giovedì 23 aprile 2015

Chez moi: zuppa di pomodoro per tutti

Caro Diario,
  non mi sento molto allineata.
  Di lunedì penso sia venerdì, di martedì credo sia mercoledì: insomma, corro avanti e indietro sulle sette note della settimana e inciampo tra un arpeggio e l'altro.
  In ogni caso, ho un sistema infallibile per capire in quale giorno sono: pensare al pranzo.
  Ora ti spiego: martedì, giovedì e domenica mangio amidacei; lunedì, mercoledì, venerdì e sabato no. E m'invento pranzi interessanti (il potere della persuasione...). 
  Fa tutto parte della riabilitazione alimentare, anche la persuasione.
  Uno dei miei nuovi cavalli da battaglia è la zuppa di pomodoro: mai mangiato così tanti pomodori come in questi mesi.
  La ricetta è facile, a prova di inettAlina, potresti prepararla anche tu. Ti spiego come.

sorrisoa365giorni-chezmoi-zuppaalpomodoro-ricetta
  Una ricetta spartana (senza burro, senza panna, senza pane, senza alcunchè di disgustosamente gustoso) ma capace di farmi leccare i baffi e deglutire a più non posso.
   Provala, e poi dimmi.

sorrisoa365giorni-chezmoi-zuppaalpomodoro

(-7; determinazione: buona; umore: buono; sorriso del giorno: la zuppa al pomodoro!)

P.S. Oggi so che giorno è. Però mi sembra di essere in un mondo parallelo e bellissimo: sono capitate ben tre, dico tre, Prime Cose Belle. Te ne parlerò presto!

mercoledì 22 aprile 2015

Di notte non dormo, scrivo.

Caro Diario, 
  sono le prime (primissime) ore del giorno e ti sto scrivendo con solo un occhio aperto. 
  Il mondo là fuori dorme, la casa dorme, marito e cane dormono. Io, il mio cervello e la mia penna siamo svegli.
  Se sto sveglia di notte scrivo: scrivo per fermare i pensieri, perché di notte i pensieri si fanno più crudeli. Scaturiscono dal nulla, girano in tondo come un cane nella cuccia. Affilano le armi e iniziano a torturarmi, finché mi arrendo e li seguo nel loro errare confuso.
  Oppure.
  Scosto un lembo del piumino, la mano destra avanza nel buio in cerca dell'interruttore. Accendo la lampada, afferro  quaderno, penna e inizio a scrivere. Sdraiata , con solo un occhio aperto, il marito addormentato al mio fianco. Scrivo i miei pensieri, li fisso blu su bianco, li segno, li espando, li esamino. Mezz'ora o un'ora, anche di più a volte.
  Il respiro rallenta, il cervello si rilassa, il sonno ritorna: posso finalmente dormire.
  Chiudo quaderno e penna, li appoggio sul comodino, spengo la luce. Ritiro la mano destra sotto il piumino, chiudo anche l'altro occhio e m'addormento.
  Buona notte.

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(-8; determinazione: insomma; umore: assonnato; sorriso del giorno: simile a uno sbadiglio)

lunedì 20 aprile 2015

#20: montagne russe

Caro Diario,
  oggi è venerdì, vero?
  Non mi contraddire: oggi è venerdì, giorno di revisione. Stop.
  Finisce una settimana bellissima (ironia di sopravvivenza), talmente arzigogolata e altalenante da fare concorrenza alle montagne russe del lunapark: decisioni che sbocciano all'improvviso con prepotenza, arrabbiature lampo con lunghi strascichi, gite rimandate, amiche non trovate, pranzi in compagnia estemporanei, lavoro e riposo, silenzi e parole scambiate di fretta o fitte fitte.
  Sono un po' (ancora ironia da sopravvivenza) scombussolata, mi ritrovo con mille cose da fare, mille idee in attesa di scendere dall'iperuranio, mille propositi per la nuova settimana.
  Inizia una settimana altrettanto bellissima (idem come sopra) e sono pronta a non socombere sotto la mole di cose-idee-propositi settimanali. Le mie parole-salvezza sono: lista, priorità, riga.
  • Ogni mattina, appena capisco chi sono, scrivo su un foglietto la lista delle cose da fare in giornata. Segno tutto, anche quelle cose contrassegnate con l'asterisco (nella legenda * = utopia).
  • Poi stimo il tempo necessario per completarle e le ordino per priorità, distribuendole con attenzione nell'arco della giornata.
  • Dolcemente catartico è l'atto di cancellare una voce dopo l'altra con una riga vigorosa. Se rimangono solo le cose con l'asterisco, va be', è normale. Se rimangono anche le altre, qualcosa è andato storto: lancio uno sgrunt al cielo, poi imito Rhett Buttler (francamente, me ne infischio), inspiro e imito Rossella O'Hara (dopotutto, domani è un altro giorno).
    Sopravvivo così, mentre la stagione bella avanza, il richiamo del sole si fa insistente, la voglia di essere ovunque-ma-non-qui interrompe ogni pensiero.

sorrisoa365giorni-puntodellasituazione-20
  1. Riempio i vari contenitori inutilizzati e li sistemo nei mobili della lavanderia: gran successo! Non mi fermo qui: il mobile senza ante ora ha le ante (grazie, marito) e il bianco del piano è finalmente visibile. Molto soddisfatta :-)
  2. Contengo l'entusiasmo delle giornate primaverili (piove) e mi concentro sul lavoro per quanto il Caso me lo concede: un successo a metà :-/
  3. Non guido nemmeno un giorno. E non aggiungo altro :-(

  1. Organizzare cesti, detersivi e accessori per lavare/asciugare/(stirare)/piegare il bucato. 
  2. Darci dentro al mattino e tirare tante righe sulla lista delle cose da fare in breve tempo.
  3. Guidare e uscire di casa!!!
(-10; determinazione: resiliente; umore: battagliero; sorriso del giorno: speranza)

martedì 14 aprile 2015

L'aquila

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Caro Diario,
  cosa fai quando una cosa ti piace tanto?
  Quando ti riempie di gioia e ti rende felice solo all'idea di pensarla? Io non riesco a smettere di farla!
È per questo che ho chiesto a Monila cosa ne pensasse di pubblicare più spesso la nostra rubrica Leonardo: ed eccoci qui, con una nuova puntata.
  Lo sai, scrivere sta diventando sempre più il mio mestiere: quando lavoro, mi trovi davanti allo schermo del computer mentre premo sulla tastiera a ritmo di musica, oppure in giardino mentre agito la penna su fogli volanti. Quando scrivo mi sento viva e sono felice, sicura di aver trovato finalmente quel posto nel mondo che cerco da così tanto tempo.
  Ma c'è qualcosa che amo in particolare scrivere, ed è questa nostra rubrica: le parole s'intrecciano ai colori, le emozioni prendono forma e le forme diventano emozioni, l'amicizia si fonde con la stima e mi sembra che assieme riusciamo a creare qualcosa di bellissimo.
  Questa volta tocca a me: scelgo una poesia scritta sedici anni fa, nel pieno di una metamorfosi felice e triste nel contempo. Ci sono io e forse l'immagine di me.


  Senza dire nulla, lascio che Monila la interpreti con la sua sensibilità. Vieni con me a scoprire come?

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Illustrazione di Monila
 (-17; determinazione: alta; umore: solare; sorriso del giorno: pittura e poesia!)
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