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mercoledì 20 aprile 2016

Lavori in corso (lunghi lavori in corso) in soggiorno

Caro Diario,
  e no, che non stiamo fermi!
  Dopo la cucina, ci diamo dentro col soggiorno. Il punto di partenza è sempre lo stesso: risanare i muri rovinati dall'umidità e posizionare i nuovi battiscopa bianchi. Il punto d'arrivo è diffondere un po' di bellezza per rendere questa stanza un luogo armonioso e piacevole per noi e per i nostri ospiti {n.d.a. il Baldo, in verità, si rilassa ovunque - tranne in vacanza}.
  Iniziamo con la parete della tivù: via il vecchio mobile basso, via la fila di cassettini e benvenuto nuovo mobile pensile! Voluto progettato da me, realizzato dal marito - come sempre - e poco apprezzato dal Baldo: non può più appoggiarsi mentre fa la pennica e non può più giocare a "butta-giù-il-mondo" con la coda. Se ne farà una ragione.
  Se vuoi sapere com'è organizzato dentro, vai su Paroladordine!

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  Tre muri su quattro sono già risanati e imbiancati,  due su quattro sfoggiano i nuovi battiscopa in bianco ral 9010 (come gli infissi), uno su quattro è del tutto rinnovato. In poche parole, c'è ancora molto da fare:
  • risanare e imbiancare il quarto muro (quello del camino)
  • aggiungere i battiscopa agli altri due muri (quelli del divano lungo e del camino)
  • togliere la mensola sopra al divano lungo (prima serviva per appoggiarvi le scatole dei dvd, ma da quando c'è il nuovo mobile tivù non serve più) e scegliere i quadri da appendere
  • appendere nuovi quadri sopra al divano corto
  • appendere uno specchio grande sopra al camino
  • trovare la poltrona dei miei sogni per poter uncinettare accanto al camino
  • cambiare i divani
  • aggiungere l'illuminazione giusta
  Ti terrò aggiornato. Intanto si accettano scommesse: in quanto tempo finiremo il soggiorno???

(-217; determinazione: allenata; umore: allegro; sorriso del giorno: evviva il nuovo soggiorno!)

mercoledì 19 agosto 2015

Lavori in corso: il cortile (1)

Caro Diario,
  ti racconto una storia.
  È la storia di un povero cortile poco curato, bistrattato e pure un po' dimenticato. Agli inizi è in stato d'abbandono, ricoperto di asfalto e erbacce in parti uguali. Nell'angolo una scala di pietra lo unisce al ballatoio, ora non c'è più. Per anni è innaffiato di cemento e cosparso di terra e ghiaia - trasferiti poi all'interno di casa a fare bella mostra di sé sul parquet (nuovo). Ma le cose cambiano, per fortuna.
  Il Lavoro Dell'Estate 2015 è ridare lustro al cortile. Perché il cortile è la prima cosa che si vede di casa nostra, ancor prima di raggiungere la porta d'ingresso e bussare: un brutto cortile è un brutto benvenuto. Non solo per gli ospiti, comprensivi oltre ogni misura, ma soprattutto per noi: vogliamo che il cortile ci accolga col suo sorriso più smagliante, per sorridere a nostra volta con calore.
  Perciò diamoci dentro!
  Sappiamo già come lo vogliamo: 
  • nuova pavimentazione
  • nuova aiuola per fiori e piante 
  • dipingere la facciata di casa
  • ridipingere il casotto dei bidoni, i portoni del garage, le ringhiere, le persiane
  • chiudere con un graticcio il fienile
  • rivestire il cancello
  Iniziamo a concentrarci sulla pavimentazione: lavoro lungo, da farsi durante le vacanze del marito (povero marito, che sogna vacanze vere fatte di dolce far niente). Abbiamo deciso di reimpiegare le lastre di pietra ricavate dalla ristrutturazione: le vogliamo posare con una fuga larga, per permettere all'erba di crescere e dare un tocco di colore all'intero cortile. Per posizionare le lastre al livello giusto rispetto alle pendenze per lo scolo dell'acqua e alla quota dei marciapiedi, dobbiamo abbassare il terreno. Quindi si scava! 

