Caro Diario,
sono in missione per conto di me stessa.
Stufa di raccontarti le mie letture mensili, oggi desidero darti motivo d’esser fiero di me: non compro un libro (di piacere) dall’inizio dell’estate.
Tutto inizia con una sfida lanciata nel mondo virtuale e raccolta in quello reale. Prometto di non acquistare libri nuovi finché non finisco di leggere quelli vecchi. Che poi vecchi non sono: alcuni sono intonsi, altri letti solo una volta e dimenticati per sempre, certi quasi invisibili.
Buttare via i libri è peccato, credo da sempre e ancora adesso. Per questo i libri dis-piaciuti sono su uno scaffale apposito in libreria con le pagine rivolte all’esterno, come per scomparire. Finché un giorno decido di scardinare le mie abitudini pur assecondando le mie convinzioni: ho bisogno di alleggerire il (mio) mondo. Svuoto la libreria e passo in rassegna ogni volume per dividerli in tre grandi gruppi: “ten giò i man”, “barlesc” e “boh?”.
I primi, quelli da non toccare perché contribuiscono alla mia struttura vitale, ci sono ancora tutti, ben allineati coi loro dorsi appariscenti.
I secondi sono al Libraccio e, magari, già in mano a qualcuno che sappia apprezzarli più di me.
I terzi rimangono per mesi in posizione supina sull’ultimo scaffale della libreria in attesa di giudizio.
Con loro prende forma la mia sfida: non acquisterò nemmeno un solo brano di un nuovo libro, finché non li avrò letti tutti! E così è: mi fanno compagnia per tutta l’estate e anche per l’autunno appena iniziato.
Letti sette su diciannove: ne elimino due, gli altri li riscopro con piacere, uno devo ancora decidere se lo voglio nella squadra (se va avanti così, dubito).
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mercoledì 10 ottobre 2018
giovedì 12 ottobre 2017
Un mese di libri. Settembre sparso
Caro Diario,
ancora una volta sarò breve.
A settembre leggo solo tre libri (tre?). Non so come sia possibile, ma è così.
Il cuore a due cilindri di Paolo Parodi mi porta nel mondo dei motociclisti. Tutto raccontato da un ribelle harleysta, cui stanno stretti gli obblighi, le restrizioni, le incoerenze, i riti dei club. Ma che ama in maniera profonda e sincera il rombo della sua moto e tutte le occasioni di crescita che sa offrire.
D'ora in poi guarderò meglio gli uomini in giacca e cravatta, per scoprire se dietro alla divisa da lavoro si nascondono orizzonti di dune, cadute sull'asfalto, corse sotto la pioggia, avventure da romanzi d'avventura e un motociclista vero.
La storia infinita di Michael Ende: amo. Fin dalla prima lettura, eoni e eoni fa. È un piacere incontrare di nuovo il coraggio di Atreiu, la fortuna di Fucur, la bellezza dell'Infanta Imperatrice, le storie che si generano l'una dall'altra. A ogni lettura scorgo una o più sfumature diverse. Questa volta trovo l'importanza di finire ciò che si è iniziato, e di chiedere aiuto alla persona giusta se è necessario.
Trovo anche altro. Di solito non mi piace il modo in cui la debolezza di Bastiano si trasforma in rivalsa, me ne vergogno quasi. Vado oltre e leggo un altro insegnamento: se ci allontaniamo dai nostri valori e dalla nostra vera essenza, rischiamo di perderci per sempre. Basta fermarsi, però, a cercarci per ritrovarsi e proseguire verso una vita migliore.
Riflessioni sul lavello. Disordinata? Stressata? Vivi nel caos? Prova il metodo FlyLady di Marla Cilley rientra tra i libri letti per lavoro. Non seguo il metodo FlyLady e non condivido l'orientamento religioso della comunità sorta attorno a Marla Cilley e il suo metodo. Però mi affascina: rappresenta una parte della società statunitense tanto lontana dal mio modo di essere. Eppure abbiamo qualcosa in comune.
ancora una volta sarò breve.
A settembre leggo solo tre libri (tre?). Non so come sia possibile, ma è così.
Il cuore a due cilindri di Paolo Parodi mi porta nel mondo dei motociclisti. Tutto raccontato da un ribelle harleysta, cui stanno stretti gli obblighi, le restrizioni, le incoerenze, i riti dei club. Ma che ama in maniera profonda e sincera il rombo della sua moto e tutte le occasioni di crescita che sa offrire.
D'ora in poi guarderò meglio gli uomini in giacca e cravatta, per scoprire se dietro alla divisa da lavoro si nascondono orizzonti di dune, cadute sull'asfalto, corse sotto la pioggia, avventure da romanzi d'avventura e un motociclista vero.
La storia infinita di Michael Ende: amo. Fin dalla prima lettura, eoni e eoni fa. È un piacere incontrare di nuovo il coraggio di Atreiu, la fortuna di Fucur, la bellezza dell'Infanta Imperatrice, le storie che si generano l'una dall'altra. A ogni lettura scorgo una o più sfumature diverse. Questa volta trovo l'importanza di finire ciò che si è iniziato, e di chiedere aiuto alla persona giusta se è necessario.
Trovo anche altro. Di solito non mi piace il modo in cui la debolezza di Bastiano si trasforma in rivalsa, me ne vergogno quasi. Vado oltre e leggo un altro insegnamento: se ci allontaniamo dai nostri valori e dalla nostra vera essenza, rischiamo di perderci per sempre. Basta fermarsi, però, a cercarci per ritrovarsi e proseguire verso una vita migliore.
Riflessioni sul lavello. Disordinata? Stressata? Vivi nel caos? Prova il metodo FlyLady di Marla Cilley rientra tra i libri letti per lavoro. Non seguo il metodo FlyLady e non condivido l'orientamento religioso della comunità sorta attorno a Marla Cilley e il suo metodo. Però mi affascina: rappresenta una parte della società statunitense tanto lontana dal mio modo di essere. Eppure abbiamo qualcosa in comune.
mercoledì 13 settembre 2017
Un mese di libri moltiplicato due: luglio e agosto
Caro Diario,
una volta un'amica e collega di studi mi chiede: "Come fai a leggere ancora, dopo una giornata di lezioni e di studio?"
Il fatto è che non riesco a immaginarmi senza leggere per diletto. La sera, la notte, il mattino prima dell'alba sono i miei momenti preferiti. Nella luce calda della lampada, leggo, viaggio e vivo altre vite. Altrimenti come potrei scoprire il mondo?
Luglio inizia con filosofia: leggo Qualunque fiore tu sia sboccerai di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff. L'uno è il presidente della Soka Gakkai, scuola laica di buddismo giapponese, l'altro è un filosofo e consulente filosofico. È un dialogo tra i due autori, su argomenti umani e filosofici. Porsi domande, esercitarsi alla saggezza, scegliere nel modo giusto, pensieri, pensieri, pensieri... Tutto ciò riaccende il mio antico amore per la filosofia. Un libro così denso che merita un'altra lettura.
In cerca di qualcuno che m'insegni a meditare (ho bisogno di far vagare la mente), mi ritrovo a leggere Felicità in questo mondo. Un viaggio alla scoperta del Buddismo e della Soka Gakkai di Giuseppe Cloza. Un librino di domande e risposte per avvicinare anche gli scettici a questa forma di buddismo. Scopro che questo tipo di meditazione non è quel che cerco, ma la filosofia della Soka Gakkai mi affascina molto.
Dall'estremo oriente all'estremo nord: L'analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson. La protagonista si trova sempre nel posto giusto al momento giusto (oppure al posto sbagliato al momento sbagliato?) e la sua semplice vita s'intreccia con quella di super potenze politiche di tutto il mondo. So che ci sarà un lieto fine, ma non ho idea di come mi ci porterà l'autore. Ed è questo il bello.
Ad agosto ho un disperato bisogno di fantasy: un romanzo fantasy cura ogni male, grande o piccino. Scelgo Re per sempre di Molly Cochran e Warren Murphy, perché non lo ri-leggo da tanto. Ri-scopro la storia, i caratteri dei personaggi, la trama e la giusta conclusione. Il re è proprio lui, Artù e non mancano Merlino, Nimue, la spada nella roccia e i cavallieri della Tavola Rotonda: il massimo. È riposante, affidarsi a un caro vecchio libro che mantiene le sue promesse.
Cerco un libro ben preciso, Solo bagaglio a mano di Gabriele Romagnoli, e lo trovo. Suggerito da un'amica-collega, sento sempre di più l'esigenza di conferme a una nuova serie di pensieri nati
quest'estate. L'autore definisce il suo libro come un piccolo manuale di resistenza umana: solo con un
bagaglio a mano leggero e funzionale si può vivere in pura sintonia con la nostra esistenza.
Mentre cerco quel libro, ne trovo un altro, Adesso di Chiara Gamberale, e lo prendo. Chiara Gamberale è per me come Banana Yoshimoto: scrive brevi romanzi, ma ogni parola pesa un macigno. Il significato, poi, cambia di volta in volta secondo l'umore con cui lo si legge. Racconta una storia d'amore sullo sfondo di altre storie d'amore. Non suscita batticuori, ma pensieri profondi.
Non è Natale, ma ricevo un regalo natalizio: Tengo tutto. Perché non si riesce a buttare via niente di Randy O. Frost e Gail Steketee. Loro sono due esperti di disposofobia e accompagnano il lettore alla ricerca delle possibili cause del disturbo di accumulo. È un libro di studio e lavoro, affascinante e illuminante.
Continuo a studiare: La regola dei 15 minuti. Come smettere di rimandare e prendere il controllo della tua vita in un quarto d'ora di Caroline Buchanan. Dal titolo penso che sia solo una tecnica per ottimizzare il tempo, invece è molto di più: l'autrice lo definisce un manuale per affrontare la vita e sono d'accordo con lei.
una volta un'amica e collega di studi mi chiede: "Come fai a leggere ancora, dopo una giornata di lezioni e di studio?"
Il fatto è che non riesco a immaginarmi senza leggere per diletto. La sera, la notte, il mattino prima dell'alba sono i miei momenti preferiti. Nella luce calda della lampada, leggo, viaggio e vivo altre vite. Altrimenti come potrei scoprire il mondo?
Luglio inizia con filosofia: leggo Qualunque fiore tu sia sboccerai di Daisaku Ikeda e Lou Marinoff. L'uno è il presidente della Soka Gakkai, scuola laica di buddismo giapponese, l'altro è un filosofo e consulente filosofico. È un dialogo tra i due autori, su argomenti umani e filosofici. Porsi domande, esercitarsi alla saggezza, scegliere nel modo giusto, pensieri, pensieri, pensieri... Tutto ciò riaccende il mio antico amore per la filosofia. Un libro così denso che merita un'altra lettura.
