Caro Diario,
che belle giornate, queste.
E anche un po' strane. Mi sveglio presto, faccio ginnastica, chiacchiero col marito, gioco col cane, elaboro nuovi progetti, mi godo l'arietta fresca che entra in casa. Riesco anche a fare dei giri fuori, a vedere il mondo là fuori. E ricominciano le cene in giardino, una grigliata di carne, una torta salata... Ah, questa sì che è vita!
Lontano dai soliti pensieri e dai soliti crucci. Quasi lontana da me stessa - come se mi guardassi tra le ciglia di un occhio solo. Ci sono ancora mille cose che vorrei migliorare, ancora qualche nastro al traguardo da spezzare.
Ma oggi, mentre sgambetto sullo stepper, mi chiedo: "E se io son proprio così? Incapace di far qualcosa di buono per me stessa? Perditempo, pigra all'ennesima potenza, procrastinatrice di professione, sognatrice e mai realizzatrice? Cioè, e se io son proprio così: sempre in fieri?" E poi: "In questo caso, avrò la forza di accettarmi di buon grado? Oppure mi trasformerò in un Don Chisciotte senza baffi? Non lo so, proprio non lo so!" Infine, slasagnata sul letto a controllare la tachicardia post-step: "E se invece è solo una fase di transizione? Un passaggio obbligato, come - che ne so - un rito d'iniziazione?".
Insomma: tanti punti di domanda, pochi esclamativi (tanto per cambiare) e una sola risposta: boh!
Intanto mi godo queste belle giornate (Punto Della Situazione abbastanza positivo) e mi ripropongo di continuare così (Nuovo Piano D'Attacco):