Togli le pietre

  Sotto allo strato di terra mista a ghiaia e residui di cemento si nasconde un letto di ciottoli di fiume, la vecchia pavimentazione. Quindi, per scendere al livello giusto, dobbiamo toglierli. Numerose carriole più tardi, sono in giardino: un gran mucchio di ciottoli pronti per essere trasformati in future bordure.
  Fatto questo, possiamo realizzare l'aiuola lunga e stretta che delimita il lato ovest del cortile. Riutilizziamo i vecchi cordoli in cemento della vecchia aiuola, molto più lunga e larga della nostra, e riempiamo i buchi tra le pietre del muro di confine.

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Metti le pietre

  Quando raggiungiamo il livello giusto, possiamo scegliere le lastre di pietra migliori. Lavoro lungo, faticoso e pesante - soprattutto sotto il sole cocente di giugno! 
Scelte le pietre, le posizioniamo in file per trovare gli accostamenti giusti.
  Quindi le spostiamo sui marciapiedi (dopo averle fotografate e numerate), fissiamo la guaina al marciapiede, aggiungiamo un tubo tra griglia e pozzetto e iniziamo a stendere uno strato di cemento, su cui posiamo definitivamente le lastre di pietra: prima lungo i bordi, dove è più facile controllare la quota con l'aiuto di una staggia, poi verso il centro, procedendo dal cancello al garage. In alcuni casi (troppi) abbiamo dovuto scavare ulteriormente il terreno, perché le pietre erano più spesse di altre. Un altro lavoro lungo, faticoso e di precisione.

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Riempi le fughe

  Riutilizziamo la terra nera, recuperata dai lavori di sistemazione del giardino e conservata per otto anni in due barili, e la stendiamo tra le fughe. Seminiamo l'erba, del tipo resistente perché il cortile sarà il regno del Baldo e di Pagnottella (la macchina). Bagniamo e aspettiamo che cresca: quando finalmente spuntano i primi fili è una festa!
  L'erba ben bagnata cresce in fretta nonostante l'arsura di luglio, e dopo due settimane e mezzo dobbiamo già tagliarla: felicità!

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Riempi l'aiuola

  È tempo di andare al vivaio per scegliere le piante per l'aiuola. Vogliamo delle rose rampicanti, che riempiano il muro divisorio in pietra di foglie verdi e di boccioli profumati. Chiediamo consiglio a Cristina di Un giardino di libri e andiamo in cerca di rose Lady Waterlow: purtroppo il vivaio a cui ci rivolgiamo non le ha, ma scegliamo altri due tipi, le Cesar e le Flower Rain. Non vediamo l'ora di vederle fiorite!
  Per aggiungere altro colore, abbiamo acquistato anche delle petunie viola, delle begonie rosa e delle zinnie bianche per abbellire i davanzali delle finestre.

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  Questa è la storia del nostro cortile: i lavori non sono ancora completati, ma il risultato fin qui ci piace moltissimo e rientrare a casa è diventata una gioia.

P.S: Quando scrivo "noi" intendo "io dirigo e il marito esegue". Molto più breve usare "noi".

P.P.S. Al Baldo tutto questo non piace: non può più scavare buche rinfrescanti nel cortile, non può più nascondere i tozzi di pane nella terra della vecchia aiuola scancagnata, non può fare pipì sulle rose... Insomma, un disastro.

(- 12; determinazione: sopravvive; umore: resiste; sorriso del giorno: il cortile quasi nuovo!)

mercoledì 4 marzo 2015

#14: ispirazione

Caro Diario,
  allacciati le cinture di sicurezza.
  Nel bel mezzo di una calma piatta-davvero-piatta, all'improvviso saltan fuori tantissime idee e un nuovo sprint: bisogna stare attenti a non venirne travolti.
  Basta poco, poco davvero (il famoso zic): nel nostro caso quel poco è un tappeto in mosaico davanti alla casa che fu di Virginia Woolf a Londra (sì, nel fine settimana mi trovo a Londra per qualche ora - quaranta, per la precisione).