In cerca di qualcuno che m'insegni a meditare (ho bisogno di far vagare la mente), mi ritrovo a leggere Felicità in questo mondo. Un viaggio alla scoperta del Buddismo e della Soka Gakkai di Giuseppe Cloza. Un librino di domande e risposte per avvicinare anche gli scettici a questa forma di buddismo. Scopro che questo tipo di meditazione non è quel che cerco, ma la filosofia della Soka Gakkai mi affascina molto.
Dall'estremo oriente all'estremo nord: L'analfabeta che sapeva contare di Jonas Jonasson. La protagonista si trova sempre nel posto giusto al momento giusto (oppure al posto sbagliato al momento sbagliato?) e la sua semplice vita s'intreccia con quella di super potenze politiche di tutto il mondo. So che ci sarà un lieto fine, ma non ho idea di come mi ci porterà l'autore. Ed è questo il bello.
Cerco un libro ben preciso, Solo bagaglio a mano di Gabriele Romagnoli, e lo trovo. Suggerito da un'amica-collega, sento sempre di più l'esigenza di conferme a una nuova serie di pensieri nati
quest'estate. L'autore definisce il suo libro come un piccolo manuale di resistenza umana: solo con un
bagaglio a mano leggero e funzionale si può vivere in pura sintonia con la nostra esistenza.
Mentre cerco quel libro, ne trovo un altro, Adesso di Chiara Gamberale, e lo prendo. Chiara Gamberale è per me come Banana Yoshimoto: scrive brevi romanzi, ma ogni parola pesa un macigno. Il significato, poi, cambia di volta in volta secondo l'umore con cui lo si legge. Racconta una storia d'amore sullo sfondo di altre storie d'amore. Non suscita batticuori, ma pensieri profondi.
Non è Natale, ma ricevo un regalo natalizio: Tengo tutto. Perché non si riesce a buttare via niente di Randy O. Frost e Gail Steketee. Loro sono due esperti di disposofobia e accompagnano il lettore alla ricerca delle possibili cause del disturbo di accumulo. È un libro di studio e lavoro, affascinante e illuminante.
Continuo a studiare: La regola dei 15 minuti. Come smettere di rimandare e prendere il controllo della tua vita in un quarto d'ora di Caroline Buchanan. Dal titolo penso che sia solo una tecnica per ottimizzare il tempo, invece è molto di più: l'autrice lo definisce un manuale per affrontare la vita e sono d'accordo con lei.
mercoledì 5 luglio 2017
Un mese di libri (moltiplicato due): maggio e giugno, che confusione!
Caro Diario,
ben ritrovato.
Vorrei scriverti che in questi ultimi mesi mi arrampico sulla vetta più alta del mondo, mi tuffo negli abissi più profondi, conosco mondi lontani e parlo mille lingue.
In realtà lavoro. Qualcuno di mia non-conoscenza direbbe: "Banale".
Lavoro troppo, per i miei gusti, e le mie letture ne risentono: confuse, senza un filo conduttore, sparpagliate e pure un poco arruncigliate.
Inizio con Una visita guidata e L'imbarazzo della scelta di Alan Bennett, autore che adoro. Scrive di quadri, del suo rapporto con l'arte e dei suoi preferiti. Con il solito umorismo sottile con cui descrive, altrove, la signora del furgone che viveva nel suo giardino. Fa venir voglia di guardarli dal vivo, quei quadri, e di fare un giro di contemplazione in una galleria.
Invece vado In Asia con Tiziano Terzani. Laos, Cambogia, Vietnam, Cina, Corea, Filippine, Giappone, isola di Sakhalin, Birmania, Pakistan, India, Sri Lanka, Tibet. La fetta di storia di un continente: mi piace scoprire gli avvenimenti di un passato recente per paragonarli a ciò che accade oggi. Ci si dimentica in fretta che cosa eravamo.
Ho bisogno di qualcosa di leggero, ma non troppo. Mi affido a La signora dei funerali di Madeleine Wickham (alias Sophie Kinsella). Mi piace, perché il lieto fine è una possibilità, una porta aperta sul cambiamento. In generale, una lettura che scorre tranquilla, senza i batticuori né i nervosismi tipici di sua "cugina" Becky Bloomwood.
Due intervalli rassicuranti e molto gustosi di Agatha Christie - Addio, Miss Marple e La morte nel villaggio - prima e dopo un libro tosto e denso: Donna alla finestra di Catherine Dunne. Un'altra storia familiare, ricca di mille risvolti, dolori, ripercussioni, vendette - come solo la realtà sa essere. È da qualche anno che non lo rileggo, come gli altri suoi libri - con l'eccezione di La metà di niente e L'amore o quasi - non si concludono con un sospiro di sollievo: sono indagini oggettive di relazioni affettive, condotte con attenzione e bravura. Lei è una delle mie autrici preferite.
Leggo tanti altri libri: li inizio convinta, poi li metto da parte. Non ho più segnalibri, son tutti sparsi tra le pagine in attesa! Li finirò? Non lo so...
giovedì 11 maggio 2017
Un mese di libri, aprile mitico
Caro Diario,
aprile segna l'inizio di un periodo intenso e stancante.
Per questo mi butto sui libri e la prima cosa che faccio ogni giorno è identica all'ultima cosa che faccio ogni giorno: leggo. Per fortuna lascio il libro di turno sul comodino, altrimenti al lavoro sarei di continuo tentata.
Inizio e finisco La signora di Avalon di Mary Zimmer Bradley. È un libro ponte, tra Le querce di Albion e Le nebbie di Avalon, e non mi fa impazzire. Leggo quasi tutti i suoi libri e, tra tutti, mi piace davvero solo uno: La torcia. Mi annoiano lo stile, la monotonia (alla fin fine, scrive sempre delle stesse cose), il pessimismo, la triste traduzione; eppure, ogni tanto la leggo. Forse per i mondi che evoca? Può darsi. Ma aspetterò un po' prima di leggere l'ultimo libro della trilogia.
Dopo tanti anni d'attesa, infine eccolo: L'epopea di Gilgamesh a cura di Nancy Katharine Sandars. L'autrice è un'archeologa preistorica e in questo piccolo librino racchiude anni di ricerche, scoperte, interpretazioni, sogni e poesia. Narra la storia del più antico eroe conosciuto, Gilgamesh, re di Uruk "che conobbe i paesi del mondo", per due terzi dio e un terzo uomo. Gilgamesh, esuberante e pieno di vita, teme solo una cosa: la morte. Perciò vaga fino ai confini del mondo per scoprire il segreto dell'immortalità. Ma l'immortalità è una prerogativa divina, gli dicono, e a Gilgamesh non resta che tornare a casa sconfitto, con meno esuberanza e più saggezza. Ora sa che lo scopo di ogni persona è fare ciò per cui si è nati, nel miglior modo possibile.
Quanta verità! I Sumeri ne sapevano più di noi.
Mi prestano i libri del ciclo Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo di Rick Riordan e con somma felicità mi ci tuffo. Sono libri per ragazzi curati in ogni dettaglio: belle trame, bei personaggi, bel coinvolgimento, bei titoli (stravedo per i titoli dei capitoli!), bello tutto. Complimenti all'autore (e al curatore) per l'ottima idea di unire due passioni (la mitologia e la scrittura) e tanto divertimento.
aprile segna l'inizio di un periodo intenso e stancante.
Per questo mi butto sui libri e la prima cosa che faccio ogni giorno è identica all'ultima cosa che faccio ogni giorno: leggo. Per fortuna lascio il libro di turno sul comodino, altrimenti al lavoro sarei di continuo tentata.
Inizio e finisco La signora di Avalon di Mary Zimmer Bradley. È un libro ponte, tra Le querce di Albion e Le nebbie di Avalon, e non mi fa impazzire. Leggo quasi tutti i suoi libri e, tra tutti, mi piace davvero solo uno: La torcia. Mi annoiano lo stile, la monotonia (alla fin fine, scrive sempre delle stesse cose), il pessimismo, la triste traduzione; eppure, ogni tanto la leggo. Forse per i mondi che evoca? Può darsi. Ma aspetterò un po' prima di leggere l'ultimo libro della trilogia.
Dopo tanti anni d'attesa, infine eccolo: L'epopea di Gilgamesh a cura di Nancy Katharine Sandars. L'autrice è un'archeologa preistorica e in questo piccolo librino racchiude anni di ricerche, scoperte, interpretazioni, sogni e poesia. Narra la storia del più antico eroe conosciuto, Gilgamesh, re di Uruk "che conobbe i paesi del mondo", per due terzi dio e un terzo uomo. Gilgamesh, esuberante e pieno di vita, teme solo una cosa: la morte. Perciò vaga fino ai confini del mondo per scoprire il segreto dell'immortalità. Ma l'immortalità è una prerogativa divina, gli dicono, e a Gilgamesh non resta che tornare a casa sconfitto, con meno esuberanza e più saggezza. Ora sa che lo scopo di ogni persona è fare ciò per cui si è nati, nel miglior modo possibile.
Quanta verità! I Sumeri ne sapevano più di noi.
Mi prestano i libri del ciclo Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo di Rick Riordan e con somma felicità mi ci tuffo. Sono libri per ragazzi curati in ogni dettaglio: belle trame, bei personaggi, bel coinvolgimento, bei titoli (stravedo per i titoli dei capitoli!), bello tutto. Complimenti all'autore (e al curatore) per l'ottima idea di unire due passioni (la mitologia e la scrittura) e tanto divertimento.
mercoledì 5 aprile 2017
Un mese di libri. Marzo col turbo
Caro Diario,
a marzo leggo anche per febbraio.
E siccome è un mese forsennato e pieno zeppo di cose, mi chiedo quando riesco a leggere ben sette libri.
Vero è che la maggior parte sono libri bellissimi, che scorrono via come l'acqua fresca dal bicchiere. Alcuni li conosco da sempre, altri son nuovi. Eccoli.
Finisco Ragione e sentimento di Jane Austin e continuo a mal sopportare Marianne. Mi vien da dire che comprendo poco Edward, mentre di Lucy e di Fanny conosco il tipo. È ora di leggere il prossimo romanzo dell'autrice, correrò ai ripari.
Prendo in prestito Una piccola libreria a Parigi di Nina George, attirata dal titolo. Tutto mi aspettavo fuorché la storia narrata. Arrivo a più di metà, ma proprio non mi cattura, non è vivo. Perciò, quando mi capita tra le mani un libro nuovo, lo abbandono senza tanti rimpianti.
