giovedì 31 gennaio 2013

Chez moi #9: vino & spezie

Caro Diario,
 se il buon giorno si vede fin dal mattino, sono fritta.
 Dormire sul divano è come non dormire. Al ritorno da un rave party sarei sicuramente più fresca e riposata.
 Mi tormentano per tutta notte i fantasmi dei miei doveri (Ricordati di fare questo! Domani finisci quello! Quell'altro fallo così! Cambia tutto questo!), che evidentemente alloggiano al piano di sotto. E mi tormentano per tutta la notte pure il materasso e il cuscino del divano, che evidentemente son fatti di schiuma di granito.
 Mi risveglio al mattino con mal di testa, mal di collo, mal di spalle e il naso che cola; tutta avvoltolata come un involtino vietnamita in un triplo strato di piumino, copridivano e copertina copri-copridivano. Argh!
 Faccio per voltarmi (impresa davvero ardua) e mi cadono gli occhiali. La mia mattina inizia con una furibonda ricerca degli occhiali nascosti - per una talpa molto talpa non si tratta proprio di divertimento.
 Poi si lavora. Poi un'anima slavata (il marito) chiede pietà e un'aspirina, quindi si esce a fare rifornimento di cibo e medicine. Poi si pranza (risotto in bianco per tutti). Poi si lavora di nuovo. Poi, poi, poi, poi...
 Finalmente è sera, ed è giovedì sera: tempo di ricetta nuova.
 Senza altri indugi mi accingo a prepararla:
  1. taglio la scorza del limone col pelapatate (e riesco a non tagliarmi);
  2. verso lo zucchero, le spezie, la scorza di limone e il vino nella casseruola e aspetto le bollicine (fuoco basso);
  3. lascio bollire, finché lo zucchero si scioglie (5');
  4. verso nelle tazze filtrando con un colino, e assaporo.

 Evviva il vin brulé! Una tazza per me e una al marito. Cin cin e sogni d'oro.

(-326; determinazione: nebulosa; umore: opaco; obiettivo: cucinare; risultato: ottenuto)

mercoledì 30 gennaio 2013

No Comment

Caro Diario,
 giornata da No Comment oggi.
 Mi sveglio e il marito giace accanto a me febbricitante. Uhm. Son preoccupata per lui. Non sono proprio quella che si suol chiamare crocerossina: troppo abituata a star male, per sapere come curare gli altri.
 Cerco di arginare la sottile irritazione che mi assale (chissà poi perché?) e scendo a far colazione. Qualsiasi cosa faccia oggi, devo ricordarmi di pensare moltiplicato per tre: per me, per il Baldo e per il marito, che continua a giacere febbricitante nel letto in totale silenzio - facile dimenticarselo.
 Il tutto complicato dal fatto che la dispensa e il frigorifero piangono di solitudine. A colazione m'arrangio: io tè e un pacchettino di crackers e nutella; il marito tè e fette di pane (scovate su fondo del portapane) con crema di latte; Baldo, il più fortunato, la sua pappa abituale.
 A pranzo me la cavo: un biscottino al Baldo, una ciotola di pastina con carote lesse e parmigiano al marito, una porzione di crespelle gorgonzola e noci (santa gastronomia) a me.
 A cena, be', a cena ho perso ogni fantasia: stessa sbobba del pranzo per il marito e della colazione per il Baldo e per me - orrore, orrore - carote bruciate. Prosit.


 Per fortuna è giunta l'ora di andare a dormire: stasera campeggio sul divano in soggiorno, assieme al Baldo (sigh).
 Domani, subito al negozio a far spesa, giuro.

(-297; determinazione: così così; umore: opaco; obiettivo: inventare pasti per tutti; risultato: no comment)

martedì 29 gennaio 2013

Paroladordine: organizzare le spezie!

Caro Diario,
 se solo potessi vedermi:  ho un sorriso che va da un orecchio all'altro e gli occhi brillicosi!
 Il motivo? Ho sistemato definitivamente le spezie. Ah, che bellezza!
 Lo sai, vero, che sono una patita dell'organizzazione degli spazi di casa (e un'incredibile disordinata)? Il mio motto è: organizzare rende liberi. Non solo dentro e fuori casa, ma anche nella vita. E, poiché credo nel confronto tra più menti, decido di aprire Paroladordine, un gruppo Facebook, che funziona un po' come un incubatore di progetti. Alla conquista di uno stile di vita migliore, moltiplicando gli spazi e il tempo libero!
 Il mio pallino è riorganizzare la cucina, una pratica in continua evoluzione - mia e della casa. Finché non giungo a una soluzione appagante non mi do pace. Ogni problema risolto è una gran soddisfazione in più e una voce in meno nella lista delle cose da fare.
 La via per organizzare le spezie è lunga.

