Visualizzazione post con etichetta in forma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta in forma. Mostra tutti i post

venerdì 28 luglio 2017

Volontaria volente

Caro Diario,
  sto partecipando a una ricerca scientifica.

  Anzi, stiamo: io e il marito. Il Baldo osserva e controlla che la sua pappa sia sempre la stessa.
  Diciamo sì alla scienza per un motivo semplice: vogliamo ritrovare il benessere del corpo e della mente. E lo facciamo attraverso l'azione congiunta di osteopatia e bionutrizione: insieme, infatti, ci faranno raggiungere risultati più immediati e duraturi, perché sono complementari e si aiutano a vicenda.

sorrisoa365giorni-esperimenti-frullatore

  Tradotto: siamo a dieta per sette giorni, il quinto giorno inviamo un resoconto (come stiamo, come ci sentiamo, novità), riceviamo la dieta per la settimana successiva, il sesto giorno l'osteopata ci tratta.  E poi si ricomincia.

  Nuovo regime alimentare, nuovi accostamenti tra cibi, nuove ricette, nuove fatiche culinarie... Tutto ciò risuona nella mia testa. Glab.
  Nulla che non si possa controllare, mi ripeto. No, figurati.
  Tranne il tritatutto che non trita, il frullatore a immersione che non riemerge, il frigorifero che scoppia, i fornelli roventi come i lunghi pomeriggi.

  Tutto bene (la casa è ancora in piedi, la cucina soffre un po').
  Dura quattro settimane e poi saremo come nuovi. YEAH.

sorrisoa365giorni-muffin-farinadiceci

lunedì 28 settembre 2015

Diamoci un tono

Caro Diario,
  che fregatura!
  Dopo troppo tempo giù di morale, cade giù anche il resto. Ma quando l'umore si risolleva, tutto il resto fa cilecca. Sgrunt.
  Gli occhi e le guance mantengono la vecchia piega amara, nonostante la dolcezza di questi tempi. Risultato: tutto vien giù! E anche quando son serena, sembro sempre pensierosa.
  Ebbene sì: Q = G. Cioè Quaranta uguale Gravità, intesa come forza di gravità. Urge correre ai ripari.
  Quindi: ginnastica per dare un tono a ogni parte del mio corpo e ginnastica per il viso. Non si scappa, deve diventare una nuova sana abitudine.

  Mio caro Diario, se anche tu ti senti un po' giù di tono, puoi dare una sbirciatina alla mia bacheca Pinterest Diamoci un tono. Ci troviamo di fronte allo specchio!

sorrisoa365giorni-forza-gravità

(-14; determinazione: tonica; umore: su; sorriso del giorno: abbandonare il lato oscuro!)

mercoledì 16 luglio 2014

Attenzione: ristrutturazione in corso

Caro Diario,
 sbagliando (ripetutamente) s'impara.
 Inizio questa settimana con una considerazione: se aspetto l'anno prossimo per prendermi cura di me, potrei non trovarmi più. Ed ecco che scatta il piano G, seguito tosto dal piano C.
 G come ginnastica. Riprendo i miei esercizi mattutini 5/7 gg (cioè, cinque giorni su sette) e quelli serali 3/7 gg (solo tre giorni). Al mattino addominali, braccia, fianchi e squat: a parte questi ultimi, tutta roba semplice, che faccio in parte sdraiata e seduta sul letto (mi piaaace). Ci sarebbero anche dieci minuti di ellittica, ma "mi capita" di rimandare alla sera. La sera son previsti altri addominali, gambe, glutei, flessioni e braccia: roba più impegnativa, necessito di tappetino ed elastici e sento dolori ovunque (tranne dove mi aspetto di sentirli). Naturalmente mi dimentico di fare l'ellittica.
 Morale: non far la sera quel che puoi fare al mattino!


