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mercoledì 20 febbraio 2019

Lavori in corso: il soggiorno #2

Caro Diario,
  i numeri non mentono.
  Due sono le mani in un umano; quattro o cinque sono le domeniche in un mese; infinite all'ennesima potenza le idee nella mia testa.
  Abbiamo voglia di semplicità, armonia, praticità e bellezza, ma solo due mani, poco tempo e ancor meno energie: eppure i lavori in corso in soggiorno continuano, tra qualche sosta (lunga mesi o anni).
  Dopo il mobile tivù, cambiano faccia anche le altre pareti. È passato del tempo e ora te ne racconto.

  Il camino c'è. 
  Scegliere l'inserto per trasformare un buco nel muro contornato da una cornice in cemento è più facile del previsto: ci piace un solo modello e, per nostra fortuna e gioia, è l'unico compatibile. Non ci resta che: togliere la lastra di compensato dalla bocca del camino, pulire la canna fumaria, costruirne una nuova (a norma), costruire il basamento, realizzare i profili e la lunetta superiore in acciaio, incrociare le dita nella speranza che non piova o nevichi.
  Il giorno del montaggio nevica, ma poco: in poche ore il camino è inserito, collegato alla canna fumaria e funzionante! Da quel giorno continua a lavorare tra scoppiettii, baluginii e qualsiasi altra cosa finisca in "ii". 
  Non solo, acquista carattere: appendiamo sopra alla mensola il vecchio specchio rotondo. Lo specchio è grande, arriva fino alle volte in mattoni, illumina e alza lo sguardo: una meraviglia. Dal divano mi diverto a scrutare l'altro soggiorno e, quando attraverso la stanza, vedo un'altra finestra e un'altra porta d'ingresso e tutto sembra più ampio. Sulla mensola, sui lati dello specchio, le nostre LavaLite, uniche macchie di colore sulla parete in bianco-nero.

sorrisoa365giorni soggiorno camino

  Il divano grande si ammorbidisce. 
  Ce ne facciamo una ragione: è vecchio, ma resistente; è ingombrante, ma comodo; è fisso, ma se ne andrà presto (dove, ancora non sappiamo). Un rivestimento verde, una trapunta e dei cuscini ecru, qualche cuscino colorato. Ai lati due cubi appesi (anche loro di recupero) fungono da tavolini-scaffali: dentro libri di giardini, orti e fotografie, sopra una piccola lampada bianca e un cofanetto di vetro con selci. Sopra al divano, emigra dalla parete di fronte uno dei miei quadri preferiti, una grafica in bianco-nero (altro regalo): ora, finalmente, posso gustarmela.
  Lo cambieremo, questo divano. Forse con un divano-letto per le notti afose e per ospitare amici. 

sorrisoa365giorni soggiorno divano grande

  Il divano piccolo si colora.
  Si riempie di coperte all'uncinetto, ha quello stile simil-boho che, in fondo in fondo, mi rispecchia. Il tavolino delle lane a destra rimane al suo posto. Il tavolino nero a sinistra sostituisce gli sgabelli impilati (ora nel patio, ricoperti di piante): di fronte alla porta d'ingresso, saluta con una scatola in lacca cinese (un altro regalo), ciotoline e un profumo per ambienti, tutti nei toni del giallo. Sopra al divano appendiamo due disegni a china molto cari: sono di mio suocero e rappresentano uno scorcio di Arona e l'isola di San Giulio. 
  Cambieremo anche lui: è vecchio, stanco, appesantito dagli anni. E ha le gambe storte.

sorrisoa365giorni soggiorno divano piccolo

  Non è ancora ultimato, ho tante altre idee da realizzare (nuovi divani, nuove tende, nuove lampade), ma già così il nostro soggiorno ci rispecchia  e ci piace di più.

mercoledì 22 marzo 2017

Lavori in corso: la camera #2

Caro Diario,
  c'è sempre una prima volta, anche in camera.

  I lavori in corso son sempre più in corso: dopo la nuova parete rivestita di legno, è la volta del letto.
  Abbiamo il letto nuovo! Anzi: abbiamo il letto! Non più una rete su gambette, ma un vero e proprio letto - il nostro primo letto - dotato di pediera, testiera, laterali e un paio di reti a piccole doghe.
  Di metallo e di un bel colore grigio scuro: talmente bello che - ne sono sicura - lo vorrebbe anche Joanna Gaines.

  Ed è anche la volta dei comodini - veri e propri comodini dotati di due bei cassetti ampi in cui nascondere ogni turbamento visivo.

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  Ne sono totalmente innamorata, di questa camera. Il posto giusto dove iniziare e finire le giornate, sempre con il sorriso e un gran senso di pace.

mercoledì 26 ottobre 2016

Lavori in corso: la camera #1

Caro Diario,
  ti racconto un'altra storia.
  Questa è la storia di una povera camera da letto, l'ultima arrivata, l'ultima pensata; si potrebbe dire mai amata. Per anni si accontenta di una parete grigia come unico decoro, vede mobili di ogni genere e provenienza spostarsi lungo le sue pareti e annidarsi negli angoli, per poi scappare via. Un vero crocevia di arredi senza meta fissa. Per anni le persiane rimangono chiuse, anche nelle ore più liete della giornata, forse per pudore, forse per melanconia. Per anni nessun sorriso.
  Col tempo il grigio delle pareti si schiarisce, il freddo del nord ghiaccia il muro, l'infiltrazione dal tetto macchia il soffitto. Bisogna correre ai ripari.

sorrisoa365giorni-lavorincorso-camera-prima

  Così, sabato scorso si iniziano i lavori: una pulita ai muri e un'asciugata; l'intelaiatura di travetti e l'imbottitura di isolante termico; il rivestimento in perline di legno e la riduzione della nicchia; una mano di impregnante bianco e un'asciugata; altre due mani d'impregnante bianco e altre due asciugate.

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  E la camera è nuova: luminosa, semplice, calda. Per i prossimi anni si prevedono molti sorrisi - e nuovi arredi stanziali.