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 Visto, fotografato, mostrato al marito: illuminati. È così che voglio rivestire il marciapiede del cortile; e il patio; e i balconi. "Ti piace?" gli chiedo. "Sì" dice lui e già pensa di acquistare la lama per piastrelle. 
  È fatta.
  Dalla calma piatta a una tempesta di idee e in pochi minuti decidiamo i prossimi lavori per rendere casa nostra più nostra:
  1. finire il garage (bancone, scaffali, pavimento, stoccaggio)
  2. pavimentare il cortile
  3. imbiancare la casetta dei bidoni, il cancello e le ringhiere del balcone in cortile
  4. rivestire di tappeti in mosaico il marciapiede, il patio e i balconi
  5. rifare la cucina
  6. finire di dipingere la casa
  7. progettare l'orto e il giardino - ho voglia di fiori, quest'anno
  Avremo una primavera, un'estate e un autunno molto intensi. E quel che rimane dell'inverno, lo passeremo a terminare l'organizzazione della lavanderia, dell'archivio e della libreria - tutti lavori iniziati, ma accantonati per mancanza d'interesse.
  Ma da quando ho scoperto che posso voler bene a casa nostra anche a tempo indeterminato, ho ricominciato ad aggiungere voci sulla luuunga lista delle cose da fare. 
  La sai una cosa, mio caro Diario? Non vedo l'ora di completare tutta l'organizzazione degli spazi di casa (manca poco), per dedicarmi alle "coccole" - intese proprio come gesti di affettuosità nei suoi confronti. 
  Quindi, allacciati le cinture di sicurezza: ci sarà da ballare!
(-27; determinazione: alta; umore: alto; sorriso del giorno: liste!)

lunedì 28 aprile 2014

Lavori in corso: Il Ripostiglio (3)

Caro Diario, 
 qui la storia si fa sempre più complicata.
 È complicato dare un volto definitivo al Ripostiglio: esso si ribella a ogni tentativo di addomesticazione. Si sovrappongono altri impegni, altre incombenze, soprattutto si fa avanti con prepotenza la complicata Questione Cucina (ma questa è un'altra storia). Nel frattempo i lavori nel Ripostiglio languono.
 Ma non è colpa nostra: quel lontano giorno mentre dico: "settimana prossima avremo Il Ripostiglio", sottovaluto tante cose. Prima fra tutte il gran lavoro di raddrizzamento della spalletta della nicchia. Fatta in extremis da un muratore (fasullo, capiamo poi) e mai digerita dal marito.
 Procediamo così:
1.
apriamo le ante del pensile e lo svuotiamo di tutto,
riempiendo il passaggio (già risicato) davanti alla libreria
ops, libreria inaccessibile fino a fine lavori
2.
smontiamo il piano con cassetto dell'ex home office,
quello fatto su misura dal marito e per cui non mi perdonerà mai
svitatore pronto all'uso
3.
smontiamo griglia, mensole e ante del pensile e
piano con cassetto dell'ex home office;
da questo momento non si torna più indientro
nicchia nuda e cruda, rimangono solo la presa del telefono e la ciabatta multiprese: che tristezza...
4.
diamo una mano di fondo per cancellare lo smalto color cioccolato,
uniformare la superficie e prepararla al prossimo colore
"mi raccomando, copri bene il pavimento!"
5.
inizia la parte critica: posizionare dei laterali diritti sui muri storti della nicchia
con l'aiuto di schiuma poliuretanica e puntelli vari
ci vuole qualche giorno tra applicazione dell'idea e asciugatura finale della schiuma,
ma i laterali ci sono e sono diritti!

 6.
tagliamo e montiamo le quattro ante - due corte sopra e due alte sotto -
infine scegliamo il colore per il muro di fondo: la parte più bella!
verde agave!
 Ed ecco tutto - per ora. Mancano all'appello:
- riempimento dislivello tra laterale sinistro e muro {la parte incriminata, che tanto fa innervosire il marito}
- intonaco, stabilitura e pittura del rattoppo
- inserimento griglie e mensole nella parte alta
 Poi sarò pronta a organizzare tutto quanto. Evviva!