 C come creme: antitutto! E sì, perché ultimamente mi par di notare una certa mancanza di compattezza della pelle. Come dire, asssomiglia alla panna che si forma sulla superficie del latte caldo: quando la tocchi, fa le grinze. La mia pelle le fa anche senza toccarla, ohibò! Perciò sfodero di nuovo le care vecchie creme e mi ungo senza tregua su viso, collo, odiosissimi punti morbidi del corpo, mani e piedi. Mattina e sera.
 Ma al mattino mi  ricordo e la sera no: dovrei ungermi appena prima d'infilarmi sotto le lenzuola, ma a quell'ora ho talmente tanto sonno da dimenticarmene. Sto pensando di puntare la sveglia...
  Morale: una sveglia al giorno, toglie la dimenticanza di torno!
  Dai miei (ripetuti) errori imparo che: (1) è meglio vincere quel senso di assonnamento-noia-fame e darmi all'ellittica subito al mattino - sarà difficile, ma porterà a buoni risultati; (2) è meglio iniziare a incremarmi prima di cena, quando ancora l'occhio è vispo - se no cala l'oblio e son fritta (tanto per restare in tema).
 Ci riuscirò? Non lo so, ma d'ora in poi terrò traccia dei miei sforzi. Sia mai che in questo modo funzioni...

(-15; determinazione: in via di ridefinizione; umore: ibernato; sorriso del giorno: forse ce la fo! ginnastica mattutina e serale: celo; ellittica: manca; cremaggio: in fieri - si accettano scommesse)

giovedì 31 ottobre 2013

Ti presento Ellie

Caro Diario,
 ti presento Ellie.
 E' da un mese che mi occhieggia dal suo angolino: "Che fai, non stai un po' con me?". Io distolgo lo sguardo e scappo via, vergognosa. Sì, mi vergogno: perché è da più d'un mese che è qui con noi e ancora non mi prendo cura di lei. O meglio, non lascio che lei si prenda cura di me.
 Mica poi così facile: occorre tempo, dedizione, convinzione, capacità, determinazione e nessuna paura. Eppure gli alibi e le scuse fioccano, ogni giorno pensando a lei mi sento in colpa, finché... - per fortuna c'è sempre un "finché" che ribalta la situazione.
 Settimana scorsa scatta qualcosa. Accendo il computer e scorro le pagine che parlan di lei, prendo nota, annuisco e decido di rompere il ghiaccio.
 E' da lunedì che al mattino io e Ellie abbiamo un incontro ravvicinato di quarto tipo: lei ronza e io sudo.


 Ellie è la nostra nuova cyclette ellittica, quella con la falcata che è una via di mezzo tra bicicletta, corsa, sci di fondo e step - dicono. Quel che dico io è che coinvolge tutto il corpo, dalle braccia alle gambe, e che dopo i primi passi in scioltezza già sbanfo.
 Frena, qui ci vuole un piano d'attacco a misura d'Alina, colei che non ha fiato. Tra i vari programmi d'allenamento per principianti, ne scelgo uno facile facile: inizio con dieci minuti di sgambettamento e nel giro di due settimane arriverò a trenta. Un minuto in più ogni giorno: un aumento dolce e indolore.
 Funziona! Supero in scioltezza il terzo giorno, il Giorno Critico, e ancora ho voglia di sgambettare. Va bene, vado piano: mantengo un ritmo lasco ma fluido, tengo la schiena eretta, contraggo gli addominali, impugno i manubri e continuo a pedalare sicura.
 Sembra proprio che io e Ellie stiamo diventando amiche, e ne son contenta. Soprattutto quando sento con mano i risultati. Sì!