Il libro nuovo è Né giusto né sbagliato di Paul Collins. Mi rapisce fin dalla prima pagina: lo leggo in treno, per strada, a letto prima di addormentarmi e appena sveglia, a colazione. Lo leggo in due giorni, dal tanto che mi prende. È la storia di un padre (l'autore) che scopre l'autismo di suo figlio, intrecciata alla storia delle scoperte e ricerche di studiosi e autistici. È un libro avvincente, scritto in modo meraviglioso, che aiuta a conoscere un po' di più l'autismo.
Poiché anche questo è un libro in prestito, lo ordino in libreria per poterlo rileggere.
Via la polvere dalla casa e dalla mente di Karen Kingston è IL libro di space clearing, ovvero l'arte di fare spazio, ideato dall'autrice e basato sul feng shui (leggesi feng-sciuèi), l'antica scienza architettonica cinese. Molto interessante, da mettere in pratica appena possibile.
Altro prestito, in attesa che venga rieditato.
Le donne erediteranno la terra di Aldo Cazzullo mi attira per il titolo e la copertina degna di un fantasy. Lo leggo tutto, fino in fondo, anche se per tutta la durata del libro non capisco mica bene perché le donne erediteranno la terra. Perché ora di chi è, la Terra?
Sono interessanti le storie di donne "fuori norma", anche se non capisco a che cosa servano. Certo, l'autore sa scrivere bene, in ogni senso.
Ogni tanto ho bisogno di rileggere il mio libro del cuore, La foresta incantata di Mary Stewart. Mentre lo leggo, mi ritrovo seduta al tavolo della cucina con una tazza di tè fumante e qualche biscotto sul piattino dal bordo dorato: ho sedici anni, vado al liceo e mi sto innamorando di questo romanzo. Mi piace tutto, tutto, tutto.
Le querce di Albion di Marion Zimmer Bradley: da quanto non lo leggo! L'ultima volta ne rimango amareggiata - odio le storie che finiscono male - ma stavolta son preparata. È un fantasy storico, ambientato nella Britannia del I secolo, nel bel mezzo dei contrasti tra romani e britanni. Ci sono druidi, sacerdotesse, oracoli, nazareni, divinità... C'è tutta l'autrice. E mentre leggo penso a quanto sia ripetitiva nelle sue storie e a quanto sia poco avvincente la sua scrittura (o la traduzione!), eppure i suoi libri sono sempre belli.
a marzo leggo anche per febbraio.
E siccome è un mese forsennato e pieno zeppo di cose, mi chiedo quando riesco a leggere ben sette libri.
Vero è che la maggior parte sono libri bellissimi, che scorrono via come l'acqua fresca dal bicchiere. Alcuni li conosco da sempre, altri son nuovi. Eccoli.
Finisco Ragione e sentimento di Jane Austin e continuo a mal sopportare Marianne. Mi vien da dire che comprendo poco Edward, mentre di Lucy e di Fanny conosco il tipo. È ora di leggere il prossimo romanzo dell'autrice, correrò ai ripari.
Prendo in prestito Una piccola libreria a Parigi di Nina George, attirata dal titolo. Tutto mi aspettavo fuorché la storia narrata. Arrivo a più di metà, ma proprio non mi cattura, non è vivo. Perciò, quando mi capita tra le mani un libro nuovo, lo abbandono senza tanti rimpianti.
Il libro nuovo è Né giusto né sbagliato di Paul Collins. Mi rapisce fin dalla prima pagina: lo leggo in treno, per strada, a letto prima di addormentarmi e appena sveglia, a colazione. Lo leggo in due giorni, dal tanto che mi prende. È la storia di un padre (l'autore) che scopre l'autismo di suo figlio, intrecciata alla storia delle scoperte e ricerche di studiosi e autistici. È un libro avvincente, scritto in modo meraviglioso, che aiuta a conoscere un po' di più l'autismo.
Poiché anche questo è un libro in prestito, lo ordino in libreria per poterlo rileggere.
Via la polvere dalla casa e dalla mente di Karen Kingston è IL libro di space clearing, ovvero l'arte di fare spazio, ideato dall'autrice e basato sul feng shui (leggesi feng-sciuèi), l'antica scienza architettonica cinese. Molto interessante, da mettere in pratica appena possibile.
Altro prestito, in attesa che venga rieditato.
Le donne erediteranno la terra di Aldo Cazzullo mi attira per il titolo e la copertina degna di un fantasy. Lo leggo tutto, fino in fondo, anche se per tutta la durata del libro non capisco mica bene perché le donne erediteranno la terra. Perché ora di chi è, la Terra?
Sono interessanti le storie di donne "fuori norma", anche se non capisco a che cosa servano. Certo, l'autore sa scrivere bene, in ogni senso.
Ogni tanto ho bisogno di rileggere il mio libro del cuore, La foresta incantata di Mary Stewart. Mentre lo leggo, mi ritrovo seduta al tavolo della cucina con una tazza di tè fumante e qualche biscotto sul piattino dal bordo dorato: ho sedici anni, vado al liceo e mi sto innamorando di questo romanzo. Mi piace tutto, tutto, tutto.
Le querce di Albion di Marion Zimmer Bradley: da quanto non lo leggo! L'ultima volta ne rimango amareggiata - odio le storie che finiscono male - ma stavolta son preparata. È un fantasy storico, ambientato nella Britannia del I secolo, nel bel mezzo dei contrasti tra romani e britanni. Ci sono druidi, sacerdotesse, oracoli, nazareni, divinità... C'è tutta l'autrice. E mentre leggo penso a quanto sia ripetitiva nelle sue storie e a quanto sia poco avvincente la sua scrittura (o la traduzione!), eppure i suoi libri sono sempre belli.
mercoledì 1 marzo 2017
Un mese di libri. Febbraio, un viaggio lento lento
Caro Diario,
sarò breve, anzi: telegrafica.
Libri letti a febbraio: uno e mezzo. Stop.
Stupita pure io. Stop.
Viaggi e viaggiatori dell'antichità di Lionel Casson. Stop.
Avvincente e appassionante come un romanzo. Ma non è un romanzo. Stop.
Storia del viaggio fin dalle prime testimonianze antiche. Stop.
Tanta voglia di viaggiare. In ogni epoca. Stop.
Ragione e sentimento di Jane Austen. Stop.
Autrice conosciuta da poco. Stop.
Già letto, riletto volentieri per conoscerlo meglio e farlo mio. Stop.
Divertente, anche se solo al nono capitolo. Stop.
Potessi strozzare Marianne, farei subito. Stop.
sarò breve, anzi: telegrafica.
Libri letti a febbraio: uno e mezzo. Stop.
Stupita pure io. Stop.
Viaggi e viaggiatori dell'antichità di Lionel Casson. Stop.
Avvincente e appassionante come un romanzo. Ma non è un romanzo. Stop.
Storia del viaggio fin dalle prime testimonianze antiche. Stop.
Tanta voglia di viaggiare. In ogni epoca. Stop.
Ragione e sentimento di Jane Austen. Stop.
Autrice conosciuta da poco. Stop.
Già letto, riletto volentieri per conoscerlo meglio e farlo mio. Stop.
Divertente, anche se solo al nono capitolo. Stop.
Potessi strozzare Marianne, farei subito. Stop.
mercoledì 1 febbraio 2017
Un mese di libri. Gennaio emotivo
Caro Diario,
quanti libri ci sono in un mese?
Perché non iniziamo a misurare i mesi in libri letti, invece che in giorni vissuti? Così i trentun giorni di gennaio diventano mesi e anni e il tempo si dilata e quelle mezze ore al mattino e di sera li trasformano in una vita intera, più un'altra e un'altra ancora.
Mentre leggo, vivo una vita intensa e sento sensazioni forti e potenti.
Leggo Harry Potter e l'Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowlings e non passa volta che non mi commuova. Sono i romanzi più duri e dolorosi di tutta la saga. La rabbia, la paura, l'isolamento, l'incomprensione e il profondo dolore di Harry riempiono le parole e vibrano nelle pagine. Mi rivedo leggere per la prima volta il primo romanzo e vorrei avvisarmi: non lasciarti ingannare, ora sorridi ma dopo piangerai.
Mi commuovono e m'inducono a ragionare. Tremendi, ma belli.
Devo partire per un breve viaggio e decido di acquistare un libro in stazione, tra un treno e l'altro. So già quale: Come un romanzo di Daniel Pennac. Ché quando piace un autore, si vuol colmare ogni distanza. Lo leggo in tre giorni e mi fa molto pensare, soprattutto dal punto di vista del narratore. La curiosità, la sospensione del "potrei dirtelo, ma non ora", la preda adescata e appesa all'amo... La lettura dev'essere una scelta consapevole, non una tortura.
Ed è vero: la mia curiosità e la facilità con cui immagino mondi irreali (eppur veri!), mi rendono una lettrice instancabile fin dai tempi delle elementari. Le mie giornate sarebbero più spoglie e spigolose senza un buon libro.
quanti libri ci sono in un mese?
Perché non iniziamo a misurare i mesi in libri letti, invece che in giorni vissuti? Così i trentun giorni di gennaio diventano mesi e anni e il tempo si dilata e quelle mezze ore al mattino e di sera li trasformano in una vita intera, più un'altra e un'altra ancora.
Mentre leggo, vivo una vita intensa e sento sensazioni forti e potenti.
Leggo Harry Potter e l'Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue e Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowlings e non passa volta che non mi commuova. Sono i romanzi più duri e dolorosi di tutta la saga. La rabbia, la paura, l'isolamento, l'incomprensione e il profondo dolore di Harry riempiono le parole e vibrano nelle pagine. Mi rivedo leggere per la prima volta il primo romanzo e vorrei avvisarmi: non lasciarti ingannare, ora sorridi ma dopo piangerai.
Mi commuovono e m'inducono a ragionare. Tremendi, ma belli.
Devo partire per un breve viaggio e decido di acquistare un libro in stazione, tra un treno e l'altro. So già quale: Come un romanzo di Daniel Pennac. Ché quando piace un autore, si vuol colmare ogni distanza. Lo leggo in tre giorni e mi fa molto pensare, soprattutto dal punto di vista del narratore. La curiosità, la sospensione del "potrei dirtelo, ma non ora", la preda adescata e appesa all'amo... La lettura dev'essere una scelta consapevole, non una tortura.
Ed è vero: la mia curiosità e la facilità con cui immagino mondi irreali (eppur veri!), mi rendono una lettrice instancabile fin dai tempi delle elementari. Le mie giornate sarebbero più spoglie e spigolose senza un buon libro.
mercoledì 18 gennaio 2017
Un mese di libri. Dicembre a Hogwarts
Caro Diario,
che mese lungo eppur brevissimo, dicembre!