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(-28; determinazione: luminosa; umore: sorridente; sorriso del giorno: la camera nuova!)

mercoledì 29 giugno 2016

Lavori in corso: il giardino #1

Caro Diario,
  passano i giorni, i mesi e gli anni.
  Passano, e il giardino rimane incompiuto. Tanto prato, tante erbe matte e tanti fiori spontanei - margherite, denti di leone, non ti scordar di me e certi violetti che non conosco. 
  Da quando il tornado Baldo brucia e stermina con la forza concentrata della sua pipì canina tutti i cespugli rigogliosi lungo il patio (tre lavande e un enorme pompom di elicriso), la desolazione di Smaug ci fa un baffo.
  Urge una soluzione. E la soluzione è: tante aiuole!
  La prima spunta cinque anni fa, è sbilenca, rustica e primitiva: contiene le aromatiche (melissa, basilico, menta, dragoncello, erba cipollina, maggiorana, timo, timo limone, origano, salvia, rosmarino) e subisce varie modifiche. Tra il basilico fioriscono due dalie nane e una piccola rosa.
  La seconda spunta l'anno scorso, è diritta, elegante e sapiente: contiene qualche pianta superstite (la prorompente artemisia, l'elicriso, la lippia), una gerbera stentata e una dalia. È da allungare fino alla fine della parete di sassi, lo faremo presto.
  La terza spunta inaspettatamente nell'angolo più buio e umido del giardino, è diritta, furba e sgamata: contiene due esemplari di ortensie (una un po' provata, ahimè) e altre ne conterrà. Si allungherà per tutto il confine sud del giardino, per ospitare altri fiori, le bulbose e chissà cos'altro?

  Un anno fa chiedo aiuto a Cristina di Un giardino di libri; le racconto cosa ci piacerebbe avere in giardino e le chiedo quali piante starebbero bene. Ecco il suo progetto:

sorrisoa365giorni-giardino-progetto

  Non ci resta che togliere le assi di legno, i punteggi di ferro, i sassi e le pietre in formato mondiale, i bidoni d'acciaio, il cumulo di mattoni: siam pronti per la rivoluzione in giardino!

(-147; determinazione: sempreverde; umore: fiorito; sorriso del giorno: fiori, fiori, fiori!)

mercoledì 20 aprile 2016

Lavori in corso (lunghi lavori in corso) in soggiorno

Caro Diario,
  e no, che non stiamo fermi!
  Dopo la cucina, ci diamo dentro col soggiorno. Il punto di partenza è sempre lo stesso: risanare i muri rovinati dall'umidità e posizionare i nuovi battiscopa bianchi. Il punto d'arrivo è diffondere un po' di bellezza per rendere questa stanza un luogo armonioso e piacevole per noi e per i nostri ospiti {n.d.a. il Baldo, in verità, si rilassa ovunque - tranne in vacanza}.
  Iniziamo con la parete della tivù: via il vecchio mobile basso, via la fila di cassettini e benvenuto nuovo mobile pensile! Voluto progettato da me, realizzato dal marito - come sempre - e poco apprezzato dal Baldo: non può più appoggiarsi mentre fa la pennica e non può più giocare a "butta-giù-il-mondo" con la coda. Se ne farà una ragione.
  Se vuoi sapere com'è organizzato dentro, vai su Paroladordine!

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  Tre muri su quattro sono già risanati e imbiancati,  due su quattro sfoggiano i nuovi battiscopa in bianco ral 9010 (come gli infissi), uno su quattro è del tutto rinnovato. In poche parole, c'è ancora molto da fare:
  • risanare e imbiancare il quarto muro (quello del camino)
  • aggiungere i battiscopa agli altri due muri (quelli del divano lungo e del camino)
  • togliere la mensola sopra al divano lungo (prima serviva per appoggiarvi le scatole dei dvd, ma da quando c'è il nuovo mobile tivù non serve più) e scegliere i quadri da appendere
  • appendere nuovi quadri sopra al divano corto
  • appendere uno specchio grande sopra al camino
  • trovare la poltrona dei miei sogni per poter uncinettare accanto al camino
  • cambiare i divani
  • aggiungere l'illuminazione giusta
  Ti terrò aggiornato. Intanto si accettano scommesse: in quanto tempo finiremo il soggiorno???

(-217; determinazione: allenata; umore: allegro; sorriso del giorno: evviva il nuovo soggiorno!)

lunedì 18 gennaio 2016

Lavori in corso. La cucina c'è

Caro Diario,
  eccoci al giro di boa.
  Dopo la fase uno (smontare i mobili della cucina) e la fase due (risanare i muri e incrociare le dita), passiamo alla fase tre (acquistare i mobili mancanti - la più divertente!) e alla fase quattro (decidere i rivestimenti).
  Quest'ultima si dimostra più difficile del previsto: per il piano di lavoro e il muro tra piano e pensili vorremmo il marmo - ma lo scartiamo (troppo costoso); valutiamo il legno - ma lo scartiamo (troppo scuro); non prendiamo nemmeno in conto le piastrelle - simpatiche, ma non le fughe da pulire (già passati per questo sentiero impervio). Alla fine si accende la lampadina e scegliamo la resina spatolata. Bianca o grigia? Grigia.
  Scelti i rivestimenti, è ora della fase cinque (montare i mobili): finalmente! Nel giro di qualche ora, ehm, ci ritroviamo con due nuove colonne (una per il frigo-congelatore, l'altra per i forni), alte fino ai mattoni della volta, e tre nuovi pensili, lunghi e stretti, enormi e capienti. E così scopriamo l'inutilità dei nostri timori: i mobili alti, invece di rimpicciolire l'ambiente, lo ingrandiscono! Fantastico.
  Qualche attimo di contemplazione estatica e passiamo alla fase sei (applicare il rivestimento). Ecco. Una mano di fondo, due mani di resina grigia, una mano di resina trasparente.
  Tre passi indietro. Testa inclinata, fronte aggrottata. Mmm. Non ci piace per niente.
  La resina è bella, l'effetto spatolato materico (come direbbe qualcuno) ma il grigio, per quanto chiaro, scurisce e raffredda l'ambiente: mi sento a disagio ogni volta che entro in cucina. E poi, ha una leggera sfumatura lilla. Lilla! Non va, bisogna fare tutto da capo...
  Quindi scatta la fase sei bis (rivestire il rivestimento): ritorno sui miei passi con risolutezza e seguo il mio istinto scegliendo la resina bianca. Dopo una settimana il risultato è quello giusto: il bianco illumina, ingrandisce, accoglie con calore!
  E finalmente ho la cucina dei miei sogni. Be', mezza cucina dei miei sogni: mancano gli elettrodomestici nuovi (lavastoviglie, frigo-congelatore e forno microonde da incasso, e i fornelli a induzione) e quel tocco di bellezza sparsa qua e là... Ma il cambiamento è in atto.