(-24; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo: prendermi cura di me stessa; risultato: sulla buona strada)

giovedì 5 settembre 2013

Tai chi! Salute

Caro Diario,
 un nuovo entusiasmante inizio.
 Hai presente tutti quei cinesi che la mattina presto si trovano in piazza e danzano una danza lentissima ma armoniosa? Ecco. Mi sono iscritta a un corso di Tai Chi.
 Desidero conoscere quest'arte da anni. Da anni mi vedo in un prato, vestita di bianco, coi capelli sciolti nella brezza mattutina, mentre eseguo mosse e posizioni al rallentatore. Di sottofondo il frinire dei grilli.
 Prima di esibirmi in giardino e trasformare in certezza il dubbio dei miei vicini ("Essa è pazza?" "Sì, lo è."), devo imparare di nuovo ad ascoltare il mio corpo, a trovare l'equilibrio, a ripristinare il collegamento mente-membra. E' da secoli che io e il mio corpo abbiam smesso di parlar la stessa lingua.
 Io mangio cibo sano, lui si gonfia. Io mangio schifezze, lui si sgonfia. Io faccio ginnastica, lui fa lo gnorri. Probabilmente ho perso il punto di contatto.
 Perciò mi do alla "boxe della suprema polarità" (eh?). Dice il saggio:
Nel movimento il Tai Chi crea lo Yang.
Quando il movimento ha raggiunto il suo limite, c'è l'immobilità.
Quando immobile, il Tai Chi crea lo Yin.
Quando l'immobilità ha raggiunto il suo limite, c'è il ritorno al movimento.
Movimento e Immobilità si alternano.
Uno è l'origine dell'altro.
   Vagamente sospettosa che l'elemento Yin la faccia da padrone, qui dalle mie parti. Vabbe', vado a riesumare la tuta dal cassetto dei dimenticati: stasera prima lezione. Yep!

(-121; determinazione: alta; umore: alto; obiettivo: imparare il Tai Chi; risultato: in fieri)

sabato 20 luglio 2013

Il punto tre

Caro Diario,
 è sabato mattina e me la godo.
 Forse non dovrei ammetterlo così brutalmente, ma il fatto è questo: è sabato mattina e il mio unico impegno improrogabile è dal dottore tra un paio d'ore. Decido, quindi, di occupare questo tempo prezioso per me.
 Salgo nella stanza jolly, sventolo il telo mare azzurro, lo lascio cadere sul tappeto, appiano le grinze. Scelgo dal portacidì la musica giusta, apro il lettore, inserisco il disco e la voce degli Eagles ammorbidisce l'atmosfera. Alzo il volume, perché le scimmie urlatrici sono già all'opera e potrebbero incrinare questo delicato equilibrio. Bene. Mi do da fare.
 A fare che? A rassodarmi. Ti ricordi del punto tre di settimana scorsa? Ecco, proprio quello. Mi sto dando da fare per rassodarmi. 

1. Al mattino, ogni mattino, mi concedo quindici minuti di ginnastica mirata: 
  • ancora slasagnata nel letto venti addominali (di quelli che devi gonfiare la pancia quando inspiri e ritirare l'ombelico sul fondo al termine dell'espirazione)
  • poi scosto le lenzuola, butto giù le gambe (sbadiglio) e da seduta venti ganci per le braccia (insomma, tiro cazzotti all'aria di fronte a me, alterno le braccia e mentre piego il braccio verso il petto, tiro col muscolo: ottimo antivela)
  • quindi mi alzo, a gambe leggermente divaricate e flesse venti torsioni del busto e venti piegamenti laterali
  • e venti squat (i miei preferiti: tanto sciocchi, quanto dolorosi)
2. Alla sera, prima di cena, rincaro la dose scegliendo tra due alternative:
  • trenta minuti di step in contemplazione delle ire di Gordon Ramsey (utilizzando l'aggeggio malefico, troppo a lungo rimasto impolverato)
  • un'oretta di ginnastica dolce al ritmo di musica: tre esercizi per le gambe, tre per i glutei, crunch per gli addominali, flessioni soft, esercizi per le braccia con gli elastici, un po' di stretching
 Be', certo, non tutte le sere riesco a star dietro a questo programmino, può capitare che stia ancora lavorando, o che sia fuori casa, oppure che me ne dimentichi (o finga di dimenticarmene). Insomma normale amministrazione. 
 Ma la costanza del mattino ripaga: giorno dopo giorno sento i muscoli affiorare da uno strato di gelatina persistente. Il viaggio sarà lungo, ma so che raggiungerò la mia meta. Allora, commossa come un naufrago sballottato dalle onde in tempesta, urlerò con voce rotta dall'emozione "terra!", ops... "muscoli!"

