente stanca, ma contenta.
     E' da tempo che cerco un modo per rinnovare e rendere più accogliente (e produttivo) lo studio. Mi piacerebbe molto dipingere le pareti di un caldo color cioccolato, su cui far risaltare il bianco delle librerie e i colori dei libri; ma la stanza non è molto luminosa. Potrei dipingere le librerie di scuro, lasciando le pareti bianche; ma non sono affatto convinta. Quindi continuo a cercare nel web in cerca d'ispirazione, finché non trovo la geniale soluzione di Megan di Honey we're home. Folgorante!

     Prima - Tanto per fartene un'idea, ecco com'è la libreria giovedì mattina: caotica, impolverata e ingestibile.


     Durante - Togliamo tutti i libri e li impiliamo sui gradini e sul pianerottolo della scala {il Baldo sbuffa ed è piuttosto scocciato: non può più salire nella postazione da vedetta #1 per tenere sotto controllo il suo maniero}. Poi scostiamo la libreria dalla parete e la puliamo da cima a fondo: scacciamo ogni granello di polvere e cancelliamo ogni segno d'incuria. Adesso è bianca e profumata come il primo giorno in casa nostra!


     E ora il fondo. Togliamo dal suo involucro il lenzuolo Dvala di Ikea, lo srotoliamo sulla libreria e prendiamo le misure: è grande 240 x 260 cm e deve coprire un quadrato di 185 cm di lato. Tagliamo, tendiamo e, con l'aiuto della sparapunti, l'attacchiamo ben teso sul retro della libreria.


     Tanto per sicurezza, diamo un giro di nastro isolante bianco tutto attorno. Et voilà!


     Dopo - Ci vogliono sette ore, tra sabato pomeriggio e domenica mattina, per aspirare la polvere dai libri e riorganizzarli nei cubi. Lavoro lungo, ma piacevole: mentre coccolo i miei libri, scopro anche delle chicche nascoste, che proprio non ricordavo d'avere.
     Appena finito, mi allontano di qualche passo, mi appoggio alla parete e mi fermo a rimirare. Mi piace!


      Naturalmente, non è finita qui: ho ben cinque borse di cianfrusaglie a cui trovare un posto, dieci scatole da svuotare (son piene di appunti, ricerche, cartine, pieghevoli, guide turistiche, articoli di riviste - tutto da metter via) e ventuno portariviste da eliminare (con rispettivi articoli, fotocopie e riviste di archeologia da riorganizzare).
     Ma non oggi, ci penserò domani. Dopotutto domani è un altro giorno.

    (-240; determinazione: alle stelle; umore: luminosissimo; obiettivo: organizzare lo studio; risultato: a buon punto)
    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...