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  Scopro, infatti, una cosa importante: ho bisogno di bianco e di mobili puliti, di superfici sgombre e di pochi oggetti che illuminino di bellezza tutto l'ambiente. Ho bisogno, soprattutto, di entrare in una stanza e riconoscerla: voglio sorridere di piacere e sentirmi a casa.
  Ne vedremo delle belle, mi sa.

(-310; determinazione: dolce; umore: sereno; sorriso del giorno: la nuova cucina c'è!)

mercoledì 30 settembre 2015

Lavori in corso: la cucina (1)

Caro Diario,
  be', ci siamo.
  È il Momento Della Cucina: stiamo ristrutturando (parolone grosso) la cucina, con tutti gli annessi e connessi - che nel nostro caso si traducono in dubbi atroci, ansie notturne, nervi a fior di pelle, occhi vitrei e pure a palla. Un evento imperdibile.

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Ore 15.35 di mercoledì 30 settembre 2015
  Dopo mesi e mesi finalmente sciogliamo il nodo della questione, ovvero: come risanare la parete della cucina. Ella è esposta a nord, abbandonata per cinque anni al freddo e al gelo, spogliata del suo intonaco, lavata con abbondante acqua, scavata per ospitare varie tubature, ricoperta di intonaco e smalto e infine di mobili. È di malumore, perché nessuno ha mai pensato di scaldarla e asciugarla per bene: il suo malumore affiora negli angoli e dietro i mobili con quell'inequivocabile macchia-muffa. Beeene.
  Cosa possiamo fare? Lava il muro con candeggina, vedrai! Togli l'intonaco e mettine uno traspirante, vedrai! Togli lo smalto e piastrella, vedrai! Applica dei pannelli isolanti, vedrai! Prega Ognissanti, vedrai! Vedremo... 
  Dopo vari dibattiti, decidiamo per una soluzione furba e si spera risolutrice: pulire l'intonaco, sostituirlo dove ammalorato, dipingere con tempera (dentro), sostituire l'intonaco a base di cemento con uno traspirante su tutta una fascia di 80 cm di altezza (fuori). 
  Sì, ecco. 
  Finito ora di dipingere la casa (fuori). 
  Ma tanto lo faremo questa primavera, coi primi caldi.
  Ah, be'.
  
  Concentriamoci sulla cucina: lista lunghissima di cose da fare e da comprare, scaletta precisissima, tutto programmato. Già sforato.
  In ogni caso, ci siamo: in un paio d'ore abbiamo svuotato la cucina, riempito soggiorno e studio, spostato e smontato alcuni mobili, impacchettato altri. Non si torna più in dietro.

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Ore 17.29 di mercoledì 30 settembre 2015
  I muri emanano un afrore di chiuso e umido, catalogato nella mia mente sotto la voce "cantina". Ma domani non sarà più così, domani sapranno di pulito, aria che circola e asciutto. Lo devo proprio dire: non vedo l'ora!

(-1; determinazione: glab! umore: glab! sorriso del giorno: glab! glab! glab!)

mercoledì 19 agosto 2015

Lavori in corso: il cortile (1)

Caro Diario,
  ti racconto una storia.
  È la storia di un povero cortile poco curato, bistrattato e pure un po' dimenticato. Agli inizi è in stato d'abbandono, ricoperto di asfalto e erbacce in parti uguali. Nell'angolo una scala di pietra lo unisce al ballatoio, ora non c'è più. Per anni è innaffiato di cemento e cosparso di terra e ghiaia - trasferiti poi all'interno di casa a fare bella mostra di sé sul parquet (nuovo). Ma le cose cambiano, per fortuna.
  Il Lavoro Dell'Estate 2015 è ridare lustro al cortile. Perché il cortile è la prima cosa che si vede di casa nostra, ancor prima di raggiungere la porta d'ingresso e bussare: un brutto cortile è un brutto benvenuto. Non solo per gli ospiti, comprensivi oltre ogni misura, ma soprattutto per noi: vogliamo che il cortile ci accolga col suo sorriso più smagliante, per sorridere a nostra volta con calore.
  Perciò diamoci dentro!
  Sappiamo già come lo vogliamo: 
  • nuova pavimentazione
  • nuova aiuola per fiori e piante 
  • dipingere la facciata di casa
  • ridipingere il casotto dei bidoni, i portoni del garage, le ringhiere, le persiane
  • chiudere con un graticcio il fienile
  • rivestire il cancello
  Iniziamo a concentrarci sulla pavimentazione: lavoro lungo, da farsi durante le vacanze del marito (povero marito, che sogna vacanze vere fatte di dolce far niente). Abbiamo deciso di reimpiegare le lastre di pietra ricavate dalla ristrutturazione: le vogliamo posare con una fuga larga, per permettere all'erba di crescere e dare un tocco di colore all'intero cortile. Per posizionare le lastre al livello giusto rispetto alle pendenze per lo scolo dell'acqua e alla quota dei marciapiedi, dobbiamo abbassare il terreno. Quindi si scava! 

Togli le pietre

  Sotto allo strato di terra mista a ghiaia e residui di cemento si nasconde un letto di ciottoli di fiume, la vecchia pavimentazione. Quindi, per scendere al livello giusto, dobbiamo toglierli. Numerose carriole più tardi, sono in giardino: un gran mucchio di ciottoli pronti per essere trasformati in future bordure.
  Fatto questo, possiamo realizzare l'aiuola lunga e stretta che delimita il lato ovest del cortile. Riutilizziamo i vecchi cordoli in cemento della vecchia aiuola, molto più lunga e larga della nostra, e riempiamo i buchi tra le pietre del muro di confine.

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Metti le pietre

  Quando raggiungiamo il livello giusto, possiamo scegliere le lastre di pietra migliori. Lavoro lungo, faticoso e pesante - soprattutto sotto il sole cocente di giugno! 
Scelte le pietre, le posizioniamo in file per trovare gli accostamenti giusti.
  Quindi le spostiamo sui marciapiedi (dopo averle fotografate e numerate), fissiamo la guaina al marciapiede, aggiungiamo un tubo tra griglia e pozzetto e iniziamo a stendere uno strato di cemento, su cui posiamo definitivamente le lastre di pietra: prima lungo i bordi, dove è più facile controllare la quota con l'aiuto di una staggia, poi verso il centro, procedendo dal cancello al garage. In alcuni casi (troppi) abbiamo dovuto scavare ulteriormente il terreno, perché le pietre erano più spesse di altre. Un altro lavoro lungo, faticoso e di precisione.