Per il mio compleanno ricevo un buono da spendere il libreria: corro a spenderlo subito.
Inizio con Una vita sottile di Chiara Gamberale. Non sono pronta per quel che leggo, così intenso, a tratti duro, plurisfaccettato. È un libro in cui l'autrice decide di raccontare se stessa attraverso le persone che conosce e incontra.
Poi mi tuffo in Miss Peregrine e la biblioteca delle anime di Ransom Riggs. Finalmente! Lo bevo a sorsi lunghi e profondi, voglio sapere come andrà a finire. Mi lascio trascinare dalla storia e vado avanti fino alla fine, come in apnea. È tutto molto avvincente e sempre un po' inquietante, eppure, quando chiudo il libro sull'ultima pagina, esclamo un sonoro bah.
Bravo, l'autore è bravo; particolare, la storia è particolare; ma alla fin fine, appena l'adrenalina scema, affiorano inspiegabili forzature e incongruenze. In poche parole: la narrazione è ottima, l'idea di scrivere una storia ispirata a vecchie e strane fotografie è intrigante, la storia in sé, invece, la trovo poco potente.
Qualche giorno dopo, vado al cinema per vederne l'adattamento di Tim Burton. Doppio bah.
All'improvviso mi scatta qualcosa: mi manca Harry Potter. Vedo i film più spesso di quanto legga i libri e sento nel profondo la mancanza delle parole scritte. Quindi leggo Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Hazkaban, Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowiling. Sono il mio appuntamento serale e mattutino, e me li godo fino in fondo. Mi gusto le diversità tra i romanzi e i film, mi rendo conto di quanto le scene cinematografiche siano più immediate e arrivino prima al dunque, ma siano più scarne. Trovo quel che cerco: le emozioni intense che nascono dalle parole, dalla narrazione, dalla bravura dell'autrice, del curatore, della traduttrice.
Per quanto alcuni sostengano che sia fuori luogo confrontare due forme artistiche diverse (ohibò), per me la parola scritta suscita sempre più emozioni di fotogrammi in movimento.
che mese lungo eppur brevissimo, dicembre!
Per il mio compleanno ricevo un buono da spendere il libreria: corro a spenderlo subito.
Inizio con Una vita sottile di Chiara Gamberale. Non sono pronta per quel che leggo, così intenso, a tratti duro, plurisfaccettato. È un libro in cui l'autrice decide di raccontare se stessa attraverso le persone che conosce e incontra.
Ho cercato per anni di inventare storie per potermi raccontare, ho forzato la mia fantasia fino all'eccesso, ho atteso trepida la musaica ispirazione e solo ora ho capito che le storie più belle, più strane, tristi o allegre, commoventi, a volte incredibili, mi stavano intorno, erano sempre state lì, vicino a me...
Poi mi tuffo in Miss Peregrine e la biblioteca delle anime di Ransom Riggs. Finalmente! Lo bevo a sorsi lunghi e profondi, voglio sapere come andrà a finire. Mi lascio trascinare dalla storia e vado avanti fino alla fine, come in apnea. È tutto molto avvincente e sempre un po' inquietante, eppure, quando chiudo il libro sull'ultima pagina, esclamo un sonoro bah.
Bravo, l'autore è bravo; particolare, la storia è particolare; ma alla fin fine, appena l'adrenalina scema, affiorano inspiegabili forzature e incongruenze. In poche parole: la narrazione è ottima, l'idea di scrivere una storia ispirata a vecchie e strane fotografie è intrigante, la storia in sé, invece, la trovo poco potente.
Qualche giorno dopo, vado al cinema per vederne l'adattamento di Tim Burton. Doppio bah.
All'improvviso mi scatta qualcosa: mi manca Harry Potter. Vedo i film più spesso di quanto legga i libri e sento nel profondo la mancanza delle parole scritte. Quindi leggo Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Hazkaban, Harry Potter e il calice di fuoco di J.K. Rowiling. Sono il mio appuntamento serale e mattutino, e me li godo fino in fondo. Mi gusto le diversità tra i romanzi e i film, mi rendo conto di quanto le scene cinematografiche siano più immediate e arrivino prima al dunque, ma siano più scarne. Trovo quel che cerco: le emozioni intense che nascono dalle parole, dalla narrazione, dalla bravura dell'autrice, del curatore, della traduttrice.
Per quanto alcuni sostengano che sia fuori luogo confrontare due forme artistiche diverse (ohibò), per me la parola scritta suscita sempre più emozioni di fotogrammi in movimento.
venerdì 9 dicembre 2016
Un mese di libri. Novembre a Belleville
Caro Diario,
ogni promessa è debito.
Prometto di non comprare libri nuovi a novembre e così fo. È dura, ma resisto. Per non sentire i morsi dell'astinenza, afferro il primo romanzo della saga Maloussène con l'intenzione di leggere tutti i sei libri, dal primo all'ultimo giorno di novembre.
Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Maloussène, Ultime notizie dalla famiglia, La passione secondo Thérèse di Daniel Pennac
È da un po' che non torno a Belleville a trovare Benjamin Maloussène e la sua tribù. Questa volta, come ogni volta, mi affido completamente alle parole dell'autore e m'immergo nei romanzi.
Ammetto di conoscere Danniel Pennac soprattutto grazie a questi libri. Ma tanto mi basta. Scrive con un pennello di martora e colori, disegna fumetti che si trasformano in cartoni animati e film. Dipinge con parole i pensieri, i dialoghi, gli avvenimenti folli, e mentre leggo mi trovo al cinema o a teatro o a Parigi e vedo scorrere in immagini vivide le frasi che scrive. Sento i pensieri dei personaggi come fossero miei.
Leggo, mi beo la costruzione delle frasi e ammiro la sua bravura.
E Benjamin? E la tribù? E le storie? A Benjamin sono affezionata, ma non me ne innamorerei come Julie. Certo rimarrei affascinata dalla tribù: fratelli e sorelle (Thérèse, la mia preferita), la madre e i suoi amori, la famiglia adottiva dei Ben Tayeb, la famiglia del grande magazzino, la famiglia della casa editrice Le Edizioni del Taglione, la famiglia dei poliziotti buoni, la famiglia dell'ospedale. Un'enorme famiglia, solidale e stretta attorno al povero Benjamin, capro espiatorio per lavoro e di fatto.
Un enorme punto di domanda, anzi due: 1) perché di Louna e delle sue gemelle si sa così poco? 2) che cosa ne sarà di Thérèse e dei suoi doni?
Per fortuna l'autore sta per raccontarci nuove storie, venti anni dopo le prime. Io son pronta!
(-349 e tutto va bene)
giovedì 10 novembre 2016
Un mese di libri. Ottobre in viaggio
Caro Diario,
ottobre passa col suo manipolo di libri.
Leggo disperata e disperata cerco qualcosa da leggere: prometto di non comprare alcun libro nuovo e mantengo la promessa (abbasso i buoni propositi!) Solo libri già nella libreria di casa, quelli tralasciati da qualche anno, che sotto il mio sguardo speranzoso-dubbioso emanano una luce colorata, manco fossero pavoni in amore.
Harry Potter e la maledizione dell'erede di J. K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne
Inizio proclamando che è un regalo, giuro! Lo sfoglio, lo leggo, lo finisco nel giro di poche ore - non che sia difficile: non è un romanzo, ma un'opera teatrale. Ah.
Certo è colpa mia e della mia mancanza d'informazione, ma non mi piace, non mi piacciono i personaggi, gli intrecci, le incursioni nel passato, i futuri anteriori. Come direbbe Claudio Baglioni, "ci son cascato come un pollo, io".
Il salto di Saffo di Erica Jong
Acquistato anni fa, attratta da Saffo - dell'autrice non conosco alcunché, se non il nome. Ma Saffo mi affascina, per i suoi versi poetici così vivi e contemporanei; nudi da qualsiasi artificio, puri, semplici ed esplosivi. Quale studente di greco non ha mai amato Saffo?
Il libro ne racconta la vita travagliata sotto la protezione di Afrodite, per cui gli amori più grandi sono i più dolorosi, distanti e deludenti, mentre le amicizie più grandi sono le più felici, vicine e deluse. Il mito, la storia, la poesia s'intrecciano con la voce dell'autrice, e di Saffo, nonostante le sue debolezze e leggerezze, ci s'innamora.
Colazione da Tiffany di Truman Capote
È freddo e grigio e piove, il pomeriggio s'allunga noioso. Allora decido di vedere un film di Audrey Hepburn, Colazione da Tiffany: l'ultima volta mi lascia insoddisfatta e voglio ricordare perché. Lei è fantastica, la musica pure, le assurdità simpatiche, ma la storia... Bah! La storia è triste e disperata.
Da qualche parte ho il libro da cui è tratto, di cui non ricordo nemmeno una virgola. Lo leggo con curiosità e scopro quanto sia diverso dalla versione cinematografica. Il libro non regala alcun lieto fine, solo la speranza che Holly Golightly abbia trovato il suo posto nel mondo.
Sale e zafferano di Kamila Shamsie
L'autrice è una cantastorie. Incolla il lettore alle sue parole, incantandolo con colori, profumi, sapori e storie di famiglia. La protagonista è pakistana, discendente da una nobile famiglia divisa a metà dalla scissione tra India e Pakistan. Dopo quattro anni di studi negli Stati Uniti d'America torna a Londra dalla cugina e poi a Karachi, a casa. Qui il suo presente (un bell'americano di umili origini pakistane, l'incontro col ramo indiano della famiglia, la rappacificazione con la nonna) crea arabeschi col suo passato (la maledizione dei quasi gemelli, le decisioni del nonno e dei suoi fratelli, la storia d'amore della cugina) e, quando finisce, mi sento un po' sola.
Il talento dei Parsi di Bapsi Sidhwa
Questo è un libro che mette sete. Bevo la storia di Faredoon Junglewalla, che giunge a Lahore con la famiglia, che lotta tutta la vita contro la suocera, che prospera nel commercio, nelle conoscenze e negli affetti. Bevo la storia di suo figlio e del suo amore per il denaro e le sue stravaganze. Bevo le parole, mi riempio della bellezza dei Parsi, della loro ironia, della bravura dell'autrice e mi ubriaco. Trovare un libro altrettanto caldo, caloroso, accogliente e divertente non sarà facile.
(-13; ehi! menotredicigiorni?! determinazione: golosa; umore: sereno; sorriso del giorno: libri!)
mercoledì 12 ottobre 2016
Un mese di libri. Settembre misterioso
Caro Diario,
inizio settembre orfana di Miss Marple.