(-168; determinazione: allegra; umore: roseo; obiettivo: rassodarmi; risultato: wip)

giovedì 18 aprile 2013

Vintage

Caro Diario,
 più esercizi? Parliamone.
 Perché devo dire tutta la verità: l'intenzione è ottima, ho deciso di aggiungere alla gag una mezz'oretta di cyclette. Parcheggiata in camera, infatti, abbiamo una vecchissima cyclette che assomiglia nei colori e nelle forme a una bicicletta Graziella. Senza ruote, ovvio.
 Il marito la odia, dice che è brutta e malridotta. Io l'adoro e dico che è vintage.
 Fatto sta che oggi tolgo dal manubrio i jeans, i pantaloni neri, la maglia a righe bianche e rosse, la sposto dal muro, accendo la tivù e mi isso sul sellino. Urca, che duro.
 A malapena tocco i pedali, ma non oso sistemare l'altezza - l'ultima volta svito qualcosa e il marito ancora me lo rinfaccia. Inizio a pedalare. Mi piace pedalare. Preferirei farlo all'aperto, con la mia bella bicicletta su e giù per le strade del lago, ma mi accontento.
 Che noia e che male. Ogni tre minuti storco il collo per guardare l'orario sulla sveglia. Mancano ancora dieci minuti, uff. Cià, mi concentro sul telefilm, così distolgo l'attenzione. A un certo punto spuntano naso, occhi tondi e orecchie scampanate del Baldo: mi guarda perplesso per capire cosa sto combinando. Pedalo! Smaltisco le tossine, tonifico i muscoli, mi tengo in forma! Vai a cuccia a far la nanna (tu che puoi)!
 Venti minuti posson bastare, scendo e sistemo il tutto.
 Perché devo dire tutta la verità: l'intenzione è ottima, ma già so che troverò mille scuse per non salirci più. A meno che non riesca a trovare un cuscino speciale...


(-250; determinazione: così così; umore: su e giù; obiettivo: aumentare l'esrcizio; risutlato: ottenuto - per ora)

mercoledì 20 febbraio 2013

Passeggiata

Caro Diario,
 sono strabiliata.
 In questi giorni, una serie di scambi d'opinioni e pensieri errabondi, mi conduce verso una realtà innegabile: io e il divano abbiamo la stessa forma.
 Quell'ora di ginnastica a giorni alterni (tranne i festivi), porta a risultati mooolto lenti. Qui ci vuole una soluzione drastica.

 Tutto inizia con un incontro virtual/reale: è già la seconda volta che m'imbatto in qualcuno che sta seguendo un sistema di dimagrimento via internet. La cosa m'incuriosisce e decido di dare un'occhiata da vicino.
 Accendo il computer e mi collego alla rete, digito il nome del sito in questione e attendo. Sempre un po' scettica (nata santommaso), rispondo a tutto quel che mi chiedono - una sorta di terzo grado a fin di bene. Clicco invio. E scopro che:
  • il mio peso forma può vagabondare spensierato tra i 55 e i 75 kg
  • la mia allergia alla frutta non è contemplata (peggio per me)
  • il mio stile di vita sedentario mi porterà a morte certa
 Mie considerazioni:
  • ma venti chili di range (20!) non son troppi? Speravo mi bacchettassero, che mi dicessero: pentiti! invece mi lascian libera di ingrassare allegramente. Sia ben chiaro, io a 75 kg non voglio mai arrivarci
  • a quanto pare non è permesso non mangiar frutta: m'infilano 150 gr a piacere tre volte al dì. Mi voglion morta (sistema di dimagrimento efficace, ma eccessivo)
  • il mio amore infinito per il mio divano (e la mia pigriza) sarà la causa delle mie future patologie cardiovascolari. Ogni aggettivo possessivo esprime l'orrore di questa presa di coscienza
 La questione mi preoccupa non poco: in famiglia abbiamo tendenze cardiopatiche accertate (coronarie capricciose, aorta anelastica, paura del verbo bypassare - ma anche molto sollievo, poi).
 Quindi, soluzione drastica: diecimila (10.000!) passi al giorno. Che corrispondono più o meno a sette (7!) chilometri e due (2!) ore di camminata.
 Anche se sono compresi tutti gli spostamenti che si fanno normalmente in un arco della giornata, dalla sveglia a Morfeo, non posso barare: io e il mio divano assieme non arriviamo nemmeno a duemila. Mi tocca integrare con un'amena passeggiata di un'ora (camminata lunga, la chiamano gli esperti).
 Oppure equipaggiare il divano. Secondo te, mio caro Diario, a quanti giri di rotelle corrispondono diecimila passi?