 (1) All'inizio sono sparpagliate: un po' - quelle che usiamo di più - nella nicchia vicino ai fuochi, assieme agli altri condimenti, e un po' sullo scaffalino appeso al muro tra forno e credenza.

Spezie prima #1:  in nicchia le più usate

Spezie prima #2: al muro le meno usate
Pro:      
(a) le spezie in nicchia son comode da prendere mentre si sta cucinando;
(b) le spezie al muro non occupano spazio prezioso nella credenza e sono comunque a portata di mano.
 Contro: 
(a) i barattolini di ceramica delle spezie in nicchia rischiano di ungersi;
(b) i barattolini di vetro delle spezie al muro si impolverano e son scomodi da pulire;
(c) lo scaffale portaspezie in metallo non c'entra nulla col resto della cucina e non mi piace proprio!

(2) Quindi, dopo vari rimuginii, s'affaccia l'idea di sfruttare l'anta interna della credenza. Mi accorgo subito, però, che qualcosa non funziona...


Spezie durante: attaccate all'anta, poco convincenti

Pro:
(a) ottimizzo gli spazi.
 Contro:
(a) non posso sfruttare tutta l'anta perché i barattoli del ripiano più basso ne occupano tutti i 37 cm;
(b) ci stanno solo dodici contenitori.

(3) Allora, sai che fo? Mi ricordo di una vecchia lavagna bianca in lamina metallica, che giace nel caos del sottoscala. La prendo e posiziono su una sedia accostata al muro tra forno e credenza, aggiungo sotto qualche libro per alzarla fino a coprire lo scaffalino di spezie. Quindi attacco i nuovi portaspezie calamitati e chiamo il marito.
 Tre passi indietro, la mano al mento, le sopracciglia aggrottate, valutiamo la fattibilità.
 Ci piace! La lavagna è troppo grande (60 x 80 cm) e malmessa, ma rende bene l'idea e, alla prima occasione, la sostituiamo con una nuova e più piccola.
 Finalmente, con poche e abili mosse (come Lady Oscar), riorganizzo le spezie di casa.

Spezie dopo #1: un quadro di spezie!

Spezie dopo #2: zoom

Spezie dopo #3: particolari

 Pro:
(a) tutte le spezie sono "archiviate" in un unico luogo a portata di mano;
(b) i portaspezie non s'impolverano e son facili da pulire;
(c) c'è posto per altre tre file;
(d) la lavagna si confonde con la parete bianca, i portaspezie di metallo fanno pendant con l'acciaio del forno: mi piace moltissimo! 
 Contro:
... per ora non ne trovo :-)

P.S.: Hai notato la chicca? Per non sprecare le etichette bianche dei barattolini in ceramica, le ho riutilizzate posizionandole sulla lavagna sotto ai portaspezie corrispondenti. Ah, che bellezza!

(-298; determinazione: alta; umore: rosissimo; obiettivo: organizzare; risultato: ottenuto)

lunedì 28 gennaio 2013

Nona settimana

Caro Diario,
 di nuovo lunedì, anzi: un lunedì nuovo!
 Oggi, infatti, inizio un corso di cucito per principianti, uno di quelli che aspetto da tempo. Perché di una cosa mi devo ormai render conto: se imparare a usare l'uncinetto studiando gli esempi presi dal web o dai libri mi vien facile, far la stessa cosa per imparare a cucire no.
 So: (1) accendere la macchina e la luce, (2) riconoscere le varie manopole, (3) preparare una spoletta del colore che m'interessa, (4) far fare il giro della morte al filo di sopra prima d'infilarlo nell'ago, (5) infilare il filo di sopra nell'ago, (6) pronunciare correttamente il mantra per far uscire miracolosamente il filo di sotto, (7) pigiare con moderazione sul pedale dell'acceleratore per iniziare a cucire.
 Non so: (1) ripetere i punti dall'1 al 7 (ad esclusione del 6) senza leggere le istruzioni, (2) procedere, quindi (3) realizzare i progetti che ho in mente.
 E di progetti ne ho tanti, come tante sono le stoffe che man mano metto da parte in previsione di diventare un'esperta della macchina da cucire. D'altronde, avrò pur preso qualcuno dei geni di mia nonna, la super sarta!
 Staremo a vedere, mio caro Diario, staremo a vedere...
 Nel frattempo, mi sento molto grintosa: il Punto Della Situazione è positivo. Ecco perché il Nuovo Piano D'Attacco è identico allo scorso - m'ha portato bene.
 Vuoi sapere qual è il mio nuovo trucchetto per tenermi a bada? Utilizzo delle mini liste: una per gl'impegni del mattino, una per quelli del pomeriggio e un'altra per i "fuori routine". Cancellare tutte quelle voci, una dietro l'altra, è un vero piacere e mi rende più determinata.
 Tanto per farti un esempio, questa è la mini lista dei "fuori routine" di oggi:


(-299; determinazione: altissima; umore: multicolor; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)
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