venerdì 12 aprile 2013

Io ricca

Caro Diario,
 chi trova un amico trova un tesoro, si dice.
 Allora sono ricchissima: ieri grande incontro con le amiche.
 All'inizio sono in tre, poi quattro con me: baci, abbracci, sorrisi a non finire. Prendiamo la metro, usciamo alla luce del sole e siamo già in sette. Dopo nuovi baci e abbracci carichi di affetto, siamo subito in otto: altri baci e lunghi abbracci. Quindi ci spostiamo verso la meta, prendiamo un caffè e all'improvviso siamo in dieci. Arriviamo al nostro punto d'incontro - una sorta di salotto bianchissimo, etereo, morbidissimo e profumatissimo. Un angolo di paradiso, insomma. E qui incontriamo altre amiche e siamo in quattordici. Riempiamo questo luogo stupendo di chiacchiere, risate e sorrisi e dei nostri colori. Usciamo a pranzo e ci ritroviamo in sedici, rientriamo e siamo in diciotto.
Tutte insieme per un giorno intero: c'è chi viene dal Lazio, dall'Emilia, dal Piemonte, dalla Puglia, chi ha chiesto mezza giornata di ferie, chi ha organizzato la giornata per marito e figli, chi sfida dolori, chi affronta ore di treno, chi porta con sé i bambini. E c'è chi dimentica di fare fotografie (ehm).
 La nostra meta è il CF Lounge, l'occasione è la Settimana del Design di Milano, le amiche sono quelle conosciute sulla fan page di CasaFacile. Un tesoro di amiche.


(-256; determinazione: buona; umore: buono; obiettivo: riempire lo scrigno di gemme e brillanti; risultato: ottenuto)

mercoledì 10 aprile 2013

Pausa

Caro Diario,
 urge una pausa.
 Mi gira la testa, ho i pensieri in confusione, il mal di testa è in agguato e con le triple occhiaie posso giocare a freesbie. Ma finisco quel che inizio.
 In compenso ricordo di lavare i vestiti di domani poco prima di cena. Li stendo sui caloriferi, alzo all'inverosimile le temperature, prego gli dei termosifonii di darmi una chance e tento - davvero tento - di prepararmi per domani. Prima, però, mi prendo una pausa.


(-258; determinazione: troppa; umore: appannato; obiettivo: prendermi una pausa; risultato: auspicato)

martedì 9 aprile 2013

Diciannovesima settimana

Caro Diario,
 una sola parola: sgrunt.
 Finisco or ora di sistemare la cucina. Sistemare, non pulire a fondo. Ripeto: sgrunt.
 Stamane, presa da altre cose più interessanti, dimentico di svuotare la lavastoviglie. Stasera il lavello e il  piano della cucina straripano di qualsiasi cosa. Ri-sgrunt.
 Solitamente dopo cena mi arrendo all'impulso di scappare in soggiorno e prepararmi al dolce relax. Ma questa volta resisto: l'idea di trovare questo baillame domani mattina mi irrita fortemente, quindi inizio a svuotare la lavastoviglie, riempire la lavastoviglie, pulire fuochi piano e lavello, sciacquare i contenitori d'alluminio, di plastica, di tetrapac e lasciarli asciugare.
 Immancabilmente, come mi capita ogni volta che mi ritrovo a fare controvoglia un lavoro "da donna", incomincio a borbottare. E' più forte di me, i residui di femminismo (son nata negli anni Settanta, no?) non si danno pace e sparano a raffica tutte le frasi più classiche. Sgruntissimo.
 Poi mi vien da ridere e me ne torno sul divano. Domani, quando entrerò in cucina per colazione, sarò serena, e non è poco.
 Il Punto Della Situazione non mi rende molto serena, invece: a parte il nuovo programma d'allenamento, il resto va a ramengo. Le sopracciglia sempre più cespugliose e lo studio sempre più disorganizzato. Rimedierò con un Nuovo Piano D'Attacco molto ovvio:


  L'obiettivo numero 3 è il mio preferito: tra un paio di giorni incontrerò le mie amiche e non vedo l'ora!

(-259; determinazione: bassina; umore: grigetto; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: celo!)

lunedì 8 aprile 2013

Paroladordine: organizzare il sottoscala (1)

Caro Diario,
 son quasi soddisfatta.
 Riorganizzare il sottoscala è una vera sfida. Il mobile con le ante è in realtà un piccolo antro: scomodo perché devo abbassarmi per accedervi, ma comodo perché enorme. Ma non so come riempirlo, inaudito.
 Nel progetto originario, non ho alcun dubbio (come puoi notare):
- piatti, bicchieri, posate, tovaglioli, tovaglie  per pic-nic (nei contenitori su rotelle)
- borse e contenitori termici (ibidem)
- varie ed eventuali (ibidem)
- barattoli e bottiglie di vetro vuoti (mensole in basso)
- elettrodomestici e pentole poco usate, scorte di cibo (mensole di mezzo)
- vasi e candele (mensole in alto)
- coperchi (parete interna)
- borse di tela e di stoffa (interno anta)


 Nella realtà qualcosa cambia:
(1) innanzitutto non c'è spazio sufficiente per quattro contenitori su rotelle, ma solo tre. Però nell'angolo riesco a piazzare la pentola elettrica per fonduta e, al posto del terzo contenitore su rotelle (manca), utilizzo un vecchio cesto di poco più piccolo. Ma sempre verde. Contengono: la carta da cucina e i fazzoletti di carta, le tovaglie da giardino, le borse termiche;
(2) dopo ripetuti spostamenti, dedico la mensola in basso alle scorte di cibo: a sinistra liquori fo-da-me, vini e spumanti; a destra le erbe dell'orto, le conserve della zia, varie scorte di cibo. Riutilizzo anche lo scaffalino bianco (in disuso), ma almeno un altro (manca) sarebbe utile;
(3) stesso lavorio di meningi per la mensola di mezzo, dove alla fine sistemo: a sinistra vasi e vasetti in attesa di sfoggiar fiori e piantine; a destra i tovaglioli di carta di ogni colore e fantasia (gli ultimi con splendidi fenicotteri rosa), piatti, bicchieri e posate di plastica e carta da picn-nic, thermos e kit per ghiaccioli in tre comodi contenitori con maniglia;
(4) ma la prima parte che organizzo è la mensola di sopra: a sinistra gli strumenti (come il passaverdure, la centrifuga per insalata, l'affare per cuocere le chips di patate al microonde) e le stoviglie che uso raramente; a destra le candele, le tea light e i portacandele - ma il cestino verde è temporaneo, preferirei un contenitore con maniglia (manca);


(5) il portacoperchi latita, sono ancora indecisa: per ora uso ancora i vecchi e ingombranti coperchi, quindi non mi serve. Ma non abbandono affatto l'idea;
(6) in compenso ho aggiunto all'interno dell'anta sinistra un furbissimo portasacchetti, che utilizzo per archiviare i rotoli di carta - me felice;


(7) ma il pezzo forte, anzi fortissimo, è il portaborse applicato all'interno dell'anta destra: due scarpiere a ribalta, una per le borse di carta, l'altra per le borse di stoffa - me strafelice!


E per ora è tutto. Lo so, mio caro Diario, mancano ancora i due cassettoni - i difficili cassettoni. Qualche divisorio in più, appena il marito si convince...

(-260; determinazione: variabile; umore: variabile; obiettivo: organizzare il sottoscala; risultato: a metà)
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