(- 306; determinazione: vagabonda; umore: opaco; obiettivo: evitare morte certa per pigrizia; risultato: in fieri)

mercoledì 13 febbraio 2013

Allenamento farcito

Caro Diario,
 oggi è IL mercoledì.
 Il giorno in cui aggiungo una fetta di esercizi in più all'allenamento settimanale. Oltre allo step, fo anche gli esercizi a terra. Li fo prima, altrimenti rischio di sdraiarmi a terra su un fianco e rialzarmi domani sera.
 In ordine di apparizione: (prima) tre per le gambe, due per i glutei, tre per le braccia; (poi) trenta minuti di step.
 Ma non basta: astuta come una volpe ritengo opportuno infilare tra il prima e il dopo altri esercizi - i sei addominali magici:
  1. addominali regolari (già conosciuti e facili; vado in scioltezza)
  2. addominali inversi (idem come sopra)
  3. addominali obliqui (già conosciuti e odiati; dolorosi)
  4. addominali a bicicletta (già conosciuti e stupendamente simpatici; facili)
  5. addominali con gambe verticali (mai conosciuti, ma semplici)
  6. addominali con braccia allungate (mai conosciuti e avrei perferito non conoscerli; impossibili!)
l'immagine è piccola, ma rende bene l'idea...

 Conclusione: al termine di questa sessione atletica movimentata, mi sento irrigidita e appesantita da muscoli dimenticati da tempo. Mi sento come una donna sandwich: fetta sotto (gambe, glutei, braccia), fetta sopra (step) e farcitura (addominali).
 Speruma in ben.

(-313; determinazione: tenace; umore: rossscio; obiettivo: ginnastica; risultato: raggiunto)

mercoledì 6 febbraio 2013

Scarabocchi

Caro Diario,
 mercoledì è il giorno di mezzo per antonomasia.
 Altro che lunedì! E' questo il giorno in cui tiro le somme di quanto (non?) faccio e pianifico il resto della settimana. Ma oggi non riesco proprio a sommare nulla - il lavoro non fa punteggio.
 Fatto: (a) studiare CasaFacile Speciale Ristrutturare, allegato del mio giornale preferito appena uscito, (b) approfondire la lettura di alcuni blog davvero molto ispiranti, (c) procedere con la copertina crochet - la mia, perché quella del marito è in attesa di rifornimento lana, (d) preparare il mio contributo per l'iniziativa "Fatto a mano con il cuore" di CasaFacile e Agal, (e) fare ginnastica.
 Stesso esercizio (step), stessa scala e stesso cane tra i piedi. Letteralmente.
 Il Baldo non si dà pace, non riesce a spiegarsi questa mia affezione nei confronti del primo scalino, né trova risposta alle sue mille domande. Prima rimane dietro di me a osservare il movimento (e il ritmo, come Super Mario Bros). Poi raggiunge il pianerottolo per controllare cosa vi sia sulla scala a trattenermi (nada). Quindi scende fino al terzo gradino a beccarsi ritmiche coccole su testa e schiena. Infine desiste, archivia il tutto nel reparto "Roba da umani" e torna a cuccia, sospirando.