Puoi immaginare la mia gioia, quando scopro un altro racconto! Ottimo, mi farà sentire meno sola e in balia di scelte-non-scelte.
La Follia di Greenshaw di Agatha Christie
È l'ultimo di sei racconti, raccolti sotto il nome di Il caso del dolce di Natale e altri racconti. Per cinque episodi il protagonista è Poirot, poi, come ciliegina sulla torta ritorna la cinguettante e malpensante Jane. Il libro è come un piccolo dono natalizio da parte dell'autrice ai suoi lettori: settembre non è Natale, ma io me lo gusto con piacere.
Esistono altri racconti di Miss Marple, purtroppo introvabili da queste parti. Mi lascio sbandare tra uno scaffale e l'altro della libreria, indecisa e insoddisfatta - reazione tipica di quando finisco una serie di libri che mi divertono molto.
Murder on the Orient Express di Agatha Christie
Nel dubbio, agguanto un altro suo libro - sì, in inglese! C'è poco da dire al riguardo. Solo un appunto: ricordo più le scene del film, rispetto alla trama originale del romanzo - me ne accorgo mentre leggo e rimango stupita.
Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali e Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali di Ransom Riggs
Poi accade un miracolo. Sto facendo la spesa in un orario benedetto (a mezzogiorno di un giorno feriale) e mi soffermo a curiosare nello scaffale dei libri. Una copertina mi attira, il titolo mi rammenta qualcosa, c'è il richiamo a una pellicola cinematografica, intravista per caso questa estate. Senza nemmeno sfogliarlo, né leggerne qualche riga, lo prendo con me. La settimana successiva prendo anche il secondo volume, il seguito.
Mi lasciano sveglia tutta la notte: perché sono avvincenti e per quel sottile senso di inquietudine che sanno provocare.
Sono libri bellissimi, curati in ogni particolare - dalla copertina che imita quella sgualcita di vecchi volumi, alle pagine introduttive dei nuovi capitoli "rivestite" di carta da parati, alle immagini scelte. Sono fotografie scattate nei secoli scorsi e raccolte da pazienti collezionisti: rappresentano soggetti fantastici e inverosimili (persone senza testa, bimbe che volano, giovani mingherlini che sollevano macigni...) e sono il fulcro della storia.
La storia si dipana e attorciglia lungo la linea del tempo: c'è il presente, il passato bloccato all'interno di anelli temporali (dove si vive la stessa giornata e non si invecchia mai di un'ora, per anni e anni e anni) e il passato che diventa pian piano presente. È la storia di persone speciali, dotate di capacità fuori della norma, che rimangono eterni bambini per poter vivere, e di mostri che entrano ed escono dal passato per dar loro la caccia.
Mi manca l'ultimo libro, voglio cercarlo per scoprire che cosa succede: se il protagonista rimarrà nel passato o tornerà al suo presente, se gli anelli saranno ripristinati, se i cattivi saranno sconfitti, oppure...
(-42; determinazione: agitata; umore: inquieto; sorriso del giorno: leggere!)
inizio settembre orfana di Miss Marple.
Puoi immaginare la mia gioia, quando scopro un altro racconto! Ottimo, mi farà sentire meno sola e in balia di scelte-non-scelte.
La Follia di Greenshaw di Agatha Christie
È l'ultimo di sei racconti, raccolti sotto il nome di Il caso del dolce di Natale e altri racconti. Per cinque episodi il protagonista è Poirot, poi, come ciliegina sulla torta ritorna la cinguettante e malpensante Jane. Il libro è come un piccolo dono natalizio da parte dell'autrice ai suoi lettori: settembre non è Natale, ma io me lo gusto con piacere.
Esistono altri racconti di Miss Marple, purtroppo introvabili da queste parti. Mi lascio sbandare tra uno scaffale e l'altro della libreria, indecisa e insoddisfatta - reazione tipica di quando finisco una serie di libri che mi divertono molto.
Murder on the Orient Express di Agatha Christie
Nel dubbio, agguanto un altro suo libro - sì, in inglese! C'è poco da dire al riguardo. Solo un appunto: ricordo più le scene del film, rispetto alla trama originale del romanzo - me ne accorgo mentre leggo e rimango stupita.
Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali e Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali di Ransom Riggs
Poi accade un miracolo. Sto facendo la spesa in un orario benedetto (a mezzogiorno di un giorno feriale) e mi soffermo a curiosare nello scaffale dei libri. Una copertina mi attira, il titolo mi rammenta qualcosa, c'è il richiamo a una pellicola cinematografica, intravista per caso questa estate. Senza nemmeno sfogliarlo, né leggerne qualche riga, lo prendo con me. La settimana successiva prendo anche il secondo volume, il seguito.
Mi lasciano sveglia tutta la notte: perché sono avvincenti e per quel sottile senso di inquietudine che sanno provocare.
Sono libri bellissimi, curati in ogni particolare - dalla copertina che imita quella sgualcita di vecchi volumi, alle pagine introduttive dei nuovi capitoli "rivestite" di carta da parati, alle immagini scelte. Sono fotografie scattate nei secoli scorsi e raccolte da pazienti collezionisti: rappresentano soggetti fantastici e inverosimili (persone senza testa, bimbe che volano, giovani mingherlini che sollevano macigni...) e sono il fulcro della storia.
La storia si dipana e attorciglia lungo la linea del tempo: c'è il presente, il passato bloccato all'interno di anelli temporali (dove si vive la stessa giornata e non si invecchia mai di un'ora, per anni e anni e anni) e il passato che diventa pian piano presente. È la storia di persone speciali, dotate di capacità fuori della norma, che rimangono eterni bambini per poter vivere, e di mostri che entrano ed escono dal passato per dar loro la caccia.
Mi manca l'ultimo libro, voglio cercarlo per scoprire che cosa succede: se il protagonista rimarrà nel passato o tornerà al suo presente, se gli anelli saranno ripristinati, se i cattivi saranno sconfitti, oppure...
(-42; determinazione: agitata; umore: inquieto; sorriso del giorno: leggere!)
mercoledì 14 settembre 2016
Un mese di libri. Luglio e agosto in compagnia di vampiri e assassini
Caro Diario,
è vero, i libri sono maestri di vita.
Da loro imparo una cosa di me, di cui non mi ero ancora accorta. Mi piace leggere, ma adoro rileggere: leggo per conoscere (per studio, lavoro e curiosità) e rileggo per puro piacere.
I vecchi libri sono come vecchi amici. Alcuni li conosco e li frequento fin da bambina, non ci vediamo ogni giorno con costanza, magari passano anni prima di un nuovo incontro, ma ogni volta è una festa, nulla è cambiato fra di noi e io scopro qualcosa in più di loro e di me. Perché anche i vecchi libri, come i vecchi amici, col passare del tempo cambiano pur rimanendo gli stessi.

A luglio ci casco: dico di no e poi lo fo. Rileggo gli altri libri della saga di Twilight (New Moon, Eclipse, Breaking Dawn) di Stephenie Meyer. Tutta colpa del cinema: rivedo i film e mi torna la voglia. D'altronde l'autrice è proprio brava a farmi provare le emozioni dei protagonisti. Inutile dire quanto siano "piattole" Edward e Bella (il secondo libro, con quei due che si amano ma si lasciano e rischiano di morire pur di non vivere l'uno senza l'altra e poi si salvano in extremis e non si lasciano più - battibecando sulla salvezza o meno della propria anima-, è un tale peso!) e quanto sia simpatico Jacob, soprattutto quand'è lupo. Una sola cosa mi chiedo: dal momento che l'imprinting serve per migliorare il branco di lupi, che essere fantastico nascerà da Jacob e Renesmee?
Ad agosto mi affido alla saggezza di Miss Marple e rileggo tutti i romanzi e alcuni racconti di Agatha Christie
in cui è protagonista. Rigorosamente in ordine cronologico, perché mi
piace seguire l'evoluzione del personaggio sia nella mente dell'autrice,
sia nella sua vita "reale": La morte nel villaggio, Miss Marple e i tredici problemi, Addio Miss Marple, C'è un cadavere in biblioteca, Il terrore vien per posta, Un delitto avrà luogo, Giochi di prestigio, Polvere negli occhi, Istantanea di un delitto, Assassinio allo specchio, Miss Marple ai Caraibi, Miss Marple al Bertram Hotel, Miss Marple: Nemesi.
In alcuni casi lei, la mia eroina, è la protagonista indiscussa di
tutta la trama, in altri è solo una comparsa quasi casuale, ma decisiva.
Mi piacciono la sua saggezza, la sua passione per la giustizia, i suoi
"cinguettii", le lane vaporose in cui si avvolge e che lavora ai ferri e
all'uncinetto, il suo rapporto col dottore e le amiche di sempre. Al
prossimo giro, Jane!
(-70; determinazione: lieta; umore: rapito; sorriso del giorno: rileggere!)
mercoledì 13 luglio 2016
Un mese di libri: giugno a balzi e saltelli
Caro Diario,
giugno beffardo arriva e se ne va, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo.
E io leggo. Afferro in libreria i libri dimenticati da un po', li spolvero e inizio a viaggiare.
Risorsa umana sarà lei di Sophie Talneau mi porta indietro nel tempo, quando un gran punto di domanda prende il posto di ogni certezza lavorativa. Segna il passaggio storico dal lavoro (quasi) sicuro alla sicurezza che, di lavoro, non ce n'è: quest'ultimo decennio la situazione è quasi disperata, gli studi all'università sono paracaduti che a terra intralciano i movimenti, parcheggi a pagamento per sognatori e indecisi. Un vero peccato per noi e per i giovani.
Twilight di Stephenie Meyer mi fa provare sensazioni sopite. Un salto indietro di dieci anni, quando una manciata di trentenni (tra cui io) si scioglie davanti al film e alla storia di un giovane vampiro. Questo, forse, è l'unico libro per cui mi sento di dire: "È meglio il film". Vedo prima il film, infatti, e mi piace tantissimo e, quando leggo il libro, rimango di stucco: lento, privo di quell'atmosfera incalzante, a tratti noioso (quei due lì, Edward e Bella, sono il Re e la Regina delle paranoie) . Però è innegabile: l'autrice sa descrivere i pensieri adolescenziali, sa coinvolgere e rapire, sa emozionare. Talmente che, mentre leggo, i protagonisti hanno volti e sembianze diverse da quelli del film. Notevole. Eppure, non credo proprio che continuerò a leggerne la storia; magari mi vedrò gli altri film...
