lunedì 10 giugno 2013

Ventisettesima settimana

Caro Diario,
 sto bevendo un succo di frutta all'ananas. Corretto.
 Sto cercando di prendere con filosofia quest'altra settimana di fuoco e fiamme. Persa tra le nebbie del passato, mi sento un po' come una macchina del tempo. Acceleratore pigiato fino in fondo, quinta inserita, motore  rombante: avanti tutta! Ho appena lasciato Qin Shi Huandi sulle sponde del Fiume Giallo e ora mi ritrovo a rincorrere Sumeri, Accadi, Babilonesi, Amorrei, Assiri, Ittiti, Medi nei pantani della Mesopotamia. Per di più senza galosce.
 E mentre cerco di seguire con serietà le loro vicissitudini, mi viene in mente una sequenza di vignette de 'L'odissea di Asterix' e mi vien spontaneo pensare: S.P.Q.M.
 Ma oggi è lunedì e dovrei concentrarmi sui miei prossimi obiettivi! Il Punto Della Situazione? Meglio stendere un velo pietoso. Il Nuovo Piano D'Attacco? Da manifesto:


 Slurp & glab.

(-207; determinazione: alta; umore: isterico; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)

giovedì 6 giugno 2013

Chez moi #21: gelato di yogurt

Caro Diario,
 più son sotto pressione, più ho fame.
 Sempre, a tutte le ore, di qualsiasi cosa. Dolce, salato, croccante, morbido, caldo, freddo, da bere, da ingoiare, da sgranocchiare... Affamata.
 Perciò sperimento una nuova ricettina veloce veloce, dal risultato buono buono:

  1. verso nel frullatore lo yogurt, lo zucchero e la vanillina, e frullo a velocità media;
  2. quand'è ben amalgamato, aggiungo la panna e frullo a velocità massima, finché non si monta a neve ben solida;
  3. rovescio in un contenitore, chiudo col coperchio e metto nel congelatore (1h);
  4. estraggo, mescolo col cucchiaio e ripongo nel congelatore (1h);
  5. lascio nel congelatore, finché si ghiaccia per bene.
 E il gelato allo yogurt - l'unico che posso mangiare (per ora) - è pronto. Due coppette e due cucchiaini colorati, due violette caramellate... et voilà!


 (-211; determinazione: altissima; umore: non pervenuto; obiettivo: cucinare; risultato: ottenuto)

mercoledì 5 giugno 2013

Bisogni

Caro Diario,
 ormai è chiaro e lampante (pure a me): ho bisogno di una vacanza.
 Ho bisogno di chiudere persiane, finestre e porta di casa, trasferire le valigie nel baule della macchina e partire verso aria nuova e fresca. Noi tre, sempre gli stessi, ma per questi giorni diversi.
 Noi tre, sì, non solo io. Il marito tra lavoro, corso, balcone (da fare) e mille altre incombenze è allo stremo. Il Baldo sogna nuove piste da annusare, nuovi amici con cui giocare e passeggiate lunghe e avventurose. Io, be', io non so più chi sono.
 Forse allontanandomi dalla casa, dai doveri, dal lavoro, mi ritroverò. Magari riprenderò ad alzarmi al mattino col sorriso sulle labbra, appagata dopo una buona notte di sonno sereno e impaziente di vivere una nuova ricca giornata.
 Perché ultimamente le cose non stanno andando bene. Mi trascino da un giorno all'altro incalzata da un pungolo d'ansia, nella speranza di concludere la giornata soddisfatta di quanto fatto. Frustrante, perché non accade mai. Fare ogni giorno i conti con la propria inettitudine e i propri difetti mi fa sentire come una costruzione di Lego demolita pezzo dopo pezzo.
 Quindi, per evitare la paralisi totale di ogni emozione, mi conviene pensare alle prossime vacanze - che saranno, più o meno, tra altri due anni. Ora, mio caro Diario, ti chiedo: per quanto tempo può sopravvivere un'anima priva di svago senza abbruttirsi?


(-212; determinazione: evaporata; umore: bigio; obiettivo: tirare avanti; risultato: in fieri)

domenica 2 giugno 2013

Terra

Caro Diario,
 è proprio vero, gli odori hanno un gran potere.
 Funzionano un po' come il teletrasporto: sei lì china su una pianta e, all'improvviso, ti ritrovi inginocchiata su uno strato di argilla grigia.
 Tutto ha inizio stamane: in giardino m'aspettano nove piantine di basilico, quattro di assenzio, ruta, rabarbaro e lavanda e un orticello di piante aromatiche da ripulire, coprire e arricchire.
 Solitamente in questi lavori faccio da assistente al marito. Tradotto: m'infilo i guanti da giardinaggio e piena di buona volontà mi siedo lì accanto e lo osservo. Qualche volta gli passo gli strumenti.
 Ma il marito è alle prese col balcone e io debbo arrangiarmi
 Primo passo: elimino la corteccia della pacciamatura. E' indubbio che un velo sottile non serve a nulla: le piante crescono rigogliose e indisturbate. Per eliminare le infestanti, devo prima ripulire lo strato di terra.
 Secondo passo: estirpo le infestanti. Questo lavoro mi dà soddisfazione. Ti sei insinuata tra le mie piantine odorose? Straaaap. Non più.
 Terzo passo: stendere il tessuto non tessuto. Vediamo se funziona. In questa operazione usufruisco del jolly: il marito m'aiuta a prender misure, aprir buchi per far passare la melissa, l'erba cipollina, la maggiorana, e il timo.
 Quarto passo: piantare le nuove piantine. Ritaglio una croce nel tessuto non tessuto, scavo una buchetta e interro. Tredici croci, tredici buchette, tredici interramenti.
 Quinto passo: ricoprire con uno strato di corteccia di pino. Uno strato abbondante, che copra bene il tessuto non tessuto.
 Duecentosettanta minuti più tardi ho finito.
 Non so se il giardinaggio mi piace. Però mi piace molto annusare il profumo della terra ubertosa. In un nanosecondo mi teletrasporta altrove: accovacciata, un ginocchio verso l'alto, l'altro in avanti, gratto con la cazzuola d'acciaio l'argilla grigia; raccolgo la terra in un secchio con ampi movimenti di polso; verso il secchio nella carriola.
 Sospiro. Forse il giardinaggio è una passaporta per il mio passato.

E il Baldo si riposa.

(-215; determinazione: alta; umore: solare; obiettivo: giardinaggio; risultato: in fieri)
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