 P.S.: Che bella sorpresa stamane trovare su Google un "doodle"dedicato a Mary Leaky! Mi ricorda quei giorni passati a perdermi in libri e racconti e sogni...

(-320; determinazione: a intermittenza; umore: idem; obiettivo: multiplo; risultato: mah?)

mercoledì 23 gennaio 2013

Step by step

Caro Diario,
 hai di fronte a te la Futura Donna Tonica!
 Sono fiera di me - cosa che non capita spesso - per tre ottimi motivi.
 Primo: appena sveglia faccio ben dieci flessioni sulle gambe - i famosi squat, quelli che simulano l'atto di sedersi senza sedia; per intenderci, quelli che fanno bruciare i muscoli del sedere prima-durante-dopo.
 Secondo: a metà mattina cancello già cinque voci su otto della mia Lista Delle Piccole Cose, le rimanenti tre entro l'ora di pranozo, e lo faccio senza fatica. Evviva! Nel pomeriggio mi areno.
 Terzo: decido di inserire tra i miei esercizi di ginnastica una bomba, lo step!
 Lo so, è da folli salire e scendere uno scalino ripetutamente come un automa bloccato, ma funziona. E poi un po' di movimento aerobico mi serve: un calcio nel didietro al metabolismo è quel che ci vuole!
 Mi sfugge l'orario della ginnastica (non so perché proprio adesso sto sistemando libri, quaderni e robe varie sul tavolo dello studio, ma so che è sempre meglio assecondare certi raptus), quindi posticipo dopo cena.
 Ebbene, eccomi pronta! Indosso i pantaloni più tuteschi del guardaroba, posiziono la sveglia sul quarto gradino della scala e parto.
 21.06, piede destro su, piede sinistro su, piede destro giù, piede sinistro giù: ripetere fin alle 21.21.
 Dal pianerottolo in cima alle scale il Baldo mi guata, le sopracciglia corrucciate e un enorme punto interrogativo che spunta dal cucuzzolo. Sembra un condor alle prese con una decisione cruciale.


 I minuti son lentissimi, la gamba destra incomincia a tirare, il cervello si perde tra nuvole di panna montata e cucchiaiate di gelato al caramello. Io continuo imperterrita. Su-su, giù-giù, su-su, giù-giù, su-su, giù-giù.
 Che caldo! Sento i capelli arricciolarsi in volute octopussiane, sento il calore originato dall'energia cinetica sprigionarsi da ogni poro - quasi lo vedo.
 21.21! Cambio della guardia, piede sinistro su, piede destro su, piede sinistro giù, piede destro giù: ripetere fino alle 21.36. Anf.
 Nello stomaco gli arrosticini stanno giocando alla Quintana con gli anelli di cipolla fritti (burp), ma non mi fermo. Scalo questi quindici centimetri con gli ultimi residui di forza, mi fan male addirittura le braccia (??), ma  vado avanti.
 21.36! Evviva, ce l'ho fatta! Ho vinto io! Alina 1, pigrizia 0!


(-304; determinazione: altissima; umore: fosforescente; obiettivo: ginnastica; risultato: ottenuto)