Le varie fasi:
- Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)
- Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

(-2; determinazione: continua; umore: abbastanza buono; sorriso del giorno: il verde agave!)

mercoledì 13 novembre 2013

Cinquantunesima* settimana

Caro Diario,
 soffro di uno strano caso di letargo al contrario.
 Solitamente la natura s'addormenta con l'arrivo dell'inverno, passa al caldo ben pasciuta i giorni e i mesi più freddi, e a primavera, con un grande sbadiglio, si stropiccia gli occhi e torna a sorridere.
 Io no. Io vado in letargo in estate: per un motivo o per un altro (lavoro, studio, casa da ristrutturare) mi blocco, metto a nanna i miei progetti, faccio loro una carezza e sussurro "Ci vediamo a dicembre".
 Ecco perché son felice di quest'aria gelida. So che tra poco il marito desisterà dai grossi lavori per finire la casa e potrà dedicarsi (ahilui, senza tregua!) ai piccoli lavori per ri-finire la casa. Io contenta.
 Pregusto quel momento prendendo misure, sognando a occhi aperti, studiando a memoria CasaFacile e la casa dell'amica che ha trovato una soluzione simile a quella che vorrei io - e ora, quasi quasi, le chiedo come si trova... Insomma, mi sto svegliando dal letargo.
 I lavori da fare? Innanzitutto finire quelli interrotti:
  1. organizzare e abbellire lo studio
  2. organizzare i cassettoni del sottoscala
  3. riorganizzare la credenza in cucina
 Poi iniziare quelli nuovi:
  1. costruire e organizzare Il Ripostiglio (un vero ripostiglio alto!)
  2. riorganizzare la lavanderia (ora sede anche dell'attuale finto ripostiglio)
  3. riorganizzare l'archivio (che andrà ne Il Ripostiglio)
  4. riorganizzare la libreria (che sarà priva di archivio)
  5. costruire una mini cabina armadio nell'angolo tra gli armadi
  6. riorganizzare gli armadi
  7. creare il mio angolo craft (finalmente)
  8. creare il suo angolo della musica (finalmente)
 Infine ci sono quelli grossi, che rimanderemo in primavera - se ancora ne avremo voglia e forza:
  1. risolvere il problema umidità
  2. riorganizzare tutta la cucina (nuovi mobili, nuova disposizione, varie ed eventuali)
 Ce ne sono altri, a bizzeffe, d'ogni genere e tipo. Ma devo pur essere realista: sarà un enorme successo se riusciremo a completare anche solo un terzo di queste voci!
 Intanto segnalo il Nuovo Piano D'Attacco, e poi si vedrà:


(-11; determinazione: semperviridens; umore: piacevole; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)

* Sì, cinquantunesima (LI o 51°) settimana! Pare che abbia dato i numeri un paio di volte, con questi conteggi. Strano, son sempre stata brava in matematica. Ehm.

martedì 2 aprile 2013

Lavori in corso: lo studio

Caro Diario,
 quanto adoro progettare!
 Prima di organizzare uno spazio di casa, mi dedico a un luuungo lavoro preliminare:
  1. innanzitutto fisso intensamente quello spazio più volte al giorno per più giorni. Finché non me lo sogno di notte;
  2. poi cerco nel web e nelle riviste d'arredamento ogni spunto interessante e declinabile a casa nostra. E inizio a fantasticare;
  3. quindi prendo le misure e fo uno schizzo della stanza, come la vorrei. Con tanto di letterine e legenda;
  4. infine compilo una lista delle cose da fare (comprare, riutilizzare, costruire). A questo punto il marito storce il naso, mentre io mi frego le mani contenta!
 Ora che il mobile sottoscala è finito, si passa al prossimo progetto: lo studio.
 A casa nostra lo studio si trova in un angolino, tra il soggiorno, il bagno verde e le scale che portano di sopra (seguire le frecce). Ha un'unica portafinestra che dà a est sul giardino e al mattino s'illumina di una luce dorata. Per ora ospita mobili di ogni genere: due librerie gemelle (di cui una con il vano per la televisione), un vecchio scaffale di recupero (in coppia con una cassettiera nella mia cameretta da bambina), una mensola spessa e il glorioso tavolo antico della nonna. Dovrebbe essere il luogo in cui lavorare e produrre con gioia, ma in poco tempo diventa il magazzino di casa: così non funziona, è giunto il momento di riportare al suo originale scopo questo locale.
 E come per incanto, sono già alla terza fase: ta-dan!