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Riempi le fughe

  Riutilizziamo la terra nera, recuperata dai lavori di sistemazione del giardino e conservata per otto anni in due barili, e la stendiamo tra le fughe. Seminiamo l'erba, del tipo resistente perché il cortile sarà il regno del Baldo e di Pagnottella (la macchina). Bagniamo e aspettiamo che cresca: quando finalmente spuntano i primi fili è una festa!
  L'erba ben bagnata cresce in fretta nonostante l'arsura di luglio, e dopo due settimane e mezzo dobbiamo già tagliarla: felicità!

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Riempi l'aiuola

  È tempo di andare al vivaio per scegliere le piante per l'aiuola. Vogliamo delle rose rampicanti, che riempiano il muro divisorio in pietra di foglie verdi e di boccioli profumati. Chiediamo consiglio a Cristina di Un giardino di libri e andiamo in cerca di rose Lady Waterlow: purtroppo il vivaio a cui ci rivolgiamo non le ha, ma scegliamo altri due tipi, le Cesar e le Flower Rain. Non vediamo l'ora di vederle fiorite!
  Per aggiungere altro colore, abbiamo acquistato anche delle petunie viola, delle begonie rosa e delle zinnie bianche per abbellire i davanzali delle finestre.

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  Questa è la storia del nostro cortile: i lavori non sono ancora completati, ma il risultato fin qui ci piace moltissimo e rientrare a casa è diventata una gioia.

P.S: Quando scrivo "noi" intendo "io dirigo e il marito esegue". Molto più breve usare "noi".

P.P.S. Al Baldo tutto questo non piace: non può più scavare buche rinfrescanti nel cortile, non può più nascondere i tozzi di pane nella terra della vecchia aiuola scancagnata, non può fare pipì sulle rose... Insomma, un disastro.

(- 12; determinazione: sopravvive; umore: resiste; sorriso del giorno: il cortile quasi nuovo!)

mercoledì 29 aprile 2015

Lavori in corso: la lavanderia

Caro Diario,
  era ora!
  In questi giorni dovrei dirlo per tante cose, ma oggi in particolare per la lavanderia: finalmente è di nuovo una lavanderia!
  Poveretta, lei ci ha sofferto tanto a non essere se stessa: fare la discarica di casa, proprio, non le piaceva. E ora risplende in tutta la sua contentezza!
  La sua storia è lunga e travagliata - come quella di ogni stanza in questa casa. 
  All'inizio la lavanderia non c'é: al suo posto un grosso buco con vista sul giardino e sulle travi di ramoscelli di legno, appoggiato sulla volta pericolante del cassero. Il cassero, nel giro di un anno, diventa il mio studio e il buco... be', il buco rimane tale per molti anni ancora.
  Ma nei miei pensieri la lavanderia c'è: accanto al bagno, con un accesso comodo e indipendente. Una sfida: in un rettangolo di quattro metri per tre deve starci lei, il bagno con vasca e due lavabi, tre porte e una portafinestra. Il marito prende le misure e io progetto. 
  Il primo progetto è molto ingenuo e non mi soddisfa affatto: divido il rettangolo in due verticalmente (lungo l'asse ovest-est), la prima cosa che si vede entrando è la porta della lavanderia, poi si volta a destra e ci si ritrova in un bagno un po' impiccato e dotato di sola finestra. Non va.
  Quando finalmente mettiamo mano al buco per trasformarlo in una parte di casa, ho un'illuminazione: il marito prende di nuovo le misure e io progetto di nuovo.
  Il secondo progetto è perfetto: divido il rettangolo in due orizzontalmente (lungo l'asse nord-sud), quando si entra si vede la porta finestra del bagno, i sanitari sono nascosti e sembra una camera; a destra c'è l'ingresso della lavanderia e a sinistra un armadio a muro - il bonus!
  Dopo aver deciso dove, dobbiamo decidere come sarà: mobili su tre lati, su due o solo su uno? Elettrodomestici a colonna o in piano? Con o senza lavandino? Mobili chiusi o scaffalature aperte?

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 Qualche giro in internet e sulle riviste d'arredamento risolvono ogni dubbio: su un giornale vedo una cabina armadio lunga e stretta con una fila di armadi bianchi chiusi da ante scorrevoli solo su un lato. Bella e ispirante! A questa soluzione aggiungo qualche dettaglio... et voilà!

sorrisoa365giorni-lavanderia-progetto

  Ecco la nostra lavanderia: lunga 190 cm, larga 120 cm, la lavatrice (in futuro sostituita da una lavasciuga) e un lavabo rotondo sul fondo, una sfilata di mobili e pensili bianchi sulla parete affianco, il calorifero e ganci vari sulla parete di fronte. Tutto bianco, tranne la parete di fondo: fucsia! Una delle mie "regole" di casa, infatti, è: bianco per gli ambienti principali (eventualmente una parete di colori tranquilli) e colori energizzanti per gli ambienti di servizio.
  Ti aspettavi il resoconto dell'organizzazione, mio caro Diario? Lo so, ma come ogni cosa, bisogna iniziare dall'inizio e non dal fondo. Porta pazienza, te ne parlerò la prossima volta!
  Giurin giurello.

(-2; determinazione: resistente; umore: ottimo; sorriso del giorno: la lavanderia c'è!)

lunedì 28 aprile 2014

Lavori in corso: Il Ripostiglio (3)

Caro Diario, 
 qui la storia si fa sempre più complicata.
 È complicato dare un volto definitivo al Ripostiglio: esso si ribella a ogni tentativo di addomesticazione. Si sovrappongono altri impegni, altre incombenze, soprattutto si fa avanti con prepotenza la complicata Questione Cucina (ma questa è un'altra storia). Nel frattempo i lavori nel Ripostiglio languono.
 Ma non è colpa nostra: quel lontano giorno mentre dico: "settimana prossima avremo Il Ripostiglio", sottovaluto tante cose. Prima fra tutte il gran lavoro di raddrizzamento della spalletta della nicchia. Fatta in extremis da un muratore (fasullo, capiamo poi) e mai digerita dal marito.
 Procediamo così:
1.
apriamo le ante del pensile e lo svuotiamo di tutto,
riempiendo il passaggio (già risicato) davanti alla libreria
ops, libreria inaccessibile fino a fine lavori
2.
smontiamo il piano con cassetto dell'ex home office,
quello fatto su misura dal marito e per cui non mi perdonerà mai
svitatore pronto all'uso
3.
smontiamo griglia, mensole e ante del pensile e
piano con cassetto dell'ex home office;
da questo momento non si torna più indientro
nicchia nuda e cruda, rimangono solo la presa del telefono e la ciabatta multiprese: che tristezza...
4.
diamo una mano di fondo per cancellare lo smalto color cioccolato,
uniformare la superficie e prepararla al prossimo colore
"mi raccomando, copri bene il pavimento!"
5.
inizia la parte critica: posizionare dei laterali diritti sui muri storti della nicchia
con l'aiuto di schiuma poliuretanica e puntelli vari
ci vuole qualche giorno tra applicazione dell'idea e asciugatura finale della schiuma,
ma i laterali ci sono e sono diritti!