mercoledì 16 gennaio 2013

La ragazza con l'elastico

Caro Diario,
 ginnastica? Detto, fatto!
 Presto che è tardi, devo prepararmi psico-fisicamente ai miei esercizi magici!
 Dal ritorno da una spesa estemporanea, mi fiondo nella stanza polivalente, stendo un telo mare sul tappeto e, a lume di mini abatjour, col sottofondo musicale di un vecchissimo cd new age (ehm), mi avvicino al mio destino tonico.
 Mi stendo. E fin qui va bene.
 Cerco nella mente gli esercizi migliori, mi giro su un fianco e inizio a sgambettare. Venti per la destra, venti per la sinistra, non troppo veloce, ma nemmeno troppo lento - le gambe pesano. Poi di nuovo, alterno i lati per scalciare verso l'alto. Quindi all'indietro, sempre venti per gamba.
 Puf, puf.
 Mi arriva prepotente un'immagine: io e altre cinque ragazze, ognuna sul suo tappetino blu, ognuna con cavigliere da un chilo, ognuna col volto rosso paonazzo nello sforzo di alzare le gambe, rinforzare i muscoli, abbattere la ciccia, sconfiggere l'inerzia. Davanti a noi l'allenatrice, uno scricciolo flessuosissimo, mai stanca, mai rossa, sempre sorridente - soprattutto quando vede una gamba cedere (ma quello forse è un ghigno).
 Non è finita qui: supina, mani dietro la nuca, vado di addominali. Venti per tre tipi di esercizi: meglio abbondare da queste parti. Mi permetto di esclamare nella mente un piccolo "Ahio!"
 Puf, puf. Pant, pant.
 Un altro ricordo: stesa sulla moquette, in camera della mia amica di Foligno, lei che racconta barzellette, io che rido mentre fo addominali su addominali. "Devi avere muscoli d'acciaio se riesci a stare in tensione mentre ridi!" esclama ammirata - studia medicina, sa di cosa parla.
 Infine, esercizi per il mio braccetto ex menomato. Con un bellissimo elastico verde che profuma di caramella, spingo il braccio in avanti, in alto, di lato, verso la spalla. E già che ci sono esercito anche l'altro, che non ha alcun alibi per essere così guttiforme.
 Puf, puf. Pant, pant. Sbanf, sbanf.
 Altri ricordi? Alcuni, ma non propriamente simpatici: dimenticare il dolore si fa in fretta, dimenticare quanto dolore si prova no.
 Va bene, mio caro Diario, è vero: non ho sudato, non mi sono agitata, i battiti del mio cuore non sono impazziti. Ma questo è un inizio degno di nota! Sento muscoli di cui rimembro ancor vagamente un'eco, li sento chiamarmi per nome e chiedermi: "Dove sei stata per tutto questo tempo?"
 Saperlo...

A.A.A. cercasi tartaruga disperatamente

(-311; determinazione: alta; umore: roseo; obiettivo: ginnastica; risultato: ottenuto)

lunedì 7 gennaio 2013

Sesta settimana

Caro Diario,
 novantadue, ottanta, novantotto, centodue.
 Detto questo, detto tutto.
 Sento prepotente il bisogno di una terapia d'urto: forse svergognarmi senza ritegno può essere abbastanza impattante. Doloroso, è doloroso - e pure alquanto imbarazzante. Tra l'altro, posso giocarne al lotto uno solo... Mpf.
 Con mia somma gioia il periodo delle tentazioni e delle feste invernali finisce oggi. Non so se ne sei al corrente, ma io mal sopporto queste feste, potrei quasi dire che le odio (ma non lo dico). Non partecipo al loro significato, non ne sento il calore, non ne condivido lo spreco. Per me è come se non esistessero, ma, purtroppo, tutto quel che mi circonda mi obbliga a sbatterci il muso.
 Quindi stendo un velo pietoso sul prevedibile Punto Della Situazione (fiasco totale - a meno che per "fare il pieno di grinta" non s'intenda "fare il pieno di calorie") e abbozzo un Nuovo Piano D'Attacco:


  Mentre scrivo, il Baldo sale le scale e s'acciambella sul suo cuscino, qui accanto a me (tesoro), per non lasciarmi sola nel buio di questo office-in-nicchia. O forse a controllare che non assapori uno dei cioccolatini avanzati nel sacchetto?
 Troppo tardi, mio caro Diario, troppo tardi.

(-320; determinazione: migliorabile; umore: neutro; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...