mercoledì 23 gennaio 2019

Daje

Caro Diario,
  “finché c’è vita, c’è speranza” dicono.
 
  Lo dico anch’io, mentre il freddo, il buio, la pioggia, la neve, il vento e la dermatologa mi mettono i classici bastoni tra le ruote le gambe.

  La brutta stagione mi ruba il piacere di camminare lungo il lago al mattino, nel silenzio (zero folla), nella pace (zero traffico), in un quadro vivo e illuminato dal sole.
  Dopo un anno di ragionamenti, trovo la soluzione: mi alleno nei boschi in pausa pranzo, nel silenzio (zero folla), nella pace (zero traffico), in un racconto fantasy popolato da folletti.

  La mia nuova (sottolineo nuova) pelle ultra delicata mi ruba anche questo piacere. La dermatologa elenca una serie di divieti: no sole, no freddo, no vento, no boschi, no acqua (immagino valga anche per il sudore). Accipicchia, sono spacciata.

  Sto meditando di prendere un tapis roulant: non sarà meraviglioso come ammirare l’aurora sul lago o riconoscere gli alberi, ma almeno cammino.
  Perché di una cosa sono certa: voglio allenarmi e non demorderò. Eccheccavolo.

sorrisoa365giorni daje

sabato 24 novembre 2018

Be’, auguri

Caro Diario,
  tu compi sei anni, io quasi quattro decadi in più.
  E siamo più giovani che mai.

  Inizio a scriverti sicura che basti un anno per riorganizzarmi la vita. In realtà il viaggio dura da molto e ancora non arrivo. Non ho fretta, quando mi fermerò sarà per sempre.
  Sono a un buon punto del cammino, uso più buon senso, sono più organizzata, più serena e più libera di prima. Continuo a fare errori e spesso ricado nelle brutte abitudini, ma vado avanti.

  Ho un lavoro che mi riempie, soprattutto di nuove scoperte - anche sul piano umano. Mi piace mettere a disposizione quel che so per fare star bene gli altri.
  Ho degli affetti sinceri, amicizie ricche e arricchenti, Sul mio cammino incontro persone uniche e speciali, l’equilibrio per la mia solitudine.
  Ho i miei interessi, caldi e sicuri, in cui rifugiarmi e sentirmi piena di me. Sono in pace con le mie passioni e loro mi danno tanto.
  Ho me stessa, ogni giorno più vera. Mi curo con attenzione, chiedo aiuto a chi ne sa più di me, m’impegno. Sto bene nel corpo e nella mente, sto procedendo bene: mi piace camminare.

  Buon compleanno, mio caro Diario.

paroladordine auguri

mercoledì 7 novembre 2018

Non sono timida

Caro Diario,
  non è timidezza.

  Al giorno d’oggi, se hai a che fare con la gente e lavori con le persone, certe sfumature è meglio conoscerle.

  Non sono timida.
  Il giudizio altrui non mi tange.
  Non sono insicura.
  La mia mente è aperta.
  Non mi sento a disagio.
 
  È solo voglia di stare da sola.

  Alcune persone si caricano a stare in mezzo alla gente. Io mi scarico.
  Mi piace conoscere persone nuove, stare con quelle che stimo, confrontarmi e costruire qualcosa insieme, attaccare bottone con chiunque in qualunque momento.  
  Poi, però, mi sento come le piante del mio studio: completamente disidratata, con un bisogno incommensurabile di farmi una mega doccia di solitudine.

  Non credere che sia timida o insicura o tema d’essere giudicata o mi senta inadeguata, per favore. Sono introversa, sto bene con me stessa, la solitudine mi rigenera. Ce ne sono tante, di persone come me, è meglio che tu lo sappia.

sorrisoa365giorni non sono timida

mercoledì 31 ottobre 2018

Cammin cammino

Caro Diario,
  sono in cammino.

  Nel senso che continuo a camminare, non mi fermo. Un’ora al giorno, in mezzo alla natura. Non più all’alba sul lungolago (ci rivediamo in primavera!) ma in pausa pranzo nei boschi.
 
  Acquisto scarpe e pantaloni adatti, cerco un’entrata comoda (= in piano) al parco naturale vicino a casa, faccio un paio di tentativi di orientamento per raggiungere il Lagone – perché senza uno specchio d’acqua per me non c’è bellezza.

  Il primo giorno mi perdo. Il secondo pure, e incontro un’altra anima smarrita che vaga tra i sentieri da un’ora e mezzo. Il terzo giorno studio l’incomprensibile mappa del parco e ci riprovo: eureka!

  Vado dritta: passo sotto alberi che mi scrollano addosso lunghe foglie, spero che ghiande e ricci non mi cadano in testa, incrocio tre bipedi, memorizzo pietre ricoperte di muschio. Ai bivi controllo i nomi dei sentieri – ci siamo! Vado ancora dritta, svolto a sinistra (riconosco la cappella coi fiori), poi a destra. E, poco più in là, ecco il Lagone.

  Mi siedo sulla panchina di fronte all’acqua. Beatitudine pura.

  Il ritorno è più facile, nessuna incertezza, procedo spedita. Sono contenta!

  E se piove? Se piove, come in questi giorni, continuo a camminare e non mi fermo. Cammino sull’ellittica di casa, non è la stessa cosa ma, se chiudo gli occhi e mi concentro sul respiro, vedo il sole tra le foglie, il luccichio sull’acqua e sento l’aria fresca sulle guance.
  Intanto, cammino.

sorrisoa365giorni camminare boschi

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