 6.
tagliamo e montiamo le quattro ante - due corte sopra e due alte sotto -
infine scegliamo il colore per il muro di fondo: la parte più bella!
verde agave!
 Ed ecco tutto - per ora. Mancano all'appello:
- riempimento dislivello tra laterale sinistro e muro {la parte incriminata, che tanto fa innervosire il marito}
- intonaco, stabilitura e pittura del rattoppo
- inserimento griglie e mensole nella parte alta
 Poi sarò pronta a organizzare tutto quanto. Evviva!

Le varie fasi:
- Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)
- Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

(-2; determinazione: continua; umore: abbastanza buono; sorriso del giorno: il verde agave!)

mercoledì 19 marzo 2014

Lavori in corso: Il Ripostiglio (2)

Caro Diario,
 dopo giorni di meditazione, ci siamo.
 Io e il futuro Ripostiglio ci stiamo misurando: io impugno il metro rigido, lui sfugge alle leggi geometriche. Per fortuna c'è il marito: egli sa come domare angoli ottusi e acuti, lati che non conoscono leggi di perpendicolarità o parallelismo, altezze claudicanti e profondità variabili.
 In poche parole: il marito misura altezze, profondità e larghezze, e io segno e disegno sul mio quadernetto dei progetti (copertina rosa lucida, quadretti da 5mm, scribacchiato ormai fino a metà delle sue pagine).
 Queste le misure e questo il progetto:


 Un progetto per risolvere tre problemi.
  1. Non vogliamo avere più tra i piedi oggetti molto ingombranti che usiamo molto poco, ma che comunque sono molto utili: l'asse da stiro, lo stendino e la scala.
    Per ora si trovano tutti in lavanderia: i primi due appesi uno dietro l'altro a un gancio profondo subito a destra dell'entrata. Un nervoso assoluto: l'ambiente è stretto ed è inevitabile prenderli dentro, farli dondolare pericolosamente e lanciare improperi generici. Per prendere lo stendino bisogna togliere il pesante asse da stiro, ma appena si toglie l'asse da stiro una delle ali dello stendino si apre verso il pavimento (di solito percuotendo uno dei miei stinchi) e provoca una profonda crisi di nervi. Aggiungo anche che usandoli assai di rado (nel 2013 nemmeno una volta) servono solo a collezionar polvere.
    La scala è infilata nella colonna finora adibita a pseudo-ripostiglio. Infilata sul fondo e nascosta da uno scaffale di stoffa: lo spazio è poco, ma si nasconde molto bene. La caccia al tesoro è assicurata. 
  2. Vogliamo sfruttare ogni millimetro del nuovo Ripostiglio. Per questo motivo di ogni oggetto misuriamo non solo l'altezza, ma soprattutto la profondità. Dopo ripetuti calcoli, addizioni, sottrazioni e vari giochi d'incastro, troviamo due soluzioni: entrambe prevedono di sfruttare i centimetri variabili della profondità (da 35.5 cm di sinistra a 37 cm di destra - pazzesco) non solo all'interno della nicchia, ma anche sulla superficie interna delle ante. In questo modo nessun oggetto si sovrapporrà ad altri, ma saranno facili da prendere e riporre. Rifacendo i calcoli, decidiamo per la seconda versione (vedi sopra): la prima prevede scala appesa sul fondo della nicchia accanto all'asse da stiro, il secchio ai suoi piedi e tutti i detersivi / strofinacci / spugne / carta assorbente su scaffali appesi all'interno dell'anta di fronte. Ma in questo modo non si riempie tutto lo spazio - sia mai. Invece, quasi tutti gli oggetti saranno appesi a ganci (celo!) per scongiurare frane pericolose, secchio, detersivi / eccetera saranno appoggiati sopra e dentro il mobiletto (manca!) e la futura scopa elettrica starà davanti all'asse da stiro: colmando ogni vuoto.
  3. Vogliamo nascondere agli occhi l'archivio e le scatole "dei ricordi". Adesso i quattordici portariviste e le tre scatole dell'archivio sono in fila sugli scaffali della libreria. Da quest'anno non dovremo più consultare spesso i documenti della casa, ma prenderemo e riporremo i documenti necessari solo una o due volte all'anno: possono sparire senza sofferenza nel Ripostiglio. Evviva.
 Come avrai notato, mio caro Diario, lo stendino non è contemplato: rimarrà in lavanderia attaccato al muro con grappe di metallo: non mi dispiace, appena avremo la lavasciuga prenderà il volo.
 Bene. Se l'uomo di casa non fa sciopero, settimana prossima avremo Il Ripostiglio e potrò risistemare l'archivio, la libreria e i mobili della lavanderia (ma queste sono altre - numerose - storie).

Le varie fasi:
- Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

(-12; determinazione: in ripresa; umore: buono; sorriso del giorno: progetto del Ripostiglio!)

lunedì 10 marzo 2014

Lavori in corso: Il Ripostiglio (1)

Caro Diario,
 oggi ti racconto una nuova storia.
 Protagonista è una nicchia nel muro, coprotagonista una casa vecchia di più di un secolo. Il Ripostiglio, infatti, non è altro che una nicchia nel muro spuntata fuori durante la ristrutturazione: al suo posto, prima, c'è il vuoto, un freddo passaggio tra casa e scala esterna. Suggestivo, ma un po' démodé. 
 La scala esterna non c'è più, il vuoto è ora un muro nuovo, meno profondo del muro vecchio, che crea una delle innumerevoli (simpatiche) nicchie: appena si salgono le scale, lei è lì, di poco spostata sulla destra.
 La sua storia è lunga e non sono ancora sicura che terminerà con Il Ripostiglio - il marito sì, già ribadido più volte in ogni lingua.
 Prima è l'unico ripostiglio di casa. Brutto: lo chiudiamo con una vecchia tenda attaccata a un filo d'acciaio, senza anima e senza dignità. Scomodo: una faticaccia portar giù e su dalle scale l'aspirapolvere - pericoloso per la mia pipposità, ogni volta temo di trasformarmi in un moderno Laocoonte, trascinato giù dalle scale dal mostro LG Kompressor in un groviglio di spire plasticose.