I love shopping a Las Vegas di Sophie Kinsella è più un dovere che un piacere: voglio sapere come finisce la storia troncata a metà nel libro precedente. Non mi piace questa strategia, non mi piacciono le assurdità inventate di volta in volta per tener vivi i personaggi, non mi piacciono nemmeno Becky e le sue crisi esistenziali. Però rido e leggo in fretta per sapere come va a finire: se pubblicherà un'altra puntata, l'acquisterò e leggerò - temo.
Quando vedi un emù in cielo di Elizabeth Fuller mi piace tanto. Con un balzo mi porta altrove, lontano dalle difficoltà, dalle fantasie, dalla banalità, nel cuore dell'Australia in cerca dell'equilibrio interiore e di un insegnamento. È la storia di un viaggio intimo, che porta alla scoperta di quanto sia importante vivere consapevoli di sé, degli altri, del mondo e del qui e ora, accettando le emozioni per quel che sono e per i doni che possono elargire. Lo rileggerò ancora.
Signori bambini di Daniel Pennac è come una vacanza raffinata e ben organizzata. Il suo stile è impeccabile, la scelta delle parole e dei toni è magistrale: è come indossare un giubbotto di salvataggio senza indossarlo, perché non ce n'è bisogno. Nelle sue mani, nei suoi libri, sono al sicuro.
mercoledì 1 giugno 2016
Un mese di libri. Maggio con coraggio
Caro Diario,
A maggio mi preparo a una partenza che non c'è.
Non c'è perché mi ammalo di nuovo, proprio una settimana prima della partenza, quando il lavoro e gli impegni si fanno indiavolati e ho momenti precisi in cui respirare.
Invece sospiro, perché mi ri-ammalo di nuovo, proprio il giorno prima della partenza.
Il Milione di Marco Polo
A maggio mi preparo a una partenza e parto, inseguendo le parole dettate da Marco Polo. Mi lascio guidare dai suoi ricordi vivi, in luoghi sconosciuti, misteriosi, diversi, ricchi, poveri, ubertosi, deserti, sicuri, pericolosi, tra usanze bizzarre e stoffe meravigliose, lontano... Il Milione è il libro preferito di mio padre, lo so da sempre, e io lo leggo per la prima volta a maggio. Ricordo che da piccola Marco Polo viveva la sua lunga e magnifica avventura sugli schermi della tivù: i colori, i volti, le storie narrate sono ancora vividi nella mia memoria, dopo più di trent'anni. Perciò, dopo aver chiuso il libro sull'ultima pagina, mi chiedo: tutto qui?
La metà di niente e L'amore o quasi di Catherine Dunne
Tra i miei intoccabili, letti e straletti. Raccontano la storia di Rose, exQQ e casalinga, abbandonata dal marito Ben. Di come sia sopravvissuta all'abbandono, accogliendo il cambiamento e volgendolo a suo favore, per amore dei figli. E di come, otto anni più tardi, sia sopravvissuta alla ricomparsa del marito, tornato dal nulla per liquidare definitivamente il loro passato, accogliendo (di nuovo) il cambiamento e volgendolo (di nuovo) a suo favore, per amore di sé stessa. Due libri intensi, un viaggio in due tappe nelle emozioni e sensazioni di questa donna straordinaria, che racchiude in sé la somma di tutte le donne straordinarie.
E che giugno sia più dolce.
(-175; determinazione: indefessa; umore: non pervenuto; sorriso del giorno: le buone letture!)
giovedì 12 maggio 2016
Un mese (anzi quattro) di libri: da gennaio ad aprile
Caro Diario,
non tutte le ciambelle riescono col buco.
Non tutti i libri sono scritti bene e non tutti i libri sono ben curati. Me ne accorgo a inizio anno, mentre peregrino tra scaffali di librerie miei e altrui.
Ma andiamo per ordine.
È gennaio e inauguro l'anno nuovo con Pelle di leopardo di Tiziano Terzani. Già letto e già tanto apprezzato: più di tutto, più del fatto di avere tra le mani un libro-simbolo per certe generazioni, quel che apprezzo è l'introduzione. Scritta dallo stesso uomo, ma più maturo, più disincantato. Tiziano Terzani ti sa entrar dentro l'anima con le sue parole, a qualsiasi età, in qualsiasi occasione - una rivoluzione, un viaggio senza voli, una malattia, un consiglio - e lì rimane.
Poi, durante una cena del Club Rosa delle Prime Donne, ricevo in prestito da leggere Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna. La notte, quando rincaso e m'infilo sotto il piumone, apro le prime pagine e m'innamoro. Come si può non innamorarsi di un autore che scrive di morte, di politica, di altre cose tristi e ti fa ridere dalla prima all'ultima frase? Quando finisco il libro, sì, che sono triste...
Anche perché dopo le cose incominciano ad andar storte.
A un altro incontro del Club Rosa delle Prime Donne, ricevo in prestito una trilogia: Red, Blue e Green di Kerstin Gier. Un fantasy per adolescenti, mi avvisano. La storia potrebbe anche essere interessante (una variante dei viaggi nel tempo), ma tutto il resto... zerella. L'autrice applica tutti i trucchi del mestiere fin dalla prima riga: hook iniziale, suspence, colpi di scena si susseguono a ciclo continuo tra banalità e assurdità. Per dire: ci vogliono due libri per raccontare quel che succede in due giorni, mentre le settimane successive son descritte nell'ultimo libro, pigiando il tasto "avanti veloce" per farci star tutto. Ma l'editore dov'è? Bah.
Per riprendermi da questa lettura fastidiosa, continuo col genere fantasy. Questa volta tocca a Jonathan Strange & il Signor Norrell di Susanna Clarke. Un libro abbandonato già in passato e non ricordo nemmeno perché. Cià, iniziamo! Aiuto. Che strazio. Non capisco nulla. Chi è il protagonista? Chi parla? E con chi parla? Dove vuole andare l'autrice? Salto blocchi di pagine per tentar di scoprire se c'è un filo conduttore. Non trovo nulla. Lo chiudo e metto via, abbastanza infastidita. Eppure è vincitori di premi letterari piuttosto famosi...
Agguanto disperata un altro libro, La biblioteca dei miei sogni di Julie Highmore. Leggo due-righe-due e lo allontano da me esasperata. Possibile che le case editrici pubblichino libri del genere? Scritti male, con dialoghi assurdi, senza trama, senza scopo, senza nulla di nulla. Perché?
Per fortuna c'è, fresco di stampa, Va', metti una sentinella di Harper Lee. Il buio oltre la siepe è uno dei miei libri preferiti, letto da bambina, da ragazzina, da giovane, da adulta, da exQQ - più e più volte. Il "seguito" mi riaccompagna in quelle atmosfere, mi fa provare sentimenti altrui, mi fa arrabbiare e commuovere. Mi dà qualcosa, come ogni libro dovrebbe. Ah, mi sento meglio.
Poi cado in una trappola, mi lascio conquistare dalla curiosità e leggo Sein, una virgola sull'acqua. Ritratto di un'isola bretone leggendaria di Susy Zappa. Cioè, provo a leggerlo, ma dopo qualche pagina mi arrendo. Mi aspetto atmosfere magiche, misteri svelati. Invece trovo un po' di storia dell'isola, l'introduzione al concetto di aldilà in cui i celti credevano, la preghiera del marinaio seguita da quattro pagine di date e dati di naufragi, lo stemma araldico dell'isola... Ed è solo la prefazione. No grazie, non ci sto.
Termino gennaio indignata e inizio febbraio piena di speranze. Mi regalano Numero zero di Umberto Eco e lo leggo. Mi piace, è interessante, ma provo un senso di déjà vu, come fosse un piccolo Pendolo di Foucault.
Provo con L'arciere del re di Bernard Cornwell. Carino, la storia dovrebbe intrecciarsi con quella del sacro Graal, ma se ne perdono le tracce molto presto. La tira un po' per le lunghe e alla fine è inconcludente. Cerco in internet e scopro che è il primo di quattro libri. Va bene, ma ho questo libro e da solo non mi dice nulla di nulla. Zero voglia di leggere gli altri tre, chissà perché?
Non ci casco più, voglio andare sul sicuro! Quindi mi affido al ciclo di Darkover di Marion Zimmer Bradley che mi tiene impegnata fino ai primi di aprile. Una serie di libri fantasy "fantascientifico", ambientati nel futuro su un pianeta alieno, che sembra il nostro passato. Letti più e più volte in gioventù, è un po' come tornare dai nonni dopo la scuola. Il suo stile non mi piace particolarmente (mi chiedo, però, quanto influisca l'editore: nomi di persona sbagliati e confusi tra di loro, frasi rocambolesche che sanno di traduzioni stanche...) ma mi piace la storia di questa antica colonia terrestre e del rapporto tra darkovani e terrestri.
Il libro di aprile (sì, uno solo) è Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson. Lo prendo per il viaggio in treno di ritorno da una riunione di lavoro, per ricordarmi di questa giornata meravigliosa. Il libro è altrettanto bello: coinvolgente, divertente, dissacrante, purtroppo non infinito.
E ora, che cosa leggo???
P.S. Nel frattempo leggo un po' di libri di lavoro - letture edificanti e profonde - ma decido di parlartene di là, ché ripetere le cose mi uggia.
(-195; determinazione: stanca; umore: stanco; sorriso del giorno: leggere!)
martedì 12 gennaio 2016
Un mese di libri, anzi cinque
Caro Diario,
(-316; determinazione: puntigliosa; umore: lì per lì; sorriso del giorno: libri!)
Da cinque mesi son convinta di leggere poco.
Agosto, quattro libri. Settembre, tre libri. Ottobre, sei libri. Novembre, due libri. Dicembre, due libri e mezzo. E rimando, rimando, rimando di parlartene.
Così mi ritrovo con diciassette libri e mezzo da raccontare. Ops. Tieniti forte, cercherò d'essere telegrafica.
Gli scoiattoli di Central Park sono tristi dì lunedì di Katherine Pancol
L'ultimo libro della prima trilogia. Sempre più folle, sempre più romantico. Lei è sprofondata di nuovo nell'insicurezza (ma perché???) e tutto attorno tentano di fiorire grandi amori. Piaciuti tutti e tre i libri; sembrano leggeri, ma il cambiamento, le paure, la morte, le malattie mentali, la pubertà, il malocchio, la violenza, i sensi di colpa, gli amori travagliati non sono leggeri. La leggerezza sta nella penna dell'autrice, non nelle realtà che racconta.
Cose non noiose per essere superfelici di Mr. Wonderful
Libro piccolo, breve, da bere in poche sorsate - ma più volte nel tempo, come l'aperitivo del sabato sera con gli amici. Lo lascio sul comodino, perché non si sa mai: la grafica, già da sola, rasserena; quel che c'è scritto fa ragionare. È un balsamo e l'ingrediente segreto è: per essere felice devi volerti bene. Dici poco.
