mercoledì 26 giugno 2013

Ventinovesima settimana

Caro Diario,
 per fortuna la natura segue sempre il suo corso, inesorabile.
 Così posso affermare che in una settimana di silenzio stampa e di gran daffare dell'intera famiglia, qualcosa di buono spunta sempre. L'erba del giardino è sempre più alta e più verde - di almeno quattro o cinque sfumature di verde diverse. Le pianticelle sempre più gagliarde, i fiori sempre più profumati. E con la brezza leggera la lavanda, l'elicriso e la lippia si mescolano tra di loro in un bouquet pungente e delizioso.
 Guardo l'orticello delle erbe aromatiche. Per fortuna rabarbaro, artemisa e ruta si sono ripresi. Un po' meno il prezzemolo. Mi chiedo cosa posso preparare con loro: un liquorino, una salsina o un semplice condimento da seccare per quando arriva l'inverno? 
 Mentre mi crogiolo al sole (acc, non ho messo la crema, domani sarò rossa), mi sento beatamente serena. Il Punto Della Situazione è positivo al cento per cento: supero indenne la settimana e già mi godo i primi tre giorni di quasi-vacanza.
 E il Nuovo Piano D'Attacco? Dovrei prender l'esempio dalla natura e procedere inesorabile nel mio corso: rifar mie le sane abitudini, approfittare del sole per gironzolare un po', passeggiare col Baldo, sperimentare piatti freschi e leggeri, muover le mani in qualcosa di piacevole, voler un po' più di bene alla casa e a me.
 Insomma andare avanti con serenità.


(-191; determinazione: sonnecchiosa; umore: ventilato; obiettivo: nuovo piano d'azione; risultato: ottenuto) 

lunedì 24 giugno 2013

Libertà e calze

Caro Diario,
 oggi è una giornata bellissima!
 Non solo perché il sole dopo il temporale risplende più caldo, ma anche perché oggi sono libera. Primo giorno di una splendida settimana di libertà!
 Va bene, hai ragione, devo ancora limare un paio di cose, sistemarne altre. Nugae, in confronto all'annullamento totale dei giorni scorsi.
 Devo solo decidere cosa fare.
 Intanto festeggio il primo compleanno di Paroladordine: un anno fa, spinta da una necessità impellente, apro un gruppo Facebook completamente dedicato alla - ehm, cito - nobile arte dell'organizzazione.
 Perché ridi? So bene d'essere un caso irrisolto di disordinite acuta. Ma dimentichi che dentro di me albergano due anime opposte: una incasinata irrecuperabile, l'altra organizzatissima da far paura. Io sto nel mezzo, strattonata da un estremo all'altro a giorni alterni (quando va bene).
Organizzare il disordine cosmico mi rasserena. 
L'organizzazione è la mia ancora di salvezza.
Un mobile organizzato al giorno toglie la neuro di torno. 
Organizzo, ergo sum.
 Ho reso l'idea?
 In ogni caso...

  P.S. Non è bellissimo il girotondo di calze?

(-193; determinazione: altissima; umore: luminoso; obiettivo: festeggiare; risultato: ottenuto)

lunedì 17 giugno 2013

Ventottesima settimana

Caro Diario,
 non c'è nulla di più soave delle carezze d'aria fresca in una giornata calda.
 Hanno la capacità d'imbambolarmi con la loro dolcezza. Leggere mi sfiorano il volto, le braccia e le gambe, mentre seduta sul divano me ne sto col pc bollente in grembo. Nel disperato tentativo di concentrarmi e produrre.
 E ci riuscirei anche, se quelle carezze non mi blandissero con promesse di riposi all'ombra di cespugli, penniche ristoratrici, pisolini dal sorriso facile.
 E così mi ritrovo a fissare lo schermo, le ciglia aggrottate in cerca di un pensiero fugace da tramutare in parole, le palpebre improvvisamente pesanti e, dietro alle palpebre, immagini di fiori rosa e azzurri, i cinguettii armoniosi, un'amaca invitante, un ruscello che balugina. Mancano satiri e caprette, e siamo al completo in Arcadia.
 Fate di me quel che volete! Ormai sto cedendo.

 Ah, già! Il Punto Della Situazione: sono ancora viva -  rincitrullita a mille, ma sopravvivo. Il Nuovo Piano D'Attacco:


(-200; determinazione: cocciuta; umore: roseo; obiettivo: nuovo piano d'attacco; risultato: ottenuto)

venerdì 14 giugno 2013

Palloncini e sogni

Caro Diario,
 devo legarmi con un filo alla sedia, perché la mia testa oggi è un palloncino.
 I miei pensieri voglion volare in alto, oltre la coltre di nuvole, verso l'azzurro e il calore del sole. Spostarsi beati, senza fretta, rotolare sulle correnti d'aria, trasportati lontano, indifferenti e serafici.
 Sospiro.
 Un pensiero, più di tutti mi strattona per portarmi via. Un pensiero che ha la forma di un camper.
 Il mio desiderio struggente da piccola? Un camper giocattolo blu e rosso nella vetrina d'una cartoleria. Rimango tutto il tempo possibile appiccicata al vetro e mentre lo guardo sogno a occhi aperti. Ogni volta che ci passo davanti, ogni giorno. Finché mia madre non me lo regala. Il regalo più bello di tutti: quanti viaggi a zonzo, quanti amici a cena, quante fischiettate al volante!
 Poi cresco e mi ritrovo col naso incollato allo schermo del pc, ad ammirare certi camper perfetti e sognare - di nuovo - a occhi aperti.
 Da sempre sogno d'avere un camper: prima per gioco, poi per lavoro, ora per viaggiare tutti e tre assieme. Il nido su rotelle m'affascina e la sfida dello spazio piccolo m'intriga. La mia doppia anima da nomade pigra si placherebbe.
 Chissà?
 Intanto continuo a rimirare questa meraviglia.

vol25
(-203; determinazione: volata; umore: leggero; obiettivo: mmm? risultato: non pervenuto)
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