 

  Ed ecco passo passo i lavori da fare:
- togliere libri e affini dalle librerie
- aggiungere un fondale alle librerie (colore scelto: nero, per dar profondità)
- tagliare e installare due scaffali estraibili per tastiera e stampante (nell'ex vano tivù della libreria)
- riorganizzare i cassetti
- aggiungere la mensola sopra lo scaffale
- spolverare e riorganizzare i libri
- appendere un po' di quadri
- rivestire le sedie della nonna
- procurare due poltrone comode per lavorare (per me e per il marito)

 In realtà quel che vorremmo realmente, mio caro Diario, è una grande libreria che si sviluppa su tutte e tre le pareti e a ponte sopra la portafinestra e i passaggi verso il bagno verde e il soggiorno. Sospiro. Prima o poi.

(-265; determinazione: buona; umore: soleggiato; obiettivo: progettare lo studio; risultato: ottenuto)

sabato 16 febbraio 2013

Lavori in corso: il (mini) ripostiglio

Caro Diario,
 il mio fine settimana sarà lungo un giorno in più.
 Stamane mi sveglio convinta che sia domenica (e ieri sera mi addormento convinta che sia sabato): scoprire di avere ventiquattro ore in più di scanzonata vita familiare è un vero regalo.
 Con ritmi laschi, ci mettiamo subito al lavoro: c'è un (mini) ripostiglio che aspetta d'esser riorganizzato.
 Si tratta del vano sottoscala, ubicato in un angolo del bagno verde. Fino a un paio di giorni fa drappeggiato con una tenda tristissima - e odiatissima dal marito. Ora, invece, sfoggia un paio di ante di legno nuove di zecca, che mi commuovono al sol pensiero. Perché questo è uno degli spazi più desiderati che mai, ma anche tra i più tribolati.
 In origine è riempito dalla lavatrice. Poi la lavatrice emigra al piano di sopra, nella sua lavanderia fucsia Quindi ospita svogliatamente una raccolta di detersivi, spugnette, secchi, due o tre elettrodomestici e la bilancia del Baldo. Ora è pronto per trasformarsi in un (mini) ripostiglio super organizzato.
 Prima, però, bisogna:
- dipingere di bianco il telaio delle ante
- dipingere di bianco l'esterno delle ante
- rivestire di carta l'interno delle ante
- rivestire di carta la mensola già esistente
- fissare le maniglie
- fissare a parete un gancio lungo per il bastone e il tubo dell'aspirapolvere
- fissare all'interno dell'anta sinistra uno scaffale per detersivi, detergenti e spugnette
- fissare all'interno dell'anta destra un gancio multiplo per scope
- lavare e allestire il carrellino a tre piani (per ora si diverte a correre - inutilizzato - su e giù per il balcone nelle giornate ventose)


 Sembra poco, ma quella rifinitura bianca lucida ha cambiato tutto l'aspetto del (mini) ripostiglio. La carta adesiva la mette il marito: dopo soli cinque minuti risolve la questione in totale scioltezza.
 Io mi astengo: l'ultima volta che provo a ricoprire qualcosa (un cassetto), rischio di trasformare me stessa in una mummia appiccicosa e il cassetto in un ammasso di segatura. Grrrr

(-310; determinazione: media; umore: medio; obiettivo: riorganizzare il (mini) ripostiglio; risultato: in fieri)
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