Il giovane Holden di Jerome David Salinger
Be', lo amo. È uno dei miei libri preferiti (assieme a Il buio oltre la siepe di Harper Lee e La foresta incantata di Mary Stewart) e ogni volta leggerlo è come rivedere un vecchio amico, ritrovarlo uguale a sempre e scoprirlo diverso. Mi piace lo stile, l'intercalare, quel senso quasi impalpabile di insoddisfazione che mi riporta immediatamente indietro ai miei quindici anni. So anche che faccia ha, Caufield, e sento la sua voce.
Uno dei più bei libri mai letti.
Annibale di Paolo Rumiz
Ti va bene, ne parlo altrove.
L'arte delle liste di dominique Loreau
Ti va bene (2), ne parlo altrove.
Chocolat, Scarpe rosse e Il giardino delle pesche e delle rose di Joanne Harris
Odio ripetermi, ma. Ti va bene (3), te ne parlo qualche tempo fa.
Un messaggio dagli spiriti e Alla deriva di Agatha Christie
Letti, riletti, straletti. Ma sempre belli. La cosa assurda, con lei, è che spesso (tranne rari casi) mi dimentico chi è l'assassino: non è meraviglioso?
Detto, fatto di David Allen
Ti va bene (4), ne parlo altrove.
Potere alle donne di Riccardo Bucciarelli
Questo è un libro che non dovrebbe mai mancare in famiglia: in duplice copia, meglio tripla. Fa pensare (troppo) e ragionare sulla natura del rapporto tra uomo e donna. L'autore è uno psicoterapeuta affascinato dalle dinamiche di coppia: tutto quello che avviene nelle coppie è scritto nel nostro DNA.
La Femminilità è la consapevolezza del potere che la donna ha sull'uomo e l'uso consapevole che questa ne fa.Le donne emancipate non conoscono il loro vero potere, gli uomini abbandonati a se stessi non sanno più da che parte andare: se vogliamo esser felici tutti quanti, donne care, tiriamoci su le maniche e diamoci da fare. La mia prima reazione? Mi arrabbio. La seconda reazione? Concordo con lui, ma sono arrabbiata lo stesso. La terza reazione? La sto aspettando. Credo lo rileggerò, mediterò e te ne parlerò per bene: merita.
La chiave segreta per l'universo di Lucy e Stephen Hawking
Carino, davvero carino: un racconto per bambini, con schede scientifiche per conoscere meglio e con facilità il firmamento. Con una morale: siamo figli delle stelle e siamo fatti della stessa materia, la Terra, noi e gli altri abitanti; eppure noi pian piano la stiamo distruggendo. Forse, invece di cercare un nuovo pineta in cui trasferirci, sarebbe meglio proteggere il nostro pianeta: con l'aiuto del buon senso e della buona scienza possiamo farcela.
Sangue su Roma di Steven Saylor
Mi piacciono i gialli e mi piacciono i romanzi storici ambientati nell'antichità. Poi trovarmi a tu per tu con Marco Tullio Cicerone da giovane è piuttosto emozionante. Questo libro mi fa venir voglia di rispolverare vecchi libri di scuola e rileggere con occhi nuovi la Pro Sexto Roscio Amerino, l'orazione che, venticinque anni fa, era solo una liceal tortura.
Firmino di Sam Savage
Pare sia un caso letterario. Già letto una volta. Inizio a leggerlo e non mi piace - come l'altra volta. Ma, siccome ricordo di averlo finito con gusto, continuo. È un libro strano, inquietante, triste e divertente. Alla fine, però, mi lascia un senso di vuoto: non so se Firmino, il topo letterato, mi piace del tutto.
Manca il libro mezzo letto, te ne parlerò a lettura ultimata.
Manca il libro mezzo letto, te ne parlerò a lettura ultimata.
(-316; determinazione: puntigliosa; umore: lì per lì; sorriso del giorno: libri!)
lunedì 3 agosto 2015
Un mese di libri (moltiplicato due): giugno e luglio - diesel
Caro Diario,
luglio, questo mese bollente e implacabile, si raffredda e finisce.
Le mie letture sono lente, poi s'impennano e quasi s'inceppano. Il motore fa capricci, forse il carburante non è quello giusto. O forse sì...
In ogni caso, eccole qui, le mie disordinate letture.
Viaggio in Mediterraneo di Giorgio Daidola
Leggerlo è stato un viaggio interminabile, durato un mese intero. Mi aspettavo un'avventura da fiato sospeso, angoli segreti svelati, bellezze mozzafiato... Nada. Ma, poiché non mi do per vinta, giungo fino all'ultima riga. Talmente impegnativo, che ti rimando altrove per scoprire cosa ne penso.
Facciamo ordine di Sabrina Toscani
Entusiasmante: lo leggo ben due volte, lo sottolineo, lo riassumo e ne parlo copiosamente. È il primo libro italiano di organizzazione personale scritto da una professionista dell'organizzazione. Spiega come migliorare la nostra vita senza formule magiche o metodi estremi, ma semplicemente ascoltando se stessi e le proprie esigenze, in ogni fase della vita.
Il club delle ricette segrete di Andrea Israel & Nancy Garfinkel
Mi ci voleva, per prendere una pausa e immergermi nelle vite degli altri. È un libro epistolare: due amiche si scambiano lettere, sentimenti e ricette da quando son bambine finché diventano donne. Poi un'incomprensione generata da un segreto ben nascosto rovina tutto, le loro vite si allontanano e l'incomprensione s'inasprisce. Mi piacciono i romanzi culinari: i fatti della vita e le emozioni si intersecano con la preparazione di pietanze particolari; i gesti e il sapore si trasformano in ricordi e quel piatto diventa un eterno déjà vu.
Le Relazioni Culinarie di Andreas Staikos
Ricordo con esattezza il momento in cui scelgo di leggere questo libro. Ricordo la libreria, lo scaffale, l'illuminazione, il mio umore. Ricordo d'essere incuriosita e poi soddisfatta. Torno a casa col mio acquisto e lo leggo alla luce della finestra, mi lascio trasportare dalle parole e viaggio verso il caldo della Grecia, esattamente nel condominio in cui si svolge la storia. Una storia di amore, passione, desiderio e golosità, condita dai profumi e dai gusti della cucina greca. Bello, bellissimo - ironico, arguto, un vero tuffo nella Grecia di poco fa.
Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel
Secondo me un capolavoro. Rapisce tutti i sensi e fa venir l'acquolina in bocca e ti fa credere che, davvero, la cucina è una magia. La storia è ambientata nel Messico del primo Novecento, quando le tradizioni familiari possono ancora rovinare la vita di una povera fanciulla. È la storia di tre sorelle diversissime tra loro, una madre-padrona, tre uomini che amano intensamente, una cucina e le depositarie dei suoi segreti. Ogni ricetta è legata a un momento particolare, a un evento sorprendente, e i cibi preparati da Tita, la protagonista, hanno effetti collaterali quasi magici, che rivoluzionano l'assetto familiare così come i villistas di Pancho Villa rivoluzionano la storia del Messico. Ho un debole per Gertrudis, la sorella di mezzo diventata soldatessa a capo di un drappello di rivoluzionari.
L'isola sotto il mare di Isabel Allende
Mai letto un libro della Allende: so che è brava e piace, ma non mi attira. Però è da un po' che questo libro mi guarda dallo scaffale della libreria e mi dice: "provami, sfogliami, dai... magari ti piaccio". Lo prendo e inizio a leggerlo: è vero, scrive proprio bene. Eppure mi fermo dopo un centinaio di pagine e non riesco più ad andare avanti. La storia è interessante, ambientata nell'isola di Haiti di fine Settecento, tra schiavi africani deportati e nobili europei esiliati (volontariamente, loro) nelle piantagioni di canna da zucchero. Tutto affascinante, scrittura che cattura, ma non è quel che cerco ora - a quanto pare. Ti rimetterò sullo scaffale, libro, e ti riprenderò quando sarà giunto il momento giusto. Prometto.
(-28; determinazione: stanca; umore: marino; sorriso del giorno: leggere, leggere, leggere!)
Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel
Secondo me un capolavoro. Rapisce tutti i sensi e fa venir l'acquolina in bocca e ti fa credere che, davvero, la cucina è una magia. La storia è ambientata nel Messico del primo Novecento, quando le tradizioni familiari possono ancora rovinare la vita di una povera fanciulla. È la storia di tre sorelle diversissime tra loro, una madre-padrona, tre uomini che amano intensamente, una cucina e le depositarie dei suoi segreti. Ogni ricetta è legata a un momento particolare, a un evento sorprendente, e i cibi preparati da Tita, la protagonista, hanno effetti collaterali quasi magici, che rivoluzionano l'assetto familiare così come i villistas di Pancho Villa rivoluzionano la storia del Messico. Ho un debole per Gertrudis, la sorella di mezzo diventata soldatessa a capo di un drappello di rivoluzionari.
L'isola sotto il mare di Isabel Allende
Mai letto un libro della Allende: so che è brava e piace, ma non mi attira. Però è da un po' che questo libro mi guarda dallo scaffale della libreria e mi dice: "provami, sfogliami, dai... magari ti piaccio". Lo prendo e inizio a leggerlo: è vero, scrive proprio bene. Eppure mi fermo dopo un centinaio di pagine e non riesco più ad andare avanti. La storia è interessante, ambientata nell'isola di Haiti di fine Settecento, tra schiavi africani deportati e nobili europei esiliati (volontariamente, loro) nelle piantagioni di canna da zucchero. Tutto affascinante, scrittura che cattura, ma non è quel che cerco ora - a quanto pare. Ti rimetterò sullo scaffale, libro, e ti riprenderò quando sarà giunto il momento giusto. Prometto.
(-28; determinazione: stanca; umore: marino; sorriso del giorno: leggere, leggere, leggere!)
venerdì 29 maggio 2015
Un mese di libri: maggio di donne
Caro Diario,
di che cos'hai bisogno questo mese?
Io di emozioni e di storie di cambiamenti. Ho bisogno di ragionare su quello che mi sta accadendo e mi faccio aiutare dai libri.
I libri hanno questo potere: chi li scrive incanala le sue emozioni, le lezioni apprese dalla vita, le speranze e le consapevolezze; chi li legge si emoziona, si confronta, cerca un'ispirazione o una conferma. E spesso la trova.
Così queste sono le mie letture di maggio.
Per dieci minuti e Quattro etti d'amore, grazie di Chiara Gamberale
Già letti, già assaporati. Il primo più dolce, l'altro più duro. Per me. L'autrice è un'equilibrista delle parole, un'impressionista delle emozioni. Troverò il tempo per conoscerla meglio attraverso gli altri suoi libri, perché mi dà tanto.