Foto farlocca, alias foto "ricostruttiva" del Prima. Notare le spire a riposo del mostro.
 Poi diventa un home office volante. Bello: sfondo color cioccolato e piano con cassetto in legno bianco fatto su misura dal marito (non me lo perdonerà mai). Scomodo: il piano non è abbastanza profondo, c'è poca luce naturale, è lontano dalla civiltà domestica (dicesi anche "soggiorno"), insomma assomiglia più a un nido d'aquila.

Foto farlocca, alias foto "ricostruttiva" del Durante

 Infine Il Ripostiglio. 
 Anche se a lungo lotto per sfruttare la nicchia solo per bellezza: potrebbe ospitare il secretaire colorato sullo sfondo di una bella carta da parati, oppure una comoda poltrona rifoderata e diventare una nicchia da lettura (lì accanto c'è la libreria), o ancor meglio l'orrido impianto hi-fi del marito con le sue lugubri casse alte e nere - opportunamente celato dietro qualsiasi cosa. 
 Ma il marito dice: "Facciamo il ripostiglio. E rivestiamo parete, ante del ripostiglio e (futura) porta della camera con la carta da parati. Quella che più ti piace." 
 Egli sa quali sono i miei punti deboli: accetto, pregusto e sorrido con baluginii folli negli occhi.

(-21; determinazione: 'ina; umore: 'ino; sorriso del giorno: si progetta Il Ripostiglio!)

mercoledì 26 febbraio 2014

Cambiamento numero tre

Caro Diario,
 ho la sindrome da cucina irrisolta.
 Non è cosa da poco entrare in cucina ogni giorno, guardarla con occhio critico e con "stanchità" (come direbbe il mio professore di filosofia) pensare: No, così non va. Meglio cosà...
 Ma nessuno sa cosa sia cosà.
Se potessi buttar giù la parete divisoria tra cucina e soggiorno, farei una cucina con un bancone. Però poi perderei il fascino della vetrinetta in nicchia. E sicuramente le volte ne risentirebbero.
Se potessi far correre i mobili anche sotto la finestra, esaudirei uno dei miei sogni. Ma la finestra è molto bassa e sprecherei tutto quello spazio in più del vano.
Se aprissi il passaggio soggiorno/cucina verso il giardino, invece che verso il cortile, avrei un lungo piano di lavoro sotto ben due finestre e ben due nicchie da sfruttare (due vetrinette? una vetrinetta e la casa per lo Smeg?). Ma dovrei spostare il calorifero sulla quarta parete libera e sono sicura che me ne pentirei all'acquisto di un nuovo mobile.
Se la casa fosse al contrario (con tutto quello che sta sulla parete est ribaltato sulla parete ovest e viceversa), avrei una casa più semplice e non passerei mezz'ore intere a riempire di disegnini fogli di quaderni a quadretti alla ricerca della soluzione perfetta. Ma perderei gran parte del divertimento.

 Cosa c'è che non va nella nostra cucina? Te lo dico subito: uno non so cosa farmene della nicchia, due manca un piano di appoggio extra, tre non so dove mettere il frigorifero (dove già si trova, tra le due finestre, oppure sotto il piano di lavoro?), quattro non so quale frigorifero scegliere (Smeg, integrato, o a cassettone?), cinque non sopporto la mensolona con luci (meglio pensili, scaffali aperti o il nulla?), sei non sopporto l'orrida cappa, sette mi piacciono i mobili bassi disposti a U (ma preferisco il forno alto), otto adoro i pensili e le colonne alte (ma temo di soffocare le volte), nove...

 Ci pensa il vento del cambiamento a dissipare ogni dubbio: a partire da aprile Ikea metterà in vendita un nuovo sistema per cucine chiamato Metod (con l'accento sulla o, mi dicono). Nuovi nomi, nuove misure, nuove ante, nuovi cassetti e nuove soluzioni organizzative. Bello, bellissimo.
 Primo pensiero: lo voglio! Gli occhi già mi luccicano al pensiero di aprire quei cassetti. Mi blocca un'unica considerazione: la nostra cucina Ikea ha solo sei anni, è in ottimo stato ed è superorganizzata. Butterei al vento tutto il gran lavoro che ho fatto finora e non mi va.  
 Secondo pensiero: completiamo la cucina finché è ancora in vendita il sistema Faktum! Son solo pochi pezzi, in fondo. Sì, ma quali?
 Così mi ritrovo a disegnare ipotetiche cucine.


 Partendo dallo stato di fatto (monco), ipotizziamo prima di aggiungere un pensile profondo 60 cm sopra al forno e al frigorifero fino a un'altezza di 141 + 35 = 176 cm, poi di alzare ulteriormente le colonne a 211 cm, integrando frigo/congelatore futuro, e decidiamo infine di aggiungere una fila di pensili tra le due colonne.
 Et voilà, ecco la soluzione finale:


 Pro:
- la nicchia (ridotta e senza mensole) diventa il fulcro della cucina (con un quadro o un colore particolare)
- il frigo e il congelatore da incasso sono integrati nella cucina
- la mensola sparisce, sostituita dai pensili - evviva
- la cappa sparisce dentro il pensile - doppio evviva
- aumenta lo spazio contenitivo (talmente tanto, da non saper come riempirlo...)
- non ci sono più ninnoli sopra frigo, mensola e forno
- le ante bianche e lucide riverberano la luce proveniente dalla finestra per tutta la parete
- soddisfo il mio desiderio di avere una cucina "a ponte"
Contro:
- non ci sono nuovi piani d'appoggio (ma mi servono?)
- la nicchia è sacrificata (ma la sfrutterei altrimenti?)
- temo che i mobili siano troppo alti e soffochino le volte (iniziano a 217 cm)
- rinuncio alla cucina "bassa"
- non c'è spazio per il mio tanto desiderato Smeg - inconcepibile

 Sono consapevole di non poter avere la cucina dei miei sogni - ma solo perché è un pasticcio di stili: cucina di sole basi a U su tre pareti + cucina con colonne e pensili  "a ponte" su una sola parete + frigo/congelatore integrati + Smeg - e non mi do pace. Questa notte, però, una soluzione per avere sia la cucina "a ponte" che lo Smeg attraversa il mio cervello: l'afferro lesta e la trascrivo sul quadernetto dei progetti, pronta per essere realizzata in futuro (ma questa è un'altra storia).
 Se non sorgono nuovi dubbi, in settimana corriamo all'Ikea a ordinare i pezzi mancanti. Certo, mio caro Diario, il tuo parere sarebbe molto prezioso. Ti va di dirmi cosa ne pensi?