Gli occhi gialli dei coccodrilli e Il valzer lento delle tartarughe di Katherine Pancol
Orfana delle donne e degli uomini del primo libro, aspetto in silenzio che vengano rieditati i due sequel del primo libro: appena lo so (grazie, Mayda ♥), acquisto il secondo. Non è ancora finito, ma già ho sbirciato nei capitoli successivi. Mi piace come l'autrice riesca a descrivere con leggerezza delle situazioni d'animo pesanti. In ogni età, in ogni persona, uomo o donna che sia, in ogni classe sociale, in ogni parte del mondo (Inghiltera, Francia, USA). In lei si fondono la scrittrice consapevole di sentimenti, ascolto e attenzione, e la sceneggiatrice: soprattutto in questo secondo libro ricco di colpi di scena. Il mese prossimo mi regalerò l'ultimo libro della trilogia, perché è impossibile non dar risposte ai miei punti di domanda. So già che li leggerò e rileggerò più volte, negli anni a venire.
Michela di Giulia Madau
Al Salone Internazionale del Libro di Torino partecipo con una missione in testa: acquistare un libro nuovo e un quaderno particolare. Missione compiuta. Il libro è proprio questo: l'autrice è giovane e capace di descrivere l'intersecarsi matto tra amore e autoaffermazione. Racconta una storia d'amore struggente, andando avanti e indietro nel tempo, che si conclude una sera per errore. Alla fine del libro rimane l'amaro in bocca e una serie di pensieri importanti: quando si fanno delle scelte, seppur ponderate con attenzione, non si saprà mai come influiranno sulla propria felicità a lungo termine. E sulla felicità di chi amiamo.
Tutto fa branding di Gioia Gottini
Non smetto di studiare: alcuni dei libri più belli sono proprio di studio. Come questo di Gioia Gottini, coltivatrice di successo, che seguo ormai da un paio d'anni. Il libro è una guida pratica per diventare un'imprenditrice indimenticabile: il suo stile è preciso, sicuro, garbato e divertente. Mi fa pensare un po' a quella professoressa del liceo che avrei tanto amato avere: penserei a lei e ai suoi insegnamenti ancora adesso. Ne parlo su Paroladordine.
Focus. Perché fare attenzione ci rende migliori e più felici di David Goleman
Altro libro di studio. Tosto per la massa infinita di informazioni, avvincente per la natura stessa delle informazioni che dà: per raccolgierle tutte, dovrò fare uno schema. Sono attenta a ciò che leggo, ma non così tanto come dovrei essere - a quanto pare! L'autore parla di intelligenza emotiva, autoconsapevolezza, gestione di sé, empatia... Ne spiega il funzionamento meccanico all'interno del nostro cervello, quali sostanze si formano e per quale motivo, quali e quante connessioni si creano in più (o in meno) tra le varie parti del cervello. Dimostra come sia possibile vivere meglio e più sereni prestando "semplicemente" più attenzione a quel che si fa, di volta in volta. Ho tanto da imparare.
Mi mancano ancora centocinquanta pagine alla fine e ne parlerò su Paroladordine.
lunedì 4 maggio 2015
Un mese di libri (moltiplicato tre): febbraio e marzo e aprile in viaggio
Caro Diario,
ho letto tanto, ma pochi libri.
Non so dove sia andato a finire il tempo, i mesi snocciolano i loro giorni talmente di fretta, da parlare solo al trapassato remoto.
Per fortuna ci sei tu, a scandire il mio tempo personale.
A febbraio sono impegnata in un lungo viaggio attorno al mondo, prima in barca a vela e poi in moto. A marzo faccio un tuffo nei colori e poi stringo amicizia con un paio di autori. Ad aprile seguo il battito delle ali degli uccelli migratori e mi addentro nella storia delle religioni.
Il Mediterraneo lasciato a poppa di Rodolfo Ridolfi
È uno di quei libri che ti lasciano qualcosa dentro, non riesci a smettere di leggere e, quando sei all'ultima pagina, ti si riempie la testa di domande. E vorresti che l'autore ne avesse già scritto un altro. Con questo libro inauguro la rubrica "per chi cerca qualcosa di più", Racconti di viaggio.
Il giro del mondo in moto di Marco Deambrogio
Altro libro pericoloso: fa venir voglia di trovare un modo qualsiasi per mollare gli ormeggi (casa, debiti, lavoro, famiglia) e navigare a vista verso nuove avventure o, semplicemente, verso una vita diversa - più piena. Ogni volta che leggiamo le sue pagine, ci coglie un'irresistibile voglia di aria addosso e di viaggi in moto, di libertà e di spensieratezza. Ne parlo nella rubrica Racconti di viaggio.
Il piccolo libro dei colori di Michel Pastoureau e Dominique Simonnet
Prima di leggerlo, non penso che i colori abbiano una storia. Ma, in effetti, qualsiasi cosa ha una storia, fatta di intrecci col mondo circostante e l'ambiente in cui nasce, cresce e poi... chissà? Un libro illuminante che ogni tanto riprendo in mano per non perdere l'abitudine di cambiare prospettiva.
Novecento e Seta di Alessandro Baricco
Ricordo ancora con precisione quando questi due libri trovano posto nella mia piccola libreria di studentessa. Ricordo la luce del sole, i colori del cortile interno e le emozioni provate leggendone le parole. Le stesse che provo ogni volta: è da tanto, ormai, che non mi aggiro nella scrittura dell'autore - il suo uso delle parole è un'opera d'arte.
Novecento è una poesia da bere con tutti i sensi: talmente bello da commuovere. Seta è come una filastrocca che, all'improvviso, si trasforma in una storia d'amore e di amori e d'infelicità.
Nudi e crudi, La cerimonia del massaggio e La signora nel furgone di Alan Bennett
Scoperto per caso, Alan Bennett, tanti anni fa. Ad attirarmi è il colore delle copertine (fucsia energia) e i titoli; a convincermi qualche brano letto tra le pagine. Mi piace: in libri piccoli c'è un mondo grande e ironico di storie vere e di storie che potrebbero esserlo.
Le oche delle nevi di William Fiennes
Anche questa una seconda lettura: acquistato anni fa per il volo in copertina e le parole sotto il titolo. Dicono: Fiennes conquista la mente e il cuore, e sa farti volare ed è vero. Lo leggo per continuare la mia ricerca e scoprire cosa sia l'irrequietezza di vivere altrove (che ogni tanto mi coglie), ne parlo nella rubrica Racconti di viaggio e mi lascia scie di pensieri nuovi.
Il sacro e il profano di Mircea Elide
Iniziato da poco, spesso pur essendo piccolo. Per entrare nella storia delle religioni e capire qualcosa del giorno d'oggi. Continuo a leggerlo, poi ti racconterò.
E ora mi aggiro indecisa tra gli scaffali della libreria di casa: è ora di riorganizzarla, forse troverò vecchi viaggi dimenticati.
(-27; determinazione: un po' stanchina; umore: uggioso; sorriso del giorno: leggere!)
A febbraio sono impegnata in un lungo viaggio attorno al mondo, prima in barca a vela e poi in moto. A marzo faccio un tuffo nei colori e poi stringo amicizia con un paio di autori. Ad aprile seguo il battito delle ali degli uccelli migratori e mi addentro nella storia delle religioni.
Il Mediterraneo lasciato a poppa di Rodolfo Ridolfi
È uno di quei libri che ti lasciano qualcosa dentro, non riesci a smettere di leggere e, quando sei all'ultima pagina, ti si riempie la testa di domande. E vorresti che l'autore ne avesse già scritto un altro. Con questo libro inauguro la rubrica "per chi cerca qualcosa di più", Racconti di viaggio.
Il giro del mondo in moto di Marco Deambrogio
Altro libro pericoloso: fa venir voglia di trovare un modo qualsiasi per mollare gli ormeggi (casa, debiti, lavoro, famiglia) e navigare a vista verso nuove avventure o, semplicemente, verso una vita diversa - più piena. Ogni volta che leggiamo le sue pagine, ci coglie un'irresistibile voglia di aria addosso e di viaggi in moto, di libertà e di spensieratezza. Ne parlo nella rubrica Racconti di viaggio.
Il piccolo libro dei colori di Michel Pastoureau e Dominique Simonnet
Prima di leggerlo, non penso che i colori abbiano una storia. Ma, in effetti, qualsiasi cosa ha una storia, fatta di intrecci col mondo circostante e l'ambiente in cui nasce, cresce e poi... chissà? Un libro illuminante che ogni tanto riprendo in mano per non perdere l'abitudine di cambiare prospettiva.
Novecento e Seta di Alessandro Baricco
Ricordo ancora con precisione quando questi due libri trovano posto nella mia piccola libreria di studentessa. Ricordo la luce del sole, i colori del cortile interno e le emozioni provate leggendone le parole. Le stesse che provo ogni volta: è da tanto, ormai, che non mi aggiro nella scrittura dell'autore - il suo uso delle parole è un'opera d'arte.
Novecento è una poesia da bere con tutti i sensi: talmente bello da commuovere. Seta è come una filastrocca che, all'improvviso, si trasforma in una storia d'amore e di amori e d'infelicità.
Nudi e crudi, La cerimonia del massaggio e La signora nel furgone di Alan Bennett
Scoperto per caso, Alan Bennett, tanti anni fa. Ad attirarmi è il colore delle copertine (fucsia energia) e i titoli; a convincermi qualche brano letto tra le pagine. Mi piace: in libri piccoli c'è un mondo grande e ironico di storie vere e di storie che potrebbero esserlo.
Le oche delle nevi di William Fiennes
Anche questa una seconda lettura: acquistato anni fa per il volo in copertina e le parole sotto il titolo. Dicono: Fiennes conquista la mente e il cuore, e sa farti volare ed è vero. Lo leggo per continuare la mia ricerca e scoprire cosa sia l'irrequietezza di vivere altrove (che ogni tanto mi coglie), ne parlo nella rubrica Racconti di viaggio e mi lascia scie di pensieri nuovi.
Il sacro e il profano di Mircea Elide
Iniziato da poco, spesso pur essendo piccolo. Per entrare nella storia delle religioni e capire qualcosa del giorno d'oggi. Continuo a leggerlo, poi ti racconterò.
E ora mi aggiro indecisa tra gli scaffali della libreria di casa: è ora di riorganizzarla, forse troverò vecchi viaggi dimenticati.
(-27; determinazione: un po' stanchina; umore: uggioso; sorriso del giorno: leggere!)
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