(-2; determinazione: puntigliosa; umore: raffreddato; sorriso del giorno: nuova cucina all'orizzonte!)

lunedì 30 dicembre 2013

Fallimento o successo?

Caro Diario,
 una sola domanda: ma dove va a finire il tempo?
 Ho ancora (ancora?!) due giorni per portare a termine l'obiettivo del primo mese, ma non so se:
  1. essere sincera all'inverosimile e ammettere il mio fallimento
  2. fare la splendida ed essere entusiasta del mio successo.
 Ma se la virtù sta nel mezzo, allora ti dirò: sono contentissima di essere riuscita a dividere tutte le cianfrusaglie per argomento, aver buttato via quelle inutili e aver archiviato quelle utili. Sono contentissima di aver etichettato ogni scatola/scatolone/raccoglitore e trovato un posto per ciascuno di loro. Sono contentissima di aver archiviato anche il materiale da lavoro negli scatoloni che prima contenevano le cianfrusaglie.


 Sono meno contenta di non aver riposto alcune cianfrusaglie (quelle col punto di domanda), di non aver trovato la poltrona giusta, di non aver cucito la tendina, di non aver appeso i quadri. Sono meno contenta di non aver finito in tempo - dubito che nelle prossime trentasei ore riuscirò a fare molto di più. Ma sono contenta di esserci quasi riuscita.

(-1; determinazione: distratta; umore: roseo; conquista del giorno: aggredito anche l'ultimo scatolone)

venerdì 27 dicembre 2013

Studio: lavori (molto) in corso

Caro Diario,
 tic-tac, tic-tac...
 Il tempo passa, rimangono pochi giorni per mantanere il mio impegno di riorganizzare e abbellire lo studio. Posso farcela.
 Oggi sono alle prese con gli ultimi scatoloni: ne libero uno e subito lo trasformo in cestino getta carte (quante!), ne libero un altro e lo riutilizzo come contenitore per la carta da riciclare (lo sai che ho un debole per la cartapesta? prima o poi...), un altro ancora e lo lascio vuoto solo per il piacere di saperlo vuoto. 
 Intanto riempio le scatole: di pieghevoli e cartine turistiche, di informazioni, iniziative, piante di siti e musei d'archeologia. 
 Sono abbastanza soddisfatta, anche se non so come di carta ce n'è sempre troppa. A volte mi sembra di organizzare solo grandi flussi migratori da un continente all'altro, da uno scaffale all'altro, da uno scatolone a un raccoglietore.
 Il risultato a fine giornata è spaventoso: scatole ovunque, scatoloni tra i piedi, fogli di carta riciclabili come tappeto, lacrime sparse e mani dai polpastrelli neri che più neri non si può. 
 Doccia, pizza, nanna e domani è un altro giorno. Di lavoro, yes.

(-4; determinazione: adamantina; umore: scorbutico; conquista del giorno: fuori altri tre scatoloni)

domenica 17 novembre 2013

Lavori in corso

Caro Diario,
 è domenica e si lavora allo studio.
 Lavoro lento, a volto tedioso - vagliare scatoloni e borse di materiale vario e polveroso non è il massimo del divertente. Ma ogni passo in più mi porta vicino vicino alla soluzione finale: un luogo accogliente e stimolante in cui poter lavorare ogni giorno.


  1. Materiale universitario archiviato nei portariviste ed etichettato? Fatto!
  2. Materiale turistico archiviato nelle scatole ed etichettato? Fatto!
  3. Manifesto del Circolo dei Lettori incorniciato? Fatto!
  4. Tutto il resto? Da fare!
(-7; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo: riorganizzare lo studio; risultato: in fieri)

domenica 28 aprile 2013

Lavori in corso: lo studio (bis)

Caro Diario,
 anche oggi piove, anche oggi il cielo è grigio, anche oggi salta la passeggiata all'aria fresca, ma io sorrido.
 Perché possiamo finalmente tirare un po' di righe sulle voci della lista delle cose da fare nello studio. Tra giovedì e oggi riusciamo a (1) svuotare le librerie, (2) pulirle, (3) mettere il fondo nero, (4) inserire i due piani estraibili, (5) pulire con l'aspirapolvere i libri, (6) riorganizzarli, (7) eliminare le cianfrusaglie, (8) pulire il tavolo della nonna, (9) riunire le sei sedie del tavolo sparse per la casa, (10) spolverare il lampadario - che è nero, non grigio (ehm).
 Indosso ancora la mascherina antipolvere a mo' di fascia e sono infinitamente stanca, ma contenta.
 E' da tempo che cerco un modo per rinnovare e rendere più accogliente (e produttivo) lo studio. Mi piacerebbe molto dipingere le pareti di un caldo color cioccolato, su cui far risaltare il bianco delle librerie e i colori dei libri; ma la stanza non è molto luminosa. Potrei dipingere le librerie di scuro, lasciando le pareti bianche; ma non sono affatto convinta. Quindi continuo a cercare nel web in cerca d'ispirazione, finché non trovo la geniale soluzione di Megan di Honey we're home. Folgorante!

 Prima - Tanto per fartene un'idea, ecco com'è la libreria giovedì mattina: caotica, impolverata e ingestibile.


 Durante - Togliamo tutti i libri e li impiliamo sui gradini e sul pianerottolo della scala {il Baldo sbuffa ed è piuttosto scocciato: non può più salire nella postazione da vedetta #1 per tenere sotto controllo il suo maniero}. Poi scostiamo la libreria dalla parete e la puliamo da cima a fondo: scacciamo ogni granello di polvere e cancelliamo ogni segno d'incuria. Adesso è bianca e profumata come il primo giorno in casa nostra!


 E ora il fondo. Togliamo dal suo involucro il lenzuolo Dvala di Ikea, lo srotoliamo sulla libreria e prendiamo le misure: è grande 240 x 260 cm e deve coprire un quadrato di 185 cm di lato. Tagliamo, tendiamo e, con l'aiuto della sparapunti, l'attacchiamo ben teso sul retro della libreria.


 Tanto per sicurezza, diamo un giro di nastro isolante bianco tutto attorno. Et voilà!


 Dopo - Ci vogliono sette ore, tra sabato pomeriggio e domenica mattina, per aspirare la polvere dai libri e riorganizzarli nei cubi. Lavoro lungo, ma piacevole: mentre coccolo i miei libri, scopro anche delle chicche nascoste, che proprio non ricordavo d'avere.
 Appena finito, mi allontano di qualche passo, mi appoggio alla parete e mi fermo a rimirare. Mi piace!


  Naturalmente, non è finita qui: ho ben cinque borse di cianfrusaglie a cui trovare un posto, dieci scatole da svuotare (son piene di appunti, ricerche, cartine, pieghevoli, guide turistiche, articoli di riviste - tutto da metter via) e ventuno portariviste da eliminare (con rispettivi articoli, fotocopie e riviste di archeologia da riorganizzare).
 Ma non oggi, ci penserò domani. Dopotutto domani è un altro giorno.

(-240; determinazione: alle stelle; umore: luminosissimo; obiettivo: organizzare lo studio; risultato: a buon punto)

martedì 2 aprile 2013

Lavori in corso: lo studio

Caro Diario,
 quanto adoro progettare!
 Prima di organizzare uno spazio di casa, mi dedico a un luuungo lavoro preliminare:
  1. innanzitutto fisso intensamente quello spazio più volte al giorno per più giorni. Finché non me lo sogno di notte;
  2. poi cerco nel web e nelle riviste d'arredamento ogni spunto interessante e declinabile a casa nostra. E inizio a fantasticare;
  3. quindi prendo le misure e fo uno schizzo della stanza, come la vorrei. Con tanto di letterine e legenda;
  4. infine compilo una lista delle cose da fare (comprare, riutilizzare, costruire). A questo punto il marito storce il naso, mentre io mi frego le mani contenta!
 Ora che il mobile sottoscala è finito, si passa al prossimo progetto: lo studio.
 A casa nostra lo studio si trova in un angolino, tra il soggiorno, il bagno verde e le scale che portano di sopra (seguire le frecce). Ha un'unica portafinestra che dà a est sul giardino e al mattino s'illumina di una luce dorata. Per ora ospita mobili di ogni genere: due librerie gemelle (di cui una con il vano per la televisione), un vecchio scaffale di recupero (in coppia con una cassettiera nella mia cameretta da bambina), una mensola spessa e il glorioso tavolo antico della nonna. Dovrebbe essere il luogo in cui lavorare e produrre con gioia, ma in poco tempo diventa il magazzino di casa: così non funziona, è giunto il momento di riportare al suo originale scopo questo locale.
 E come per incanto, sono già alla terza fase: ta-dan!

 

  Ed ecco passo passo i lavori da fare:
- togliere libri e affini dalle librerie
- aggiungere un fondale alle librerie (colore scelto: nero, per dar profondità)
- tagliare e installare due scaffali estraibili per tastiera e stampante (nell'ex vano tivù della libreria)
- riorganizzare i cassetti
- aggiungere la mensola sopra lo scaffale
- spolverare e riorganizzare i libri
- appendere un po' di quadri
- rivestire le sedie della nonna
- procurare due poltrone comode per lavorare (per me e per il marito)

 In realtà quel che vorremmo realmente, mio caro Diario, è una grande libreria che si sviluppa su tutte e tre le pareti e a ponte sopra la portafinestra e i passaggi verso il bagno verde e il soggiorno. Sospiro. Prima o poi.

(-265; determinazione: buona; umore: soleggiato; obiettivo: progettare lo studio; risultato: ottenuto)

mercoledì 13 marzo 2013

Lavori in corso: il mobile della colazione

Caro Diario,
 lo so, lo so.
 Ti stai chiedendo: "ma quanti lavori ancora in corso ci sono?" Ebbene, sono tre: l'archivio, il ripostiglio del bagno verde e il sottoscala. Ognuno col suo bravo motivo: rispettivamente, il marito è tuttora smarrito, non siamo ancora convinti della carta per le ante e i cassettoni son più impegnativi del previsto.
 Da oggi, s'aggiunge anche il mobile della colazione (quattro).
 Il mobile della colazione in realtà è un pensile con il cappello verde a pois, a cui son cresciute le gambe e due pomoli rotondi, messo sotto lo scaffalino del tè in attesa di destinazione. Se apro le ante, ci trovo rotoli di carta assorbente, di pellicola, di alluminio e di carta da forno, una tazza e un tagliere rotti, barattoli di vetro di ogni misura, strofinacci da cucina, un passaverdura, tovaglioli di carta, borse termiche. Insomma, di tutto e di più.
 Dirotto quasi tutto nel mobile sottoscala, e si crea il vuoto.


Che pian piano si riempie: cioccolato, spuntini dolci, zuccheri, mieli, vari barattoli di caffè e scatole di biscotti. Insomma, tutto l'occorrente per un'ottima colazione.


  Lo so, manca ancora qualcosa: un paio di contenitori bianchi, i colini per il tè in foglia, magari dei cucchiaini colorati, sicuramente qualche dolcino in più (gnam).

(-285; determinazione: nella media; umore: idem; obiettivo: curare la casa; risultato: in fieri)

venerdì 8 marzo 2013

Lavori in corso: il sottoscala (bis)

Caro Diario,
 dopo quattro giorni, oggi pausa.
 Il marito è a metà dell'opera e una giornata di riposo ci vuole. Ogni tanto passiamo di là, apriamo le ante, accendiamo la luce (sì, c'è la luce là dentro!) e ci sediamo a guardarla. E' vero, non è ancora finita, manca una punta di stucco, una pennellata di bianco, uno spruzzo di sgrassatore e un colpo di spugna.
 Ma io rimiro lo spazio e, progetto originale alla mano, incomincio a organizzare gli scaffali con gli occhi.
 Sono incantata.



(-290; determinazione: non male; umore: sereno; obiettivo: sottoscala; risultato